CHINO (KINO), EUSEBIO FRANCESCO

CHINO (Kino), Eusebio Francesco. - Uno dei più famosi missionari italiani in America, n. a Segno in Val di Non (Trento) nell'ag. del 1645, m. a S. Magdalena (Messico) il 15 maggio 1711. Entrato (1665) nella Compagnia di Gesù, studiò filosofia e teologia all'Università d'Ingolstadt, iniziandosi pure alle scienze matematiche e astronomiche, in vista delle missioni dell'Oriente, cui aspirava. Poté finalmente imbarcarsi a Genova il 12 giugno 1678, non per l'Oriente ma per il Messico; trattenuto in Spagna da vari contrattempi, sbarcò in America nel giugno del 1681. Da allora adottò per il suo nome la forma Kino, sotto la quale è più conosciuto fuori d'Italia.
Quanto egli fece in trent'anni, come missionario, organizzatore, esploratore e cartografo è straordinario. Fu prima aggiunto, col titolo di cosmografo regio, alla spedizione dell'ammiraglio Isidoro Atondo, incaricato di esplorare la bassa California, allora creduta isola, e di aprirla al Vangelo. Per l'estrema povertà della regione, il C. dovette abbandonare, nel 1686, le stazioni a La Paz e poi a S. Bruno, ma aveva avuto il tempo di esplorare buona parte del paese, tracciarne le prime carte e preparare la futura ripresa della missione. Nel 1687, il C. entrava definitivamente nel suo campo di apostolato, l'alta Pimeria, negli attuali Stati di Sonora (Messico) ed Arizona (Stati Uniti). Missionario zelante ed abile (in 24 anni battezzò quasi 5000 indiani), si rivelò anzitutto pioniere ed organizzatore. Non solo assicurò alla florente missione centrale di N. Signora di Dolores e succursali immediate l'autonomia economica, ma la fece anche concorrere ad altre fondazioni (fra le quali la missione, poi famosa, di S. Francisco del Bac); anzi volle che le missioni della Pimeria aiutassero quelle assai più povere della bassa California. Tutto ciò si otteneva con una oculata organizzazione delle coltivazioni e specialmente dell'allevamento del bestiame. D'altra parte, cavalcatore di prodigiosa resistenza, visitava frequentemente le tribù vicine, spingendosi sempre più verso nord, guadagnandosi l'amicizia degli indiani, battezzando i fanciulli e facendo egli, con l'ufficiale di scorta, riconoscere l'autorità del re di Spagna. Dopo la rivolta del 1695, che costò la vita al giovane p. Francesco Saetta, gli toccò una parte importante come pacificatore. Delle grandi esplorazioni del C. la più nota per i suoi risultati fu quella spinta nel 1700 sino alle foci del Colorado, per dimostrare che la bassa California non è un'isola ma una penisola; il viaggio si dovette ripetere varie volte per convincere gli scettici.
Nel 1705, C., incaricato, già sessantenne, dell'organizzazione temporale di tutte le missioni della Pimeria, moltiplicò la sua attività, specialmente come costruttore di chiese. Era appunto andato alla dedica di una di esse a S. Magdalena, quando lo colse la morte.
Lasciò pregevolissimi contributi alla storia e alla geografia dell'America coloniale. Fra i principali scritti sono: le lettere ai suoi superiori (alcune pubblicate in varie riviste, come l'Archivum historicum S. I., 1934), un importante gruppo di lettere alla sua benefattrice, la duchessa d'Aveiro (manoscritto alla Bancroft Library di Berkeley, Cal.), i diari delle singole esplorazioni (alcune stampate in varie collezioni messicane), la relazione inedita sul martirio del p. Saetta. Il più importante è una specie di autobiografia, intitolata: Favorites celestiales de Jesu's de Maria S.ma... en las nuevas conquistas y nuevas conversiones del Nuevo Reino de la Nueva Navarra. Fu ritrovata e pubblicata in inglese dal prof. H. E. Bolton: Kino's Historical Memoir of Pimeria alta (2 voll., Cleveland 1919); il testo originale spagnolo fu poi pubblicato da F. Fernandez del Castillo e E. Bose sotto il titolo Las misiones de Sonora y Arizona (Città di Messico 1922).
Delle carte geografiche, in parte perdute, che il C. andava perfezionando di viaggio in viaggio, le più famose sono le prime della California, di cui una splendidamente pubblicata nella Geographia hierarchica del p. Enrico Scherer, antico maestro del C. (Monaco 1703); un grande teatro de los trabajos apostólicos de la Compañía de Jesu's en l'América septentrional (1696), pubblicato due volte a Parigi da N. le Fer (1705 e 1720), tacendone l'autore; poi le carte, ripetutamente ristampate dal 1705 in poi, del passaggio per la terra della Pimeria alla California. Gli originali in Bolton, Rim of Christendom.

Bibl.: La letteratura sul C. è molto ampia, ma quasi tutta sostituita dalla grande ed esauriente opera del prof. H. E. Bolton, Rim of Christendom. A biography of E. F. K., Pacific Coast Pioneer, Nuova York 1936; data in compendio dallo stesso autore: The Padre on Horseback. A sketch of E. F. K. S. J. Apostle of the Pimas, S. Francisco 1932 (trad. spagnola, Città del Messico 1940); C. Bayle, Historia de los descubrimientos y colonización de los Padres de la Compañía de Jesu's en la Baja California, Madrid 1933, pp. 20-87; manca un buono studio in italiano, nonostante F. Ricci, Il p. E. C., esploratore missionario della California e dell'Arizona, Milano 1930; per la bibliografia, Sommervogel, IV, coll. 1044-45 e Streit, Bibl., II, pp. 607-608 e passim, i quali però sono da completare assai con il Bolton, op. cit., pp. 596-602.