ISTERISMO (MAL CADUCO, MORBUS SACER)

ISTERISMO (MAL CADUCO, morbus sacer).

- Psiconevrosi caratterizzata da particolari anomalie dell'equilibrio neuro-psicologico, dell'indole, del carattere, che variamente combinandosi e reagendo tra loro danno origine alla più svariata sintomatologia clinica a base funzionale. U. Cerletti lo definisce «sindrome morbosa caratterizzata da un complesso psicoemotivo che genera reazioni somatiche psichiche esagerate od abnormi e tende a riprodurle ed a fissarle».

Innumerevoli le ipotesi sulla genesi dell'i. Ha valore storico quella d'Ippocrate, accettata per tutto il medioevo, che ritenne la malattia causata dalle peregrinazioni dell'utero (ὕστερος) impazzante per l'addome e il torace. Nel 1618 Lepois per primo classificò l'i. tra le malattie nervose. Poco più di mezzo secolo più tardi (1681) Sydenham, avendo notato gli innumerevoli quadri con cui si presenta la malattia, affermò trattarsi di forma nervosa funzionale. Alla fine dell'Ottocento nuovo impulso fu dato alla conoscenza dell'i. da Charcot con le sue ricerche all'Ospedale della Salpêtrière a Parigi. Nel 1908 Babinski denominò le manifestazioni isteriche «pitiatismo» (πίδηνος = scimmia) considerandolo un insieme di disturbi che è possibile riprodurre per suggestione o imitazione in determinati soggetti, e che sono suscettibili di scomparire sotto l'influenza di una controsuggestione. Tale concezione di Babinski è incompleta, in quanto nell'i. si trovano manifestazioni certamente non da suggestione. Per fanet ha importanza la disgregazione della coscienza e la depressione mentale; Kraepelin lo fa dipendere da sensazioni intense ed esagerate dovute a violente emozioni. Autori più recenti (Haskovec, Pienkowski, Dezwarte) sostengono la genesi sottocorticale dell'i. In Italia, Buscaino sostiene che l'i. trovi origine in un'anormale condizione del mesencefalo e dei gangli della base del cervello, capaci di reagire in modo paradossale agli stimoli psichici. Secondo altri l'i. si determinerebbe in individui con sistema nervoso costituzionalmente labile, in seguito a emozioni (shock snafflattico da emozione); queste sarebbero capaci di bloccare i legami e le inibizioni cortico-mesencefaliche e liberare l'automatismo dei nuclei sottocorticali. Per il Freud l'i. è provocato dal ribollore e dal tentativo di venir fuori in luce di complessi psico-sessuali, svisati e mala-

malamente orientati durante lo sviluppo infantile, repressi nel subcosciente (v. PSICANALISI). Autori ancor più recenti escludono trattarsi di una malattia e ammettono un solo carattere isterico.

La malattia si riscontra di preferenza nel sesso femminile, non è rara però negli uomini e può presentarsi sin dall'infanzia (8-10 anni); non risparmia razza o categoria sociale. Tra i fattori causali dell'i. figurano: l'eredità neuropatica, l'influenza dell'ambiente, la falsa educazione; i traumi psichici agiscono piuttosto come fattori occasionali scatenanti l'episodio isterico. I traumi fisici (cadute, urti, infortuni, ecc.) agiscono particolarmente per gli equilibri della coscienza e gli stati emotivi intensi capaci di suscitare; sorgono così le nevrosi da infortunio e l'i. traumatico. Concause possono essere le malattie infettive (siflida, tubercolosi, tifo, scartattina, ecc.), le intossicazioni (alcoolismo, avvelenamento da ossido di carbonio), le disendocrinie (morbo di Flajani-Basedow). È errato dare un valore causale preponderante alle affezioni che riguardano la sfera sessuale; non va considerata causa l'astinenza sessuale, in particolare se coscientemente e liberamente prescelta e vissuta come alto ideale di vita.

L'i. presenta un numero assai vario di sintomi che hanno in comune alcune caratteristiche che li rendono riconoscibili. Essi non dipendono da grossolane lesioni anatomiche del sistema nervoso; possono comparire e scomparire rapidamente e complessivamente, non presentando quella sintomatologia costante e caratteristica legata alle vere alterazioni anatomiche; il quadro è di solito ricchissimo e variabilissimo.

I disturbi psichici sono caratterizzati dalla influenza notevole che ha la suggestione nel determinarli, dal periodo di «attesa» che il processo psichico presenta e nella tendenza alla riproduzione.

Tra le manifestazioni motorie sono frequenti: il torcicollo isterico, lo spasmo della glottide, del faringe, dell'esofago (bolo isterico), le contratture, le paralisi flaccide o spaniche, localizzate o diffuse a metà corpo (emiplegia isterica), delle corde vocali con afonia improvvisa.

Tra i disturbi sensitivi: le aberrazioni isteriche sono innumerevoli e si manifestano nei modi più bizzarri, non rimanendo escluso alcun territorio d'innervazione e gli stessi organi di senso.

Tra i disturbi visivi più frequenti, dovuti ad autosuggestione, sono l'acromatopsia, ossia la perdita della sensazione dei colori, il restringimento del campo visivo, la diplopia, ossia la visione doppia, la cecità unilaterale o bilaterale, ecc. Riguardo l'udito, spesso si presenta diminuzione, sino, alcune volte, alla sordità completa. Per il gusto e l'olfatto sono frequenti le anestesie circa determinate sostanze: zucchero, sale, aceto, chinino, così pure diminuzione della sensibilità delle mucose (congiuntive, gola). Importante è l'assenza del riflesso faringeo, molto frequente nell'i. Le alterazioni sensitive della pelle si presentano in forma generalizzata, non risparmiando alcun territorio; oppure in forma segmentaria, assumendo una configurazione a guanto, a calza, a scarpa, a stella, a foglia, a tutta una metà del corpo, più spesso a sinistra, ecc.; disturbi della sensibilità che hanno sempre la caratteristica di non corrispondere a quelle zone che dovrebbero essere in rapporto ai ben determinati territori di distribuzione dei nervi periferici o delle radici spinali.

I dolori o algie, anche questi frequentissimi, si localizzano ovunque: al capo, colonna vertebrale, arti, articolazioni, violenti o semplicemente sotto forma di iperestesia, cioè esagerata sensibilità; sensazioni anormali o paradossali sono le parestesie (formicolli, bruciore, senso di scossa elettrica, di spasmo particolarmente tra l'esofago e la valvola superiore dello stomaco (è bolo isterico).

I disturbi secretori riguardano la sovrabbondanza accessionale della saliva (pitalismo); o del sudore, spesso limitate a un particolare e ben configurato territorio cutaneo; o dell'urina (poliuria od oliguria o completa anuria); o delle lacrime o del latte.

Fenomeni particolari sono rappresentati dalla cosiddetta febbre isterica, che alcuni autori (Babinski) riten-

gono sempre simulata con abili manovre durante la misurazione, altri pensano in rapporto a crisi di violenta iperemotività o a turbe nervose dei centri vasomotori e termoregolatori; tale febbre può assumere addirittura l'aspetto e il decorso proprio di determinate malattie infettive. Fenomeni vasomotori, di dilatazione o spasmo delle arteriole e capillari cutanei, possono dare rossori o pallori generali o locali o macchie irregolari o a figurazione o strie, rilevate o no, rosse o bianche, sulla pelle, che seguono alla stimolazione meccanica locale (dermografismo).

L'isterico è capace di una sensazione soggettiva dei visceri interni, nella loro forma, posizione, funzione e, attraverso tale via, giunge a mentire malattie interne di ordine organico (ulcere gastro-duodenali, tumori, ecc.), a volte la stessa gravidanza. Tutta questa sintomatologia può essere permanente («stigmate isteriche») oppure accessionale.

Completano il quadro dell'i. i sintomi psichici, veramente essenziali e costanti, legati al particolare temperamento e indole dell'isterico. Tra tali sintomi vanno notati: la tendenza a richiamare e a fissare l'attenzione altrui sulla propria persona (egocentrismo); alla esagerazione, alla menzogna sistematizzata (mitomania, v.), alla simulazione; ad essere esageratamente influenzati dalle proprie rappresentazioni mentali e rimaner influenzati dalla suggestione sia propria (autosuggestione) che altrui; allo spezzamento e alla disgregazione dell'unità del blocco della coscienza psicologica. Particolarmente dopo gli accessi, seguono fenomeni di dissociazione, amnesia, illusioni sensoriali, allucinazioni. L'individuo tra le sue note mostra inoltre, nei riguardi del tono affettivo, apatia o iperemotività, mancanza di energia e di durevolezza nella volontà (abulia).

Particolarmente in passato (tempi di Charcot), era facile la comparsa degli episodi acuti in forma di «grandi crisi» isteriche, ricordanti nelle linee generali l'attacco epilettico. L'individuo sotto l'azione della suggestione, o in seguito a cause esterne occasionali (spavento, angoscia, ecc.), comincia a sentire disturbi svariati, si sente incapace di influire sul proprio corpo, accusa senso d'oppressione, d'angoscia, respirazione affannosa, senso di batticuore, tremore generale, singhiozzo rumoroso; infine è preso dalla crisi convulsiva. L'isterico si dibatte scosso da convulsioni tonico-cloniche, contorsioni, contratture in pose acrobatiche (arco di cerchio isterico); caratteristici sono la teatralità della crisi, la necessità della presenza di pubblico per il suo svolgersi, l'abilità di non farsi alcun male, non ostante le cadute e il violento battere. Dopo un periodo più o meno lungo, l'accesso isterico cessa con una crisi di pianto, oppure il malato s'addormenta. Nell'isterico catalessia (v.), catatonia (v.), letargia (v.), ipnotismo (v.).

La personalità morale dell'isterico è assai alterata; Krafft-Ebing asserisce che gli isterici sono affetti da grandissima esaltazione libidinosa, quantunque non ne manchino d'incredibilmente frigidi. Non hanno più il senso morale della carità e della umanità, la volontà e l'energia morale si indeboliscono e il libero arbitrio ne risente. Le anomalie delle sensazioni influiscono sull'ordine morale e sulla vita affettiva. Si hanno così impulsi veementi, passioni e simulazioni. Non tutti gli atti commessi da isterici, però, sono privi di responsabilità, giacché non sempre si compiono sotto l'influsso della malattia, anzi molte volte sono fatti con libertà e conoscenza e non sempre l'influsso morboso è così grave da eliminare ogni responsabilità.

Nei riguardi della prognosi, l'i. deve considerarsi, allo stato attuale della medicina, inguaribile nella sua particolare impostazione neuro-psicologica, specialmente se una mal condotta educazione ha permesso lo svolgersi e il fissarsi, attraverso l'età, delle tare ereditarie e delle morbose tendenze dell'indole. Al contrario, una cura e un'educazione ben condotta possono attenuare la tendenza morbosa,

prevenire o troncare rapidamente la sintomatologia e le crisi in atto.

A parte la cura strettamente medicamentosa, che a volte può dare risultati inaspettati, la massima utilità psicoterapia (v.) suggestiva o persuasiva il cui valore è senza dubbio più legato all'intuito, alla pazienza, spesso all'eroica carità di chi la pone in opera, piuttosto che al valore intrinseco di questo o quel metodo. Nei riguardi psicanalisi (v.) e della sua figura morale, sarà detto alla corrispondente voce.

In linea generale bisogna guardarsi dal dare un eccessivo peso ai disturbi isterici; non bisogna però cadere nell'eccesso opposto di trascurare o peggio di schernire e maltrattare rozzamente gli ammalati, accusandoli di essere visionari o simulatori. Inquantoché la malattia degli isterici, pur riconoscendo una genesi puramente ideativa, si svolge indipendentemente dalla volontà cosciente degli infermi per i quali rappresenta una reale causa di sofferenza. Inoltre l'affettività, sempre anormalmente sviluppata negli isterici, malamente rintuzzata, si frapporrebbe quale insormontabile barriera a impedire ogni tentativo di terapia.

Della più grande importanza è la prevenzione dell'i. nei figli degli isterici. La loro educazione dovrà prendere di mira in special modo la soppressione dell'eccessiva sensibilità, educando i giovani con energia, senza durezza, ma altresì senza sentimentalismi, insegnando loro per tempo il dominio di se stessi e sviluppando la troppo debole volontà. È di grande importanza non secondare lo sviluppo della fantasia, ciò specialmente evitando letture e spettacoli capaci di provocare violente emozioni o forti suggestioni. Nei casi di grave predisposizione famigliare potrà esser utile l'educazione fuori dell'ambiente e dell'influsso dei parenti.

Nei riguardi di quelle manifestazioni isteriche che possono simulare fenomeni di ordine preternaturale e soprannaturale o che, realmente di tale natura, sono falsamente giudicati isterici (stimmare, sudori di sangue, stati mistici, ecc.) v.: DEMONIACHE MANIFESTAZIONI; MEDIANICHE MANIFESTAZIONI; METAPSICHICA; MIRACOLO.

BIBLI: J.-M. Charcot, Leçon sur les maladies du système nerveux faites à la Salpêtrière, Parigi 1874; P. Janet, Etat mental des hystériques, ivi 1893; U. Cerletti, Riassunto delle lezioni di clinica delle malattie nervose e mentali, Roma 1946; G. Moglie, Manuale di psichiatria, ivi 1946; L. Scrimin, Dizionario di morale professionale per i medici, 4ª ed., Roma 1949, pp. 422 sgg., 482 sgg.; A. Vallejo Nágera, Tratado de psiquiatria, Barcellona 1949. Giuseppe de Ninno-Adele Pignatelli

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“ISTERISMO (MAL CADUCO, MORBUS SACER).” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 213. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/isterismo-mal-caduco-morbus-sacer.