TEOGNIDE. - Vescovo di Nicea. Ariano intransigente, partecipò nel 325 al Concilio di Nicea.
Costretto dalle circostanze sottoscrisse il Simbolo di fede; ma poco dopo partecipando alle mene degli eretici per infirmarne il valore, fu deposto e relegato nella Gallia, e sostituito nella sede con Cresto. Richiamato dopo 3 anni e ristabilito nella sua Chiesa, insieme con Eusebio di Nicomedia, fu a capo della lotta contro l'ὁμοούσιος e contro s. Atanasio. Nel 330 partecipò al Sinodo di Antiochia nel quale fu deposto Eustazio e nel 335 fu al Concilio di Tiro. Fece parte della missione inviata nella Mareotide per raccogliere testimonianze contro s. Atanasio e nel 336 contribuì a Costantinopoli a far cacciare il Santo in esilio. Dopo la morte di Eusebio fu il capo riconosciuto dell'arianesimo e nel 341 cooperò all'intrusione di Macedonio nella Chiesa di Costantinopoli. M. poco prima del 347.