Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Filosofia Problemi e argomenti particolari

PERCEZIONISMO

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PERCEZIONISMO. - È, in filosofia, quella teoria della conoscenza sensibile che afferma l'ordinaria oggettività formale delle qualità sensibili, sia primarie (v.) che secondarie. Si distingue dall'interpretazionismo che afferma l'oggettività formale delle qualità primarie e l'oggettività causale delle secondarie, risolvendo in ultima analisi la formalità secondaria nel modo proprio della sensazione esteriore.

La questione era aperta fin dal tempo dei presocratici, e la posero esplicitamente gli atomisti: « Convenzione il colore, convenzione il dolce, convenzione l'amaro; in realtà soltanto gli atomi o il vuoto » (Democrito, frg. 125). In seguito i sofisti (v.) fecero una critica più acuta della sensazione, e dalla negazione dell'oggettività di tutte le qualità sensibili passarono all'affermazione del relativismo integrale. Ad analoga conclusione, dopo l'empirismo berkelevano e humiano, pervennero i fenomenisti moderni. La negazione degli antichi atomisti, che secondo Aristotele era ispirata dall'ideale pitagorico di ridurre tutta la realtà a numeri (De coelo, III, cap. 4, 303, 9) e che costituisce il nucleo centrale del meccanicismo (v.), è stata ripresa da Galileo (cf. Saggiatore, n. 48 sgg.) e Descartes (cf. Medit., VI, ed. Adam-Tannery, VII, p. 80). In seguito Locke distinse le qualità primarie, appartenenti agli oggetti reali della percezione (solidità, estensione, figura, moto o quiete, numero), dalle qualità secondarie (colore, suono, sapore, ecc.); la percezione di queste ultime, secondo Locke, è oggettiva solo in senso causale, in quanto nella realtà esistono le capacità a produrre in noi la sensazione della qualità secondaria mediante le primarie (Saggio sull'umano intelletto, I, cap. 8). Gli scienziati moderni generalmente si orientano in questo senso, perché le attuali esperienze scientifiche, specialmente nei cosiddetti errori del senso, trovano più facile spiegazione nell'ipotesi interpretazionistica.

Nella filosofia aristotelica e medievale, cui non sfuggiva la constatazione ovvia dell'errore dei sensi, prevale la concezione percezionistica (p. es., s. Tommaso, cf. Sum. Theol., 1°, q. 17, a. 2; q. 85, a. 6). Nella neoscolastica contemporanea la questione si presenta sotto un triplice aspetto: critico, sul valore della conoscenza sensibile; bio-psicologico, sul processo e la natura della sensazione (v.) e percezione (v.); e fisico-cosmologico, sulla natura della qualità in se stessa (v. QUALITÀ). Sotto l'aspetto critico il problema si pone partendo dalla distinzione del « sensibile per sé » in sensibile « proprio » a un solo senso

(colore, suono, sapore, ecc.) e sensibile « comune » a più sensi (moto, quiete, numero, figura, grandezza). Per quanto concerne il sensibile comune, il pensiero neoscolastico è concorde nell'ammetterne l'ordinaria oggettività formale; in merito al sensibile proprio, si esclude per lo più la spiegazione puramente meccanicistica, ammettendo che alle sensazioni corrispondono proporzionate qualità attive che influiscono sul senso. Da alcuni (Mattiussi, Mercier, Donat, Frobes, Gründer, ecc.) è invece negata l'oggettività in senso stretto del sensibile proprio, inteso nel suo senso formale; tali autori si fondano sulla non intelligibilità specifica del sensibile proprio e sulla più facile spiegazione che l'interpretazionismo consente delle esperienze. Altri (Liberatore, Pesch, Farges, Gredt, Geny, Vanni-Rovighi, ecc.) affermano l'ordinaria oggettività formale, osservando che il sensibile proprio è dato nella conoscenza (che è assimilazione e non interpretazione) come sensibile per sé a maggior titolo del comune, in quanto è attraverso il « proprio » che si apprende il « comune ». Allo stato presente delle ricerche è obiettivo ritenere che nessuna delle due opinioni è in grado di dare una risposta definitiva alle singole difficoltà che si ripresentano sotto l'aspetto sia scientifico che filosofico.

Bibliografia16 opere
BIBL.: sull'interpretazionismo: G. Mattiussi, Fisica razionale, parte 2°, Milano 1886-1901, nn. 631-75; R. De Sinéty, La connaissance sensibile des qualités secondaires, in Rev. de quest. sc., 69 (1911), pp. 517-72; id., La perception du monde extérieur, ibid., 73 (1913), pp. 541-67; H. Gründer, De qualitatibus sensibilibus, Friburgo 1911; D. Mercier, Critériologie, 8° ed., Lovanio 1923, pp. 393-95; J. Henry, Pour le réalisme indirect, in Rev. néo-schol. de philos., 32 (1930), pp. 33-47; F. Van Steenberghen, Epistémologie, 2° ed., Lovanio 1947, pp. 187 sgg. Sul p.: A. Farges, L'oggettività della percezione dei sensi esterni, Siena 1903; J. Gredt, De cognitione sensum externorum, 2° ed., Roma 1924; J. De Tonquédec, La Critique de la connaissance, Parigi 1926, pp. 43-132; S. Vanni-Rovighi, Elementi di filosofia, I, Milano 1941, pp. 204-209; IV, pp. 40-41; F. Morandini, Logica maior, 2° ed., Roma 1931, th. X e XI. Altri studi: L. Naber, Theoria cognitumis critica, Roma 1933, pp. 382-94; P. Hoenen, De sensibilibus propriis, in Gregorianum, 29 (1948), pp. 200-303; id., Cosmologia, 2° ed., Roma 1949, n. 112, nota XI; C. Fabro, Percezione e pensiero, Milano 1941, pp. 444-50; U. Degl'Innocenti, De natura sensationis iuxta s. Thoman, in Doctor communis, 1 (1948), pp. 374-409.

Francesco Morandini

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1165–1166.

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Morandini, Francesco. “Percezionismo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1165–1166. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/percezionismo.

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Morandini, Francesco. “Percezionismo.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1165–1166. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/percezionismo.

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