PERIPATETICA, SCUOLA. - I seguaci di Aristotele furono chiamati οἱ ἐκ τοῦ περιπάτου in rapporto al viale (περίπατος) del Liceo (sede della scuola), e περιπατητικοί (parola connessa con περιπατεῖν) in rapporto alla loro consuetudine (comune anche ad altre scuole) di disputare passeggiando. Questa, almeno, sembra pur sempre la soluzione più plausibile della nota questione etimologica sorta intorno al nome.
Nella storia della scuola stessa (che si chiamò anche semplicemente « Peripato ») vanno distinti più periodi. Fra i peripatetici della prima generazione dopo la morte di Aristotele ERASTO (v.), Eudemo di Rodi (2ª metà del sec. IV a. C.), Diccarco di Messina (versatile scrittore la cui ἀνὴμ si può porre verso il 310 al più tardi), Aristosseno di Taranto (n. fra il 375-60, insigne teorico della musica), Clearco di Soli, Demetrio di Falero (n. ca. il 350 a. C.), scolaro di Teofrasto. L'orientamento che essi danno alla scuola è caratterizzato da ampie ricerche di scienza naturale, di storia letteraria, di erudizione varia, come pure da trattazioni di etica popolare, a scapito della metafisica. Della produzione peripatetica del tempo restano i Caratteri di Teofrasto, due scritti botanici e qualche altro trattatello scientifico di Teofrasto stesso, gli Elementi dell'armonica (Ἀρμωνικά στοιχεῖα), una porzione degli Elementi del ritmo (Ὑυθμικά στοιχεῖα) di Aristosseno, e soltanto frammenti di altre opere. Tra gli scritti perduti di carattere filosofico, sono i dialoghi Κορινθικὸς e Λεσβικὸς di Diccarco, in cui il Messinese negava la sostenibilità dell'anima. Lo stesso indirizzo della s. p. si conserva, anzi si accentua nella prima parte dell'età ellenistica. Gli aristotelici continuano a dedicarsi attivamente alle scienze della natura e ai diversi campi della storia. In fatto di filosofia, la personalità più notevole è quella di Stratone di Lampsaco, il « fisico », successore di Teofrasto nello scolaricato (che tenne dal 288-87 [o 287-86] fino alla morte avvenuta nel 270-69 [o 269-68]). Stratone deformò la dottrina dello Stagirita in senso prettamente naturalistico, identificando Dio con la necessità naturale, Democrito (v.). Scolaro
di Stratone fu Aristarco di Samo (m. dopo il 264 a. C.), l'astronomo precursore della concezione eliocentrica copernicana. Altri peripatetici di questo periodo furono Leone della Troade (ca. 300-225 a. C.), scolarca per molti anni, Aristone di Ceo (sec. III a. C.), Critolo di Faselide (1ª metà del sec. II a. C.), Diodoro di Tiro (fiorito nei primi decenni della 2ª metà del sec. II a. C.). Di storia letteraria e di storia della filosofia si occuparono Ermippo (sec. III a. C.), Sozione (autore di una Διεθνή τῶν φιλοσόρων scritta fra il 200 e il 170 a. C.), Satiro (sec. III a. C.), Eraclide Lembo (sec. II a. C.) e altri. Molte delle notizie che si hanno sugli autori greci dell'età classica risalgono in ultima analisi ai lavori di costoro; e al Peripato è dovuta anche la formazione di quel particolare genere letterario che è la biografia. La s. p., però, sofferse, come istituto, a partire da Leone, una decadenza da cui non doveva risollevarsi se non nell'età di Andronico.
Nel sec. I a. C. comincia per l'appunto una terza fase, e un più vivo splendore della scuola stessa. Viene svolto un fecondo e imponente lavoro erudito intorno alle opere dello Stagirita, che Andronico di Rodi (v. intorno al 70 a. C), decimo o undecimo nell'ordine degli scolarchi, raccolse, ordinò, pubblicò in nuova edizione e commentò. L'età imperiale è contrassegnata da una notevole serie di commentatori di Aristotele, tra i quali eccelse il famoso Alessandro di Afrodisia (v. sec. II d. C), detto il « secondo Aristotele », le cui esegesi erano destinate ad avere anche nel medioevo un fortissimo influsso. Ad Aristotele dedicarono studi importanti anche Boeto di Sidone (forse vissuto nell'età augustea), autore di un Commentario alle Categorie, Aristone di Alessandria (1ª metà del sec. I d. C., egli pure commentatore delle Categorie), Senarco di Seleucia (età augustea) e il poligrafo Nicola Damasceno (n. ca. il 63 a. C.), Alessandro di Ege (sec. I d. C., maestro di Nerone), Tolomeo Chenno (filosofo e grammatico fiorito ca. il 100 d. C., autore di una opera sulla vita e gli scritti dello Stagirita), Aspasio (1ª metà del sec. II d. C.), Adrasto di Afrodisia (ca. 2ª metà del sec. II d. C.), Ermino (sec. II d. C.). È da rilevare che in questa età riferisce l'interesse per la metafisica e la logica aristotelica, a cui il Peripato ellenistico aveva dedicato poca attenzione. E proprio in questo tempo vien data all'aristotelismo quella configurazione di sistema organico con cui esso sarà tramandato al medioevo. Intanto, mentre la s. p. in genere resta abbastanza ortodossa e conservatrice rispetto al pensiero del maestro, vi sono anche rappresentanti di un aristotelismo eclettizzante, come l'autore dello scritto pseudo-aristotelico Περὶ κόσμου (in cui si cerca di conciliare Aristotele con la Stoa); come il famoso geografo e astronomo Claudio Tolomeo (sec. II d. C.); Galeno (v.).
Uno Temistio (v.), autore di Parafrasi di vari scritti dello Stagirita.