CIRCUMAMBULAZIONE

CIRCUMAMBULAZIONE. - Rito che consiste nel girare attorno ai limiti di un terreno, a un edificio o a un oggetto. Questo giro si compie per due motivi: o per chiudere la cosa aggirata in un cerchio sacro-magico che impedisca ai mali influssi di penetrare e fughi quelli che vi possono essere annidati (c. apostropatica); o per procurare a coloro che girano attorno all'oggetto carico di «sacralità» i benefici che ne derivano (c. augurale).
È rito di uso universale che si può compiere o a ritmo di danza, o di corsa, o a passo processionale, e viene integrato da formule di preghiera, da riti lustratori (acqua, fumigazioni, torce accese) e da trasporto di oggetti sacri o di animali sacrificali.
Esempi di c. apotropaica: la corsa dei sodali Luperci attorno alla falde del Palatino per chiudere in origine il colle dentro un cerchio magico contro le insidie dei lupi alle greggi dei primitivi pastori; la lustrazione dei campi conducendovi attorno i tre animali del sacrificio: porco, pecora e bue (Catone, De agr., 141); il giro che, nel rituale indiano, il sacrificatore compie attorno alla cosa offerta, tenendo in mano un carbone acceso (Sacr. Books of the East, XII, p. 143); la c. della salma nei riti funerari: nei funerali di Patroclo (II, XIII, 13); di Pallante (Virgilio, Aen., XI, 188); nell'apoteosi imperiale (Erodiano, IV, 2).
Esempi di c. augurale: la corsa fatta fare al neonato attorno al fuoco in Atene nelle Anfidormie (v.); il triplice giro che la sposa compie sul cammello attorno alla tenda paterna tra gli Arabi del Sinai; il giro della Ka'bah che i musulmani compiono sette volte quando fanno il pellegrinaggio; il giro che i devoti buddhisti compiono attorno agli stūpa (tombe-santuari) contenenti le reliquie dei loro santi. Esempio caratteristico di c. si ha nel Vecchio Testamento in quella per l'esposizione di Gerico (Ios. 6, 1-20), che Giosuè fece compiere per sei giorni dai soldati, attorno alle mura, e nel settimo, per sette volte dall'Arca dell'Al-leanza. Anche fra i riti ecclesiastici si trova la c.: nella consacrazione della chiesa il giorno della sua dedicazione; nelle esequie dei fedeli di rito latino; in altri riti di carattere particolare e locale.

Nicolas Turchi