COMA. - Assopimento profondo (da κολυμβίω = dormo) con rilasciamento muscolare, abolizione della sensibilità, perdita della coscienza, rimanendo pressoché invariate le condizioni del respiro, della circolazione, della termo-regolazione. Prodotto da svariate cause: disturbi del ricambio degli idrati di carbonio (c. ipoglicemico e diabetico), accumulo nel sangue di sostanze tossiche del ricambio (c. uremico, c. epatico), gravi traumatismi, alterazioni circolatorie dei centri nervosi per spasmi vasali o per emorragie (v. APOPLESSIA).
Da forme assai leggere, con semplice torpore, in cui la coscienza facilmente può risvegliarsi con stimoli più o meno forti (c. vigile), si giunge alle forme più gravi con sintomatologia pienamente sviluppata: paralisi degli infetti, respiro lento e rassunte (respiratorio), difficoltà alla deglutizione, completo spegnimento della coscienza. Nel c. grave l'individuo deve esser considerato previo dei mezzi per mettersi in rapporto con il mondo esterno, incapace di sentire e di volere. Il c. può regredire e l'individuo riacquistare coscienza e attività, se la causa produttrice del suo stato è riparabile ed è vinta.
Giuseppe de Ninno