CLEPTOMANIA. - Invincibile impulso a rubare, legato a malattia mentale. A psicosi ossessiva (v.), per la spinta dell'idea fissa che irresistibilmente s'incastra nella mente, soggiogando il corso del pensiero e legando la volontà (c. ossessiva); più frequente nella demenza senile, PARALITICO (v.), isterismo (v.), eccitamento maniaco (c. demenziale).
La c. si svolge attraverso un seguito di momenti: idea ossessiva del furto, crescente fino allo stato angoscioso; lotta interna per resistere all'impulso ossessivo; compimento del furto che per le sue caratteristiche (illogico, inutile, improvviso) e per la figura sociale e morale del soggetto dimostra il vizio della volontà cui è legato. All'atto segue l'immediata soddisfazione interiore per lo scaricarsi dello stato ossessivo. Dalla c. va distinto il furto del pazzo morale, che ruba obbedendo a un morbo, così distinto di perversione etica.
La viziata deliberazione del consenso toglie al cleptomane ogni responsabilità legale e morale.
CLEPTOMANIA
BIBL.: E. Tanzi-E. Lugaro, Trattato delle malattie mentali, I, pp. 403-404, Milano 1923; G. Moglie, Manuale di psichiatria, Roma 1946, pp. 106.