TEODOTO, VESCOVO DI LAODICEA

TEODOTO, vescovo di LAODICEA. - Seguace di Arlo fin dalla prima ora (Teodoreto, Hist. eccl., I, 4), partecipò all'inizio del 325 al Sinodo di Antiochia per l'elezione di Eustazio, ma non volle sottoscrivere la formola di fede ivi promulgata.

Al Concilio di Nicea fu tra i pochi difensori di Arlo, ma sottoscrisse tuttavia il Simbolo (ibid., I, 6; 20). Poco dopo però cercò di ritrattare la sua sottoscrizione e Costantino gli scrisse una lettera ammonendolo che così fa cendo si esponeva a gravi rischi (Gelasio, Hist. eccl., III, 3). Nel 330 partecipò al Sinodo di Antiochia nel quale fu deposito Eustazio. Proibì ai due Apollinare, padre e figlio, di frequentare le lezioni del filosofo pagano Epifanio, e poiché non ubbidirono, li scomunicò. Nonostante il suo aperto aranesimo Eusebio di Cesarea ne fa uno splendido elogio (Hist. eccl., VII, 32) e Teodoreto attesta (Hist. eccl., V, 7) che nella sua città era venerato come santo. Indotto da queste testimonianze Adone lo inserì nel suo Martirologio donde passò in quello romano (2 nov.). I Bollandisti mossero dubbi sulla sua santità e nel 1883 la S. Congregazione dei Riti avocò a sé la questione (Acta SS. Novembris, I, Parigi 1887, p. 420).

BIBL.: Tillemont, VI, p. 740 sgg.; VII, p. 609 sgg.; Mar-ry. Romanum, p. 492; Fliche-Martin-Frutaz, III, pp. 84-99. Agostino Amore