Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Filosofia Problemi e argomenti particolari

PERSONALITÀ

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PERSONALITÀ. - In senso metafisico la p. esprime la determinazione costitutiva della persona (v.), il fondamento da cui muovono le possibilità e capacità della sua attuazione. Si può quindi distinguere un doppio momento nella struttura reale della p.: il primo iniziale che è costituito dalla natura razionale, intelligente e libera dell'uomo; il secondo terminale, che riguarda ed esprime l'esercizio della libertà in atto come processo operante di mezzi per un fine e quindi come unificazione e coordinazione di valori.

In questo secondo senso, a cui si volge di preferenza il pensiero moderno, la p. indica la persona in atto ovvero la «persona che afferma i valori a cui il suo essere è indirizzato» (Th. Steinbüchel, Die philosophische Grundlegung der katholischen Sittenlehre, I, 1, Düsseldorf 1938, p. 350). La p. è perciò la sintesi dell'aspetto statico e dinamico dell'essere spirituale considerato nell'impegno del conseguimento del fine proprio; invero la spiritualità, che è l'indipendenza nell'essere, ha il suo dispiegamento nell'indipendenza dell'agire in vista della scelta del fine e dei mezzi che gli corrispondono. Quando Kant ha affermato che «l'uomo esiste come un fine in se stesso e non puramente come mezzo», proponendo la sua formula dell'imperativo categorico «agisci in modo da trattare l'umanità», tanto nella tua persona quanto nella persona di ogni altro, sempre e a un tempo come fine e mai puramente come mezzo» (Einleitung in die Metaphysik der Sitten, § 4, ed. Cassirer, VII, Berlino 1916, p. 21 sgg.), si è fermato al primo momento della costituzione della p. e ha posto la base di quell'assolutizzazione della natura umana che sarà consumata dell'idealismo (v.). Senza il riferimento a un primo principio (v.) dell'essere e all'ultimo fine (v.) dell'agire, la libertà umana, con essa la p., manca di contenuto e significato: la ragione umana elevata ad assoluto dall'idealismo non soddisfa all'esigenza, perché l'umanità è finita e contingente e non può fondare se stessa ma svolgere soltanto le possibilità che ha ricevuto (cf. W. E. Hocking, Types of philosophy, Nuova York 1929, specialmente p. 314 sgg.; critica a Kant e all'idealismo). Anche Max Scheler (v.), che vede giustamente nella p. il «centro dello spirito» e intende la p. come «una gerarchia (Anordnung) di atti», trascura d'indicare il fondamento assoluto limitandosi a definire la p. come il «centro attivo in cui lo spirito appare nella sfera dell'ente finito» (Die Stellung des Menschen im Kosmos, 2ª ed., Monaco 1947, p. 35).

Dal concetto metafisico di p. come indipendenza nell'essere e nell'agire si passa al concetto psicologico come «formazione, unità e indipendenza di carattere»: essa suppone un certo grado di sviluppo intellettuale e morale così che l'uomo possa essere indicato come soggetto di «responsabilità» (cf. J. Laird, Problems of self, Londra 1917, p. 82). Quando l'unità delle varie sfere della coscienza (emotiva e morale, individuale e sociale) non è più conservata, si ha la cosiddetta «dissociazione della p.» sulle cui cause la psicologia non ha ancora proposto una teoria soddisfacente. La p. psicologica sorge dalle «disposizioni originarie» insite in ogni individuo e si costituisce mediante l'esercizio delle proprie capacità in conformità dei gusti, tendenze, inclinazioni di ciascuno e secondo il particolare comportamento ch'egli assume nel suo ambiente sociale (cf. A. Gemelli-G. Zunini, Introduzione alla psicologia, Milano 1947, p. 376 sgg.). In questo senso la p. s'incontra con il nuovo concetto di «esistenza» (v.) dominante nella filosofia contemporanea che accentua il fattore della libertà nel suo divenire storico.

Bibliografia10 opere
BIBL.: Fr. J. Woodbridge, What is personality?, in Nature and Mind, Nuova York 1937, pp. 209 sgg.; G. W. Allport, Personality, ivi 1937; id., The nature of personality, Cambridge (Mass.) 1950; W. V. Richmond, La p., trad. it., Milano 1937; T. V. Moore, Double and multiple personality, in Cognitive psychology, Chicago 1939, p. 34 sgg.; esposizione sostanziale della patologia della p.: C. Blondel, La personalità, in Nouveau traité de psychologie, VII, 5, Parigi 1948; E. Rothacker, Die Schichten der Persönlichkeit, 4ª ed., Bonn 1948; M. Reding, Personsein, in Metaphysik der sittlichen Werte, Düsseldorf 1949, p. 150 sgg.; R. B. Cattell, Personality, A systematic and factual study, Londra 1950; H. Y. Eysenck, Les dimensions de la personnalité, Parigi 1950.

Cornelio Fabro

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1233–1234.

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Fabro, Cornelio. “Personalità.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1233–1234. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/personalita.

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Fabro, Cornelio. “Personalità.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1233–1234. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/personalita.

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