COMACCHIO, DIOCESI di. - Sede vescovile dell'Emilia, in provincia di Ferrara, suffraganca di Ravenna. La sua origine si è spesso fatta risalire al sec. VI assegnando come primo titolare della diocesi il vescovo Pacaziano (502) che appartiene invece a Imola. Così pure un altro vescovo anonimo del 592 proviene da un diploma spurio di Gregorio Magno a Mariniano vescovo di Ravenna (Jaffé-Wattenbach, 1883 a.).
Il primo vescovo di C. storicamente accertato è Vincenzo vivente nel sec. VIII, come fa fede una epigrafe esistente nella cattedrale di C., che lo dice con-

La situazione fu normalizzata con l'elevazione al trono di Martino V. Del ducato di C. disposero prima i papi; nel sec. x era tenuto dall'imperatrice Adelaide, morta la quale Gregorio V l'affidava all'arcivescovo di Ravenna Gerberto. In tempi recenti fu oggetto di lunghe contestazioni tra la S. Sede e l'Austria, e nel sec. xviii si versò inchiostro intorno ai diritti della Chiesa e dell'Impero sul ducato.
Tra le antiche abbazie del territorio di C. che esercitarono un influsso notevole sulla vita religiosa italiana medievale vanno citate: S. Maria in Aula Regia (benedettina) già fiorente nel sec. x, caduta poi in abbandono e restaurata nel sec. xv dal vescovo Mainardino; S. Giacomo de Cella Pomposa (v.), esistente nell'874, ma di origini più remote assai, spesso oggetto di privilegi imperiali e regali.
Ebbe uomini rappresentativi come Pier Damiani e il musico Guido d'Arezzo. Decaduta, in parte a causa del clima malsano, fu più tardi convertita in prepositura secolare sotto Alessandro VI e Innocenzo VIII.
La cattedrale di C., dedicata a S. Cassiano, fu ricostruita dal vescovo Sigismondo Isei nel 1659 e portata a compimento dal suo successore Nicolò Arcani.
La diocesi in una superficie di 1600 kmq. conta 27 parrocchie, con una popolazione di 73.000 ab., tutti cattolici, 27 sacerdoti diocesani, e 10 regolari (1948).