IPNOTISMO

IPNOTISMO. - Da 3/1936 = sonno. È indicato con tal nome (sinonimi: magnetismo animale, mesmerismo) uno stato di sospensione della coscienza dell'individuo, legato a una specie di sonno provocato con procedimenti di varia natura, il più delle volte in rapporto all'azione suggestionante di un altro individuo, l'ipnotizzatore, cui l'ipnotizzato obbedisce, eseguendo, senza coscienza, a guisa d'automa, quanto a lui comanda con la parola o con il gesto o agendo automaticamente per una specie di impulso interno involontario, come nel sonnambulismo.

E. Servadio lo definisce «l'insieme delle teorie e dei fenomeni relativi a uno speciale tipo di sonno artificiale (ipnosi) provocabile con metodi diversi».

Il nome i. fu inventato dal medico inglese Giacomo Braid (m. nel 1860) nel 1842, ma i fenomeni erano noti da molto; basti ricordare l'esperimento pubblicato dal p. Kircher verso la metà del sec. XVII, consistente nella provocazione di uno stato d'ipnosi nel pollo, per mezzo d'opportune manovre. Nel sec. XVIII il medico austriaco Antonio Mesmer volle tentare un nuovo metodo di cura degli ammalati, che da lui fu detto «mesmerismo»; esso è la stessa cosa che l'ir. e prese anche il nome di «ma-

gnetismo animale», quasi in contrapposto al magnetismo fisico, nella credenza che i fenomeni fossero provocati da un fluido magnetico emanante da ogni corpo animale. J. M. Charcot, correlativamente ai suoi studi su l'istrismo (v.) si occupò molto delle manifestazioni dell'ir e affermò che l'uno e l'altro sono legati da stretti rapporti cosicché ogni forma di grande è necessariamente ha il fondamento nell'istrismo. Al contrario la scuola di Nancy, con Bernheim, sostenne che le manifestazioni ipnotiche sono provocabili in ogni soggetto anche se normale e non vanno considerate segno di costituzione neuropatica.

Non vi è dubbio che l'ir si presenti a prima vista come qualcosa di straordinario, tale da poter essere interpretato come fatto preternaturale. Bene esaminato, però, è studiato al lume di moderne conoscenze fisiologiche e psicologiche, si dimostra pienamente spiegabile con il solo ricorso alle leggi naturali. Caratteristica dei fenomeni dell'ir è la sospensione della coscienza dell'individuo, provocata dalle manovre che l'impostazione esercita sull'ipnotizzando o che questo mette da se stesso in opera. Il sonno che ne viene, di varia intensità, è un unione con fenomeni particolari, è simile al sonno normale, avendo in comune con esso l'abolizione del controllo della ragione e, di solito, una pressoché completa anestesia dei sensi.

Il sonno ipnotico può presentarsi sotto tre differenti forme: lo stato letargico o letargia, catalessia (v.), lo stato sonnambolico o sonnambulismo. Nella letargia l'individuo ha l'aspetto di persona profondamente addormentata: la coscienza è sospesa, i sensi sono spenti, i muscoli rilasciati. Al contrario l'attività della vita vegetativa è pienamente conservata, anzi, in rapporto all'abolizione della inibizione dei centri superiori, si ha un'esagerazione d'irritabilità del midollo spinale, donde i riflessi si compiono più rapidi ed intensi. Nella catalessia, presente lo stato completo d'incoscienza e di abolizione della sensibilità generale, il soggetto conserva la possibilità di essere influenzato attraverso la vista e l'udito, particolarmente resi più sensibili alla ricezione. In questo stato è caratteristica la particolare flessibilità e pieghevolezza che assumono le parti del corpo, come se i muscoli dell'individuo fossero di cera molle (flexibilitas cerea), così da esser capaci di assumere e ritenere senza fatica, anche per lungo tempo, pose difficili e faticose passivamente impresse. Nel sonnambulismo il soggetto, in stato di dissociazione psichica, agisce con azioni coordinate, apparentemente coscienti, ma che sono in realtà in rapporto all'estrinsecazione motoria automatica di complessi ideo-motori sub-coscienti che passano in primo piano, divenendo operanti nella coscienza addormentata dell'individuo. Tutto ciò può svolgersi nell'atto stesso in cui l'individuo viene posto in stato ipnotico, sotto la spinta dei comandi suggestionali dell'operatore o a distanza di tempo, con termine di scadenza più o meno prossimo, passando da un precedente stato di veglia.

Queste tre forme di manifestarsi dell'ir non rappresentano fasi successive di valore crescente, ma modi che di solito si presentano irregolarmente isolati o variamente intrecciati l'un l'altro in quadri complessi.

Nel corso di tali stati ipnotici tutta la complessa sintomatologia presenta alcune caratteristiche generali. Rapporto assoluto tra ipnotizzatore e ipnotizzato con abolizione della volontà di quest'ultimo, sostituita da quella dell'operatore che guida l'individuo come un automa attraverso la suggestione verbale o visiva, cosicché si vede il soggetto paziente dell'esperienza, secondo i comandi, camminare o fermarsi, sentir caldo o freddo, compiere questa o quella azione, assumere le più varie, incomode, difficili posizioni, nel momento dell'intimazione o, come nel sonnambulismo, a scadenza di tempo più o meno lungo.

Il comando può manifestarsi con azioni esterne, ed anche provocando stati di coscienza e ALLUCINAZIONE (v.).

Nell'ir, giuocano largamente le immagini e contenuti psichici conservati nella sfera della subcoscienza e dell'incoscienza, i quali o suscitati, regolati, utilizzati dalla suggestione esterna, o da se stessi aggruppandosi in com

plessi, così da formare a volte quasi piccoli blocchi di coscienza autonomi, sono capaci di divenire la causa dei fenomeni esterni, siano motori o di proiezione esterna o sensitivo-sensoriali.

Si può addirittura, nel corso delle manifestazioni dell'ir, assistere così ad una forma di personalità (v.) per cui l'individuo o spontaneamente o sotto la spinta della suggestione assume il comportamento e il modo di pensare e di agire di una determinata persona, con attributi a volte completamente opposti ai propri. Può pensarsi che avvenga nell'individuo una frattura della coscienza in una personalità primaria, per così dire sopra-liminale e una secondaria sub-liminale capace, nelle particolari condizioni, di agire autonomamente e coordinatamente. Secondo L. Luciani (Fisiologia dell'uomo, IV, Milano 1924, p. 499) l'ineguaglianza e l'incorenza di carattere e di condotta che può vedersi in alcuni squilibri, eccentrici, mattoni, risiederebbe appunto in una disarmonia tra coscienza e sub-coscienza, formandosi così due mentalità quasi in antagonismo.

Nel corso dell'ipnosi possono presentarsi fenomeni a carico della superfice del corpo, quali impallidimenti o arrossamenti localizzati o diffusi, ponfì, vesciche, bolle, emorragie cutanee, similmente a quanto avviene nelle manifestazioni dell'isterismo (v.).

Così è possibile nello stato ipnotico, a volontà dell'operatore, oltre le attività motorie e secretive, provocare nel paziente manifestazioni cutanee sul tipo di macchie, rilevatezze o simili che possono essere erroneamente giudicati fatti di origine preternaturale.

Bibl.: G. Mogile, Manuale di psichiatria, Roma 1946, pp. 202-203, 409; A. Vallejo Nágera, Tratado de psiquiatria, Barcelona 1949, pp. 1034-35; L. Scremin, Dizionario di morale professionale per i medici, 4a ed., Roma 1949, pp. 182-84. Giuseppe de Ninno

PRINCIPI MORALI. - 1) L'ir esercitato senza ragione e senza la salvaguardia di alcune condizioni, è illecito, perché nuoce all'ipnotizzato debilitando il sistema nervoso; ma soprattutto l'ipnotizzato viene privato dell'uso di ragione e della libertà e assoggettato totalmente alla volontà, in ipotesi anche cattiva, dell'ipnotizzante; ora, è peccato grave privarsi, in modo innaturale e senza ragione sufficiente, dell'uso della ragione e affidarsi ciascun'ente alla volontà altrui; in questo modo l'ipnotizzato approva in precedenza tutto quello che l'ipnotizzante disporrà di lui; è illecito dare ad altri occasione di peccare, infatti l'ipnotizzante può abusare della persona ipnotizzata, comandandole una azione cattiva. Se, poi, sia pure a torto, dato che l'ir è fenomeno puramente naturale, mediante il medesimo si cerca di sapere qualche notizia occulta preternaturale, si commette anche il peccato della divinazione.

2) Se l'ipnosi viene esercitata per un giusto fine, per curare malattie o per promuovere il progresso scientifico e con le dovute precauzioni, allora è lecitata. Come fine terapeutico, si richiede: che la malattia non si possa curare altrimenti o così bene come mediante l'ipnosi; che l'ipnosi sia provocata da un medico veramente perito nell'ipnotizzare e sia evitato, nei limiti del possibile, ogni danno alla salute del paziente; che l'ipnotizzando dia il suo consenso; che l'ipnotizzante sia onesto e prometta di non abusare della sua relazione con l'ipnotizzato; che le suggestioni siano oneste, necessarie o utili (tralasciando ogni curiosità) alla malattia e vi assista persona onesta, della quale l'ipnotizzato si possa fidare.

Il S. Uffizio, il 26 luglio 1899, interrogato in materia, rispose che gli esperimenti si possono tollerare, purché: si premetta la protesta di non volere ottenere l'effetto richiesto, se questo dovesse dipendere da una causa preternaturale (si credeva infatti allora che vi potessero essere interventi preternaturali), non ci sia scandalo, in quanto gli astanti potrebbero pensare che ciò sia cosa cattiva o

da attribuirsi ad arti magiche; non si tratti di fatti che certamente sorpassano le forze della natura. Nel dubbio si può porre il fatto o chiedere l'effetto facendo precedere la protesta su accennata.

I mali prodotti dall'ì. si possono evitare con le dovute precauzioni che nei singoli casi saranno suggerite dalla prudenza. L'utilità dell'ì. si estende non solo a curare le malattie, ma anche a correggere le inclinazioni e le abitudini cattive dell'ipnotizzato. Infatti si sono avuti dei casi di persone dedite all'ubriachezza, che sono state correttamente da tutti i così giovani dediti alla lussuria che sono stati migliorati con la suggestione mentale. Oggi, molti medici ottengono gli stessi effetti senza provocare l'ipnosi, ma attraverso le suggestioni prodotte nello stato di veglia. Ma bisogna dire che l'ì. è illecito qualora non si usino le condizioni richieste, in quanto è pericoloso per il soggetto attivo e passivo e perché non è lecito privarsi della ragione in modo innaturale senza una ragione sufficiente. Riguardo alla sua liceità o meno nel campo giudiziario o nelle indagini di polizia, V. NARCOTICI.

In ordine al diritto penale canonico, dopo quanto si è detto dal punto di vista etico, basterà osservare che durante il vero sonno ipnotico non si ha naturalmente imputabilità (can. 2201 § 1), ma si può avere imputabilità in causa, determinabile in base alle circostanze concrete (can. 2201 § 3) dell'evento delittuoso. È quasi superfluo poi dire che rimane integra l'imputabilità dell'ipnotizzato (cf. can. 2209 § 3 e per analogia can. 2230).

Bibl.: Oltre i trattati di teologia morale, cf. P. Cocconier, L'ipnotisme franc., Parigi 1898; G. Surbled, Hypnotism, in Cath. Enc., VII, pp. 604-10, con abbondante bibl.: G. Lapponi, I. e spiritismo, 3a ed., Roma 1907; G. Roasenda, Suggestion e persuasione nella cura della malattie nervose, Torino 1927; I. An-tonelli, Medicina pastorali, 5a ed., Roma 1932, pp. 15-54; J. Suijula, De medicina pastorali, Torino 1948, pp. 239-44.

Giuseppe Sirona