PENDASIO, Federico. - Filosofo mantovano; dal 1564 al 1570 concorrente di Francesco Piccolomini nella cattedra di filosofia naturale a Padova. Dal 1571 alla morte (19 dic. 1603) professò filosofia a Bologna. Accompagnò il card. Ercole Gonzaga al Concilio di Trento.
Scrisse: *De natura corporum coelestium* (Mantova 1555); *Physicae auditionis texturae libri VIII* (Venezia 1604). Varie opere manoscritte (Roma, Bibl. naz., Fondi minori, 1728-29; Ambros. di Milano, D. 192 inf., 226 inf., 244 inf., 374 inf., 376-77 inf., 387 inf., 393-94 inf., 396 inf., 403 inf., D. 138 inf., 189 inf., O. 223 sup. Università di Padova, 663, I e 1264; Vat. Urb. lat. 1480; Ravenna, Bibl. Class., 463). Aristotelico di tendenze modernamente alessandriste, il P. conosce Platone e i platonici nel testo greco e difende l'immortalità individuale dell'anima umana. Con il Piccolomini, avverosita platoneggiante, ebbe, egli antiaverroista, un'aere polemica, di cui son documento le *Apologie* di entrambi. Ritratto presso la Biblioteca civica di Mantova.