CLERMONT-FERRAND, diocesi di. - Nella Francia, formata attualmente dal dipartimento di Puy-de-Dôme; è suffraganea di Bourges, comprende 5 arcipreture (Clermont, Ambert, Thiers, Issoire e Riom), 53 decanati, e 520 parrocchie e conta ca. 500.000 ab. Il grande Seminario si trova a RicheLieu (Chamalières). Il vescovo di C. ha il privilegio del sacro pallio ( 28 genn. 1894). La città di C., atticamente Arverni, divenne sede vescovile nella seconda metà del sec. III. All'inizio comprese tutta l'antica civitas Arvernorum (Auvergne); nel 1317 se ne distaccò la diocesi di St-Flour. Il primo vescovo fu Austremonio; tra gli altri più notevoli si ricordano: Sidonio Apollinare (v.), già prefetto di Roma nel 468 e vescovo di C. dal 470 al 489 ; Stefano Aubert (1340-42), cardinale nel 1342, papa col nome di Innocenzo VI nel 1352; e il celebre predicatore Massillon (1717-42). A C. nacquero Gregorio di Tours (m. 594) e Biagio Pascal (1623-62).
Nel 1095 il papa Urbano II vi tenne il concilio nel quale fu bandita la prima Crociata.
C. possiede una università di Stato comprendente le facoltà di Diritto, di Lettere e di Scienze; una scuola preparatoria di medicina e farmacia. Patrono della diocesi è s. Austremonio. La cattedrale, Notre-Dame, è un bello edificio gotico francese iniziato nel 1248 e consacrato nel 1346. La chiesa di Notre-Dame du Port, in stile romanico (sec. xi), è meta di pellegrinaggio.
Elia Griffe
Archeologia. - Gregorio di Tours raccolse con grande cura le memorie relative ai martiri, ai santuari, ai vescovi della sua patria (Historia Francorum, I, 33; De gloria martyrum, 43, 64, 66; De gloria confessorum, 35). Da Gregorio di Tours si apprende cosí che C. aveva i suoi martiri locali (quali Antoliano); sul suo sepolcro venne costruita una basilica al principio del vi sec.; una seconda basilica conteneva le tombe dei sa. Cassio e Vittorino; un Martire Li minio era sepolto nella chiesa di S. Venerando. Ma vi erano onorati anche martiri di altre chiese, cioè s. Pietro, s. Andrea, s. Stefano, s. Lorenzo e s. Quirico.
Verso la metà del sec. v il vescovo di C. Namazio (442-62ca.) inviò a Bologna un sacerdote e ottenne alcune reliquie dei sa. Vitale ed Agricola, le quali furono solennemente accolte a C .; un grande corteo si recò incontro ad esse (Gregorio di Tours, De gloria martyrum, 44); vennero deposte nella chiesa principale. Il Martirologio geronimiano conserva due anniversari: al 14 maggio la dedica della chiesa: Arvernus dedicatio ecclesiae s. Agricolae, al 10 dic.: in civitate Arvernis Agricolae et Vitalis martyrum. Anche nella regione sono ricordati santuari insigni; al 28 ag. lo stesso Martirologio pone in Averno vico Bricatense passio s. Iuliani martyris; il suo sepolcro divenne il santuario più venerato dell'Alvernia. A Riom era venerato s. Policarpo, e a Thiers le pietre bagnate del sangue di s. Sinforiano di Autun, ivi pure il vescovo Avito nel 571 costruil la chiesa di S. Genesio, santo distinto da quello di Arles. Gregorio di Tours dedica tre capitoli (De gloria confessorum, 35-37) per descrivere la basilica cimiteriale di S. Venerando (m. nel 380); il sottosuolo era tutto

Clermont-Ferrando-Zaccaria e la Visitazione. Capitello di una colonna della navata di Notre-Dame du Port (fine sec. xi).
pieno di sepolcri; nell'interno stavano gli altari di S. Giuliano e di S. Basilissa antiochena. Da esse provengono molti sarcofagi scolpiti. Altra chiesa piena di sepolcri era quella di S. Illidio o Allirio vescovo sepolto nel suburbano, dove riposavano pure altri vescovi; la chiesa fu detta poi S. Maria inter Sanctus.
La chiesa di S. Stefano nel suburbano di C. fu eretta dal vescovo Namazio (44^{6-62}) e i soggetti degli affreschi che dovevano decorarne le pareti vennero indicati ai pittori dalle illustrazioni di un manoscritto contenente historias actionis antiquas (Gregorio di Tours, Histor. Francor., II, 17). La bella serie dei sarcofagi cristiani scolpiti con scene tratte dal nuovo e dal vecchio testamento mostra quanto sia stata fiorente la comunità della chiesa di C. Essi vennero pubblicati prima dal Le Blant, più recentemente dal Wilpert. Sidonio Apollinare (m. nel 489) fu sepolto nella chiesa di S. Saturnino e più tardi traslato in quella di S. Genesio. Il suo epitaffio metrico venne copiato ed è conservato da un manoscritto di Madrid (E. Le Blant, II, n. 562 ). E noto pure il carme sepolcrale dello sio di Gregorio di Tours, Gallo (m. nel 551) che fu sepolto nella basilica di S. Lorenzo (ibid., n. 359). Si conoscono poi le iscrizioni di un presbitero di nome Privato, di due diaconi Innocenzo (CIL, XIII, I, 1489) ed Emellio morto nel37^{°}anno di Clotario (a. 548 se Clotario I; 621 se Clotario II); in S. Cassio era sepolta una Georgia sacrata Christi (CIL, XIII, I, 1491). Gregorio di Tours riporta l'iscrizione metrica composta da Sidonio Apollinare per il sepolcro di Abramo abate di S. Quirico (m. nel 477 ca.) di cui egli costruil la chiesa (Vitae patrum, 3). L'epitaffio di una Lupa è del 555 al tempo di re Teobaldo; l'altro, d'un Remesto, è del 612. Vedi Tav. CXX.
1863
cute des martyrs, 2e ed., Bruxelles 1933, pp. 79-329, 342-451; Wilpert, Sarcofagi, p. 34 e tav. 27, 2; p. 117 e tav. 99, 1; pp. 232, 296, 303, 337 e tav. 184, 5; pp. 294, 299, 310 e tav. 230, 5.