CIRILLICO, ALFABETO

CIRILLICO, ALFABETO. - Venne introdotto nella letteratura paleoslava in Bulgaria sul volgere del sec. IX al X. È costituito secondo la scrittura maiuscola greca, come la si trova nei testi liturgici del sec. IX-X. Per i suoni slavi ignoti al greco sono state prese le corrispondenti lettere dell'alfabeto glagolitico (v.).

Non è accertato chi sia l'autore dell'a. c.; erroneamente fu più tardi attribuito a s. Cirillo, apostolo degli Slavi, donde il suo nome. Essendo più semplice di quello glagolitico, il suo uso prevalse nella letteratura paleoslava e slavo-ecclesiastica. È ancor oggi usato nei libri liturgici di rito bizantino-slavo. Modernizzato, specialmente in Russia per opera di Pietro II Grande (graddanskij trefz: caratteri profani), è tuttora adoperato dai Russi, Ucraini, Serbi, Bulgari.

BIBL.: P. A. Lavrov, Paleograficheskoe obozrenie kirillovskogo pis'ma, Pietrogrado 1914-16, con albo di riproduzioni; V. Ščepkin, Učebnik russkoj paleografii, Mosca 1920; E. Karšik, Slavjanskaja kirillovskaja paleografija, Leningrado 1928. Giuseppe Olšr
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“CIRILLICO, ALFABETO.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 998. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/cirillico-alfabeto.