COMACCHIO, Diocesi di. - Sede vescovile dell'Emilia, in provincia di Ferrara, suffraganea di Ravenna. La sua origine si è spesso fatta risalire al sec. VI assegnando come primo titolare della diocesi il vescovo Pacaziano (502) che appartiene invece a Imola. Così pure un altro vescovo anonimo del 592 proviene da un diploma spurio di Gregorio Magno a Mariniano vescovo di Ravenna (Jaffé-Wattenbach, 1883 a.).
Il primo vescovo di C. storicamente accertato è Vincenzo vivente nel sec. VIII, come fa fede una epigrafe esistente nella cattedrale di C., che lo dice con-

(da A. Beltramelli, In C. ed Argenta, Bergamo 1905, p. 45)
COMACCHIO, Diocesi di. - Epigrafe del vescovo Vincenzo (sec. VIII), rinvenuta nella cattedrale.
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temporaneo dell'arcivescovo di Ravenna Felice (708-724). In seguito è fatta menzione di Vitale in un diploma di Carlomagno del 787; di Cipriano, che nell'858 sottoscrive una costituzione a favore del monastero di Palazziola; di Stefano, nominato da Giovanni VIII e ricordato in due diplomi dello stesso Papa al conte Berengario. Come suffragane di Ravenna i vescovi di C. prendono spesso parte ai sinodi della sede metropolitana; così, ad es. : Orso (954), Giorgio (997), a cui succede Giovanni, del quale parla s. Pier Damiani, e morto da penitente nel monastero di Pomposa. C. prese parte allo scisma guibertista (Clemente III) sotto il vescovo Adalberto che firmava i suoi atti con la data dell'antipapa. Così pure durante lo scisma d'Occidente C. fu campo di contestazione dei papi in lotta tra loro.
La situazione fu normalizzata con l'elevazione al trono di Martino V. Del ducato di C. disposero prima i papi; nel sec. x era tenuto dall'imperatrice Adelade, morta la quale Gregorio V l'affidava all'arcivescovo di Ravenna Gerberto. In tempi recenti fu oggetto di lunghe contestazioni tra la S. Sede e l'Austria, e nel sec. XVIII si versò inchiostro intorno ai diritti della Chiesa e dell'Impero sul ducato.
Tra le antiche abbazie del territorio di C. che esercitano un influsso notevole sulla vita religiosa italiana medievale vanno citate: S. Maria in Aula Regia (benedettina) già fiorente nel sec. x, caduta poi in abbandono e restaurata nel sec. xv dal vescovo Mainardino; S. Giacomo de Cella Pomposa (v.), esistente nell'874, ma di origini più remoto assai, spesso oggetto di privilegi imperiali e regali.
Ebbe uomini rappresentativi come Pier Damiani e il musico Guido d'Arezzo. Decaduta, in parte a causa del clima malsano, fu più tardi convertita in prepotenza secolare sotto Alessandro VI e Innocenzo VIII.
La cattedrale di C., dedicata a S. Cassiano, fu ricostruita dal vescovo Sigismondo Isei nel 1659 e portata a compimento dal suo successore Nicolò Arcani.
La diocesi in una superficie di 1600 kmq. conta 27 parrocchie, con una popolazione di 73.000 ab, tutti cattolici, 27 sacerdoti diocesani, e 10 regolari (1948).