EPENETO. - Cristiano ricordato in Rom. 16, 5.
Il nome (Ἐπενέτοις, «lodevole») non fu portato, che si sappia, da nessun giudeo, mentre era abbastanza comune nel mondo greco-romano (W. Dittenberger, Sylloge inscriptionum Graecarum, 3ª ed., Lipsia 1915-24, pp. 43, 39; 385, 230; 944, 26; 177, 4). E. era d'origine pagana, il primo convertito della provincia romana d'Asia (primitae offerte dall'Asia a Cristo; Rom. 16, 5; cf. I Cor. 16, 15, a cui è dovuta la variante Ἀγχάζει in Rom.); il che non vuole dire che sia il primo frutto della predicazione di Paolo ad Efeso. Prima di lui vi avevano lavorato Aquila e Priscilla; e il fatto che E. viene dopo i due coniugi, e dopo il gruppetto che faceva capo alla loro casa, è buon motivo per dire che fosse una loro conquista. Erano molto cordiali i rapporti tra lui e Paolo, che lo chiama «dilettissimo». È commemorato nei Menologi greci il 30 luglio, dai latini il 13.
Teodorico da Castel San Pietro