COMA

COMA. - Assopimento profondo (da κοιμάω = dormo) con rilasciamento muscolare, abolizione della sensibilità, perdita della coscienza, rimanendo pressoché invariate le condizioni del respiro, della circolazione, della termo-regolazione. Prodotto da svariate cause: disturbi del ricambio degli idrati di carbonio (c. ipoglicemico e diabetico), accumulo nel sangue di sostanze tossiche del ricambio (c. uremico, c. epatico), gravi traumatismi, alterazioni circolatorie dei centri nervosi per spasmi vasali o per emorragie (v. APOPLESSIA).

Da forme assai leggere, con semplice torpore, in cui la coscienza facilmente può risvegliarsi con stimoli più o meno forti (c. vigile), si giunge alle forme più gravi con sintomatologia pienamente sviluppata: paralisi degli sfinteri, respiro lento e russante (respiro stertoroso), difficoltà alla deglutizione, completo spegnimento della coscienza. Nel c. grave l'individuo deve esser considerato privo dei mezzi per mettersi in rapporto con il mondo esterno, incapace di sentire e di volere. Il c. può regredire e l'individuo riacquistare coscienza e attività, se la causa produttrice del suo stato è riparabile ed è vinta.

Giuseppe de Ninno

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“COMA.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 45. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/coma.