ERASTO. - Nome che ricorre tre volte nel Nuovo Testamento: 1) Act. 19, 22; 2) Rom. 16, 23; 3) II Tim. 4, 20; ma è incerto se si tratti di uno, di due o di tre personaggi. In 1) si dice che Paolo, verso la fine del soggiorno efesino (terzo viaggio missionario), invia in Macedonia Timoteo ed E. Questi è, dunque, come Timoteo, al seguito di Paolo, da cui viene incaricato di missioni apostoliche. In 2) manda i propri saluti da Corinto un E., che è tesoriere della città. In 3) Paolo, sottolineando l'abbandono in cui si trova, dice che E. è rimasto a Corinto.
La residenza a Corinto, che risulta dai testi 2) e 3), farebbe pensare a unico personaggio, a cui le responsabilità dell'ufficio non permettono d'assentarsi dalla città. L'E. di 1) non è messo in rapporto con Corinto e sembra libero da impegni poco conciliabili con la sua fisionomia di missionario itinerante. Sarebbero, dunque, da distinguere due E.: uno (1) al seguito di Paolo, l'altro (2 e 3), intimo lui pure di Paolo, ma non liberamente dedito al lavoro apostolico.
Altri (C. Spicq, Les Epîtres pastorales, Parigi 1947, p. 397) pensano che si tratti sempre del medesimo. Secondo i Menologi greci E. sarebbe stato economo della chiesa di Gerusalemme, poi vescovo di Cesarea di Filippo. Il Martyr. Romanum lo fa vescovo di Filippi in Macedonia, ivi martirizzato. I Greci lo commemoraano il no. 1: Intini il 26 luglio.
BML.: A. C. Headlam, s. V. in Dict. of the Bible, I, p. 733; anon., s. V. in Levico biblicum di M. Flamm, II, col. 287; Fr. X. Pötzl, Die Mitarbeiter des Weltapostels Paulus, Ratisbon 1911, pp. 263-69; anon., s. V. in Dict. Encycl. de la Bible, I, p. 353.