IPOCRISIA. - Da ύποχρυσία, significa etimolo-gicamente finzione: in senso reale indica simi-lazione di bontà, umiltà, santità per nascondere propri sentimenti ed entrare nelle grazie altrui.
Gli atti che pone in essere l'ipocrita sono pura e semplice ostentazione, avvelenata da egoismo e da ambizione, bramosa di onore e di cupidigia. L'ì., infatti, non è che la diretta conseguenza, insieme con la millanteria e la ostentazione, della vanagloria che è l'amore disordinato della stima altrui; la vanità a sua volta, insieme con la presunzione e l'ambizione, è la figlia diretta dell'orgoglio, che è la deviazione di quel legittimo sentimento che porta a stimare il bene che è nell'uomo e a ricercare la stima altrui entro i limiti necessari per le buone relazioni che si devono avere con gli altri uomini.
La S. Scrittura considera l'ì. particolarmente nel campo della religione. In questo caso la estrema gravità del peccato è data dal fatto che Dio e la pietà vengono sfruttati dall'ipocrita per i suoi viziosi intenti, così come facevano quei farisei, da cui l'attributo di fariseo all'ipocrita, che furono severamente giudicati da Gesù Cristo.