TEOFILO, VESCOVO DI CASTABALA

TEOFILO, vescovo di CASTABALA. - Già vescovo di Eleuteropoli in Palestina prima del 360, fu trasferito a Castabala in Cilicia, per opera di Silvano di Tarso (Sozomeno, Hist. eccl., IV, 24).

Aderente alla dottrina omoiusiana sottoscrisse nel 363, insieme con altri, una lettera all'imperatore Giovanni nella quale si chiedeva la conferma delle decisioni di Seleucia, la condanna degli anomei e la convocazione di un nuovo concilio (Socrate, Hist. eccl., III, 25). Nel 365 fece parte della legazione inviata al papa Liberio; a Roma sottoscrisse la fede di Nicea e condannò la formola omoiana di Rimini. Ritornato in Oriente, partecipò al Concilio di Tiana nel quale fu approvata la condotta dei legati e ristabilita la comunione con l'Occidente. Nel 373, aderendo ad Eustazio di Sebaste, partecipò all'asprsa polemica contro s. Basilio; più tardi però il Santo gli scrisse una lettera con la quale lo assicurava di avergli perdonato le ingiurie arrecatagli e che ancora aveva cura la sua comunione. M. dopo il 376.

Bibl.: S. Basilio, Epist., 130, 244, 245; PG 32, 564, 913 sq., 925; Sozomeno, Hist. eccl., IV, 24; VI, 4, 10-12; Fliche-Martius, Tracts, III, pp. 174, 253, 257 sqq.