TEOFRASTO

TEOFRASTO. - Filosofo e scienziato peripatetico, n. a Ereso in Lesbo, fra il 372-68 a. C., m.

fra il 288-85. Successe nello scolarcato ad Aristotele dal 323-22 e favorì lo sviluppo della scuola (cui procurò il possesso di un terreno).

Scrisse numerose opere, di vario argomento, delle quali restano due volumi di botanica, cioè il Περὶ φυτῶν ἱστορίας in 9 ll. (che descrivono e classificano le piante) e il Περὶ φυτῶν αἰτῶν (biologia vegetale), un trattato Περὶ αἰσθήσεως καὶ αἰσθητῶν (residuo delle Φυσικῶν δόξαι), qualche altro breve scritto scientifico, una piccola raccolta di problemi metafisici (Θεοφράστου τὰ μετὰ τὰ φυσικά), i celebri Ἠθικοὶ χαρακτήρες (descrizioni vivaci di trenta tipi umani), e per il resto solo frammenti. Tra le opere perdute sono da ricordare le suddette Opinioni dei fisici (con cui T. fondò la storia della filosofia e diede materiale a tutta la dossografia posteriore), i Φυσικά, il Περὶ ζώων, il Περὶ φιλίας, il Περὶ εὐσεβείας, il Περὶ λέξεως, il Περὶ νόμων, ecc.

T. ebbe maggiore importanza come scienziato (gli spetta il titolo di padre della botanica) che come filosofo nel senso stretto. In complesso accettò la metafisica, la cosmologia, Aristotele (v.), mostrando peraltro nella sua speculazione una certa personale tendenza naturalistica. Ammise, tuttavia, come sembra, a differenza dei condiscopoli materialisti Dicearco ed Aristosseno, l'autonomia e quindi l'immortalità dell'intelletto umano. (Temistio, De an., 91; Simplicio Phys., 225 a; cf. O. Regenbogen, s. V. in Pauly-Wissowa, Suppl., VII, col. 1548). Notevole la sua tesi che il νός entra bensì nell'uomo dal di fuori, ma già all'atto della nascita (Temistio, De an., 107). In etica esaltò come supremo ideale la vita contemplativa (mentre Dicearco anteponeva il πρακτικός βίος (cf. Cicerone, Ad Att., II, 76) e d'altra parte diede valore morale al possesso dei beni esterni (id., Tusc., V, 9; Acad. post., I, 9). Come trasmettitore del pensiero aristotelico, T. ebbe grande influsso. Apprezzatissimi anche nell'età moderna i Caratteri, che ispirarono il La Bruyère.

BIBL.: edizioni complessive recenti: Jo. G. Schneider, Lipsia, 1818-21; Frid. Wimmer, ivi 1854-62, Parigi 1866, con trad. lat. Edd. speciali dei Caratteri: H. Diels, Oxford 1909; G. Pasquali, Firenze 1919; O. Navarro, Parigi 1920. Del De sensu: G. M. Stratton, Nuova York 1917. Su T., E. Zeller, Philos. d. Gr., II, 2; Überweg, I, p. 401 sgg.; O. Regenbogen, s. V. in Pauly-Wissowa, suppl. VII, col. 1354 sgg. Tra gli studi particolari: O. Regenbogen, Eine Polemik T.s gegen Aristoteles, in Hermes, 87 (1937), pp. 469-75. Raffaello Del Re
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“TEOFRASTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 1177. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/teofrasto.