COCAINISMO

COCAINISMO. - Tendenza irresistibile all'assunzione di cocaina a scopo voluttuario, per iniezione o, più spesso, futtata in polvere per via nasale; tra le più gravi forme d'intossicazione, è vizio assai frequente nelle grandi città, particolarmente ai margini della prostituzione. Il movente prossimo, sulla base d'una debolezza congenita della volontà e una anomale tendenza all'abuso delle sostanze eccitanti, è rappresentato dal desiderio di evitare i dolori fisici o dalla ricerca dell'oblio dei dispiaceri o dalla

bramosia di voluttà, sollecitata dalla speranza di effetti afrodisiaci, di strane e nuove sensazioni.

La cocaina, per la sua doppia proprietà, narcotizzante e stupefacente (l'essenziale), sviluppa nel soggetto uno stato di vago benessere, di ebbrezza con allucinazioni sensoriali in cui le immagini del subcosciente, particolarmente a contenuto erotico, si compongono in una specie di piacevole follia transitoria, sostenuta dallo stato di narcosi che anestetizza e fa tacere ogni sgradevole sensazione fisica e morale eventualmente esistente.

La cronicità dell'uso dà luogo a progressivo grave deperimento fisico (fino alla cachessia) e mentale con disturbi della sensibilità, alterazioni della motilità (indebolimento, convulsioni), decadimento dell'intelligenza, del tono affettivo (ipocondria), della volontà.

BIBL.: K. Ch. Bose, Cocaine, Intoxication and its demoralizing effects, in Brit. Med. Jour., 1 (1902), p. 1021; M. I. Romero, C. cronico, Buenos Aires 1917; E. Sergent, Traité de pathologie médicale et de thérapeutique appliquée, XXII, Parigi 1923, pp. 375-380; H. W. Maier, La cocaine, ivi 1928; G. Moglie, Manuale di psichiatria, Roma 1946, pp. 324-29. Giuseppe de Ninno

II. DOTTRINA MORALE

L'uso della cocaina, come di qualunque altro narcotico o stupefacente, è in sé lecito, quando vi si ricorra di rado e per un motivo legittimo (p. es., attutire un dolore, eccitare o facilitare il sonno a chi soffre d'insonnia). Ma l'uso diventa gravemente illecito quando si ricorra alla droga o per motivi non retti o con soverchia frequenza e quasi ordinariamente, sia per i gravi danni, sopra accennati, alla vita fisica e psichica, e sia perché espone con facilità al pericolo di un desiderio sfrenato e difficilmente controllabile della droga con le relative deplorevoli conseguenze. V. STUPEFACENTI. Celestino Testore
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“COCAINISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 1107. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/cocainismo.