CHRONICON PASCHALE

CHRONICON PASCHALE. — Cronaca bizantina anonima del sec. VII, con prevalente interesse cronologico. Fu detta comunemente pasquale per l'impegno che si dà l'autore di riferire i dati cronologici alle ricorrenze pasquali; però si trova anche indicata col nome di C. Alexandrinum, o Constantinopolitanum e con quello di Fasti Siculi. Il nome dell'autore è ignoto, ma dal contenuto si può arguire, con ogni verosimiglianza, che fosse un ecclesiastico di Constantinopoli, vissuto nell'ambiente del patriarca Sergio (610-38). A questa data ci conducono sia gli accenni a quel patriarca come il titolo premesso dall'autore all'opera: Sommario cronologico da Adamo sino al-l'anno ventesimo del regno di Eraclio (629).
Il c. p. appartiene al genere di quelle storie universali, le quali ebbero nel medioevo così larga diffusione. Secondo questa cronaca, l'era del mondo si iniziò 5509 anni prima della nascita di Cristo e la prima Pasqua fu celebrata il 13 apr. dell'anno 1272 a. C. La nascita del Re-dente avvenne di mercoledì, il 25 dic., ed il 23 marzo, trentatré anni dopo, cadrebbe la sua morte. Le Pasque sono calcolate con un ciclo di 19 anni lunari e uno di 28 solari. Così ogni 532 anni giuliani esse ritornano con lo stesso ritmo.
Le fondamenta di questa storia del mondo, i cui piastri sono fissati secondo una visione schiettamente religiosa, sono naturalmente costituite dai testi biblici, benché non vi siano ignorati i sistemi cronologici dei popoli antichi, dai Babilonesi ai Romani. Secondo l'uso del tempo, l'autore non si tiene strettamente all'assunto, ma il racconto storico gli dà occasione a divagazioni di diverso genere. Il tono della cronaca muta ad un certo momento; dopo il nudo schematismo degli anni 532-600, succede per gli ultimi trent'anni una narrazione nutrita di fatti e di cose, alle quali evidentemente l'autore fu contemporaneo o vicino. In questa parte sta tutto il nostro interesse per la cronaca, poiché per il resto si tratta di una volgarissima compilazione, neanche diligente. Oltre alla Bibbia, essa si fonda per la AFRICANO (v.), dipoi su Eusebio (Storia e Cronaca), su Malala.

e sui fasti cosiddetti Idaciani. Segue perciò una via molto diversa dal cronografo del 354 e dalle altre cronache che risalgono alla compilazione Ippolitea.
Questa opera, di scarso pregio storico e letterario, ebbe larga popolarità nel medioevo e grande influsso sulle cronache bizantine posteriori. Per il popolo essa fu insieme a Malala (v. GIOVANNI MALALA) ciò che per il ceto colto erano Eusebio, Sincello, Zonara.

BIBL.: Il testo ci è restato sul cod. Vat. greco 1941 (mutilo in fine) del sec. x da cui dipendono tutti gli altri. Edizione di L. Dindorf nella raccolta di Bonn, 2 voll., 1832, con la prefazione ed il commento di C. Du Cange. Di nuovo in PG. 92. Studi: H. Gelzer. Sextus Iulius Africanus und die byzantinische Chronographie, II, 1, Lipsia 1885, pp. 138-76; Krumbacher, pp. 337-39; E. Schwartz, s. V. in Pauly-Wissowa, III (1890), pp. 2460-77.