PAULSEN, Friedrich. - Filosofo, n. a Langenborn (Slesia orientale) il 16 luglio 1846, m. a Steglitz (Berlino) il 14 ag. 1908. Iniziò in Erlangen gli studi di teologia che lasciò nel 1867 per iscriversi alla Facoltà filosofica di Berlino, dove ebbe maestro il Trendelenburg. Insegnò a Berlino dal 1878.
Opere principali: Einleitung in d. Philos. (Berlino 1892; trad. II. di L. Gentilini, Torino 1911); I. Kant (Stoccarda 1892; trad.
II. di B
A. Sesta, Palermo 1914); System der Ethik (2 voll., Berlino 1896); Philosophia militans gegen Klericalismus und Naturalismus (ivi 1901; trad. II. di L. Guglielminotti, Torino 1907).Merito principale del P. è di aver diffuso il pensiero di Kant, da intendersi non solo come il distruttore delle precedenti ideologie, ma anche come il difensore dei diritti della metafisica, in quanto lo sforzo verso il trascendente è generato dall'insufficienza della scienza empirica ed è l'anima della filosofia: se la filosofia non fosse anche una fede, una tendenza alla sfera che sta oltre la cognizione pura, si ridurrebbe ad essere una semplice scienza o un complesso di scienze (cf. Einleitung ..., trad. it., pp. 1-36; F. Tocco [V. BIBLICA.], p. 455).
Il P., che aderì al libero pensiero, ha parole amare contro la tradizione religiosa che prende alla lettera la narrazione biblica, ma, come lo Hegel, finisce per intendere la religione come espressione simbolica di quanto la filosofia insegna speculativamente (Gegen Klericalismus, ecc., pp. 81-91). La Chiesa cattolica è criticata come retriva e conservatrice, incapace di comprendere lo sviluppo del mondo moderno.