CATALESSIA. - Grado estremo di blocco volitivo con incapacità completa a ogni attività, congiunta a una particolare pieghevolezza passiva dei muscoli delle varie parti del corpo («fessibilità cerea») per cui l'infermo può essere atteggiato da altri, nel capo nel tronco negli atti, in qualsiasi posizione comunque difficile o incomoda, conservandola anche per lungo tempo, finché non venga modificata o cessi da sé per stanchezza. Durante lo stato catalettico ogni attività organica (respiro, circolazione, sensibilità) è indebolita e ottusa; incompleto o assente il ricordo di quanto in esso si svolse.
Nella c. l'infermo può esser mosso all'attività per imitazione, ripetendo automaticamente gli atti (ecopressia) o le parole (ecolalia) di chi lo circonda o sotto la spinta d'una suggestione, come avviene in quello stato di sospensione e quasi di svuotamento della coscienza psicologica prodotto dall'ipnonismo (v.) in cui l'ammalato può esser condotto a inscenare sentimenti e azioni inculcatigli dallo sperimentatore attraverso una suggestione orale o visiva. La c. ANESTESIA (v.), EPILESSIA (v.), nelle forme maniacali, in particolar modo nella demenza precoce. La c. può esser provocata in sé dallo stesso soggetto, come nell'«autocataless» dei fischiri indù (v. FACHIRISMO) o nel corso di manifestazioni metapsichiche, assumendo a volte l'apparenza di fatto soprannaturale.