CIRILLICO, ALFABETO. - Venne introdotto nella letteratura paleoslava in Bulgaria sul volgere del sec. IX al X. È costituito secondo la scrittura maiuscola greca, come la si trova nei testi liturgici del sec. IX-X. Per i suoni slavi ignoti al greco sono state prese le corrispondenti lettere dell'alfabeto glagolitico (v.).
Non è accertato chi sia l'autore dell'a. c.; erroneamente fu più tardi attribuito a s. Cirillo, apostolo degli Slavi, donde il suo nome. Essendo più semplice di quello glagolitico, il suo uso prevalse nella letteratura paleoslava e slavo-ecclesiastica. È ancor oggi usato nei libri liturgici di rito bizantino-slavo. Modernizzato, specialmente in Russia per opera di Pietro II Grande (graddanskij trefz: caratteri profani), è tuttora adoperato dai Russi, Ucraini, Serbi, Bulgari.