GALENO, CLAUDIO

GALENO, CLAUDIO. - Medico e filosofo, n. a Pergamo nel 129 d. C., m. ivi nel 201. Viaggio a Smirne, Corinto, Alessandria e nel 162 si trovava in Roma. Fu medico di corte di Marco Aurelio, di cui curò il giovane figlio Commodo.

Seguace di Ippocrate in medicina, il suo contributo più originale a questa disciplina fu quello fisiologico per gli studi sul funzionamento del sistema nervoso e sul cervello, cuore, fegato, per i quali si valse della vivisezione di animali, scimmie, capre e porci. Adottò la dottrina dei quattro temperamenti: flemmatico, sanguigno, collerico, melanconico, la cui buona funzione umorale (eucrasia) dà la sanità mentre la cattiva funzione dà la malattia

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GALEN, CLEMENS AUGUST von - Ritratto.
a cui si deve porre rimedio con antidoti. G. fu largo fautore di medicamenti, tra cui celeberrima la Theriaca, il cui uso durò fin quasi ai tempi moderni.

L'anatomia di G. è sempre unita alla fisiologia e spessissimo è comparata ed evidentissimo è lo scopo teleologico in quanto soggetta al fine cui ogni organo è adibito. Tale caratteristica, se ben si adattò allo spirito cristiano nel medioevo fu anche fonte di molteplici errori. Ebbe una chiara visione del sistema nervoso sia centrale che periferico; descrisse in particolare il setto lucido, il corpo calloso e le eminenze quadrigemine. Studiò altresì il laringe scoprendo i nervi laringe superiori ed i ricorrenti. G. però volle applicare all'uomo l'anatomia appresa dalle autopsie degli animali. Egli poi giganteggia nella fisiologia vera e propria, benché numerosi siano anche qui gli errori. G. ebbe dell'esperimento quell'esatto concetto che potrebbe oggi avere un clinico scienziato moderno. Ebbe la visione del movimento del sangue a non di circolazione sanguigna. Dimostrò per primo che sia le arterie che le vene contenevano sangue che con movimento ondoso era attratto agli organi da dove si esauriva. Distinse pure il sangue venoso da quello arterioso il quale ultimo avrebbe avuto tal colore perché commiato all'aria. Per G. il fegato era il centro del sangue nutritivo venoso, mentre il cuore era il centro di quello nutritivo arterioso, il cuore destro e il sinistro erano fra loro in comunicazione per mezzo dei pori del setto, le vene polmonari avrebbero un doppio decorso portando sangue carico di fuliggini ai polmoni e riportando al cuore il sangue purificato, sangue che in fine si esauriva negli organi anche se arterie e vene erano in comunicazione a mezzo di vasi intercomunicanti. G. compì anche esperimenti sui reni e sul sistema nervoso.

Come patologo G. si basa sul concetto che ad ogni malattia corrisponde una lesione organica ed effetti sensibili della malattia sono i sintomi. Tre i tipi delle malattie: delle parti semplici, delle parti strumentali, cioè degli organi, ed infine malattie traumatiche. La sua terapia

si basa sul Contraria contrarii e ad ogni medicamento G. attribuì una caratteristica umorale.

A 400 assommano i suoi scritti di cui (dei 108 che sono giunti fino a oggi) i più importanti sono le Ricerche anatomiche, in 15 ll., le Funzioni degli organi del corpo umano, in 17 ll., gli Insegnamenti di Ippocrate e di Platone, in 6 ll., Sulle forze naturali, in 3 ll.; importanti l'Arte medica e il Metodo terapeutico, nel medioevo chiamati rispettivamente il «Microtechnum» e il «Macrotechnum».

Ebbe anche preoccupazioni filosofiche; fu un teleologo convinto; vide nella natura la concatenazione delle cause che lo fa salire fino a una intelligenza generatrice, pur non completamente avulsa dalla materia: proprio lo studio del corpo umano fa comprendere l'eccellenza dello spirito che domina sul mondo.

Il suo indirizzo può definirsi un aristotelismo eclettico. L'influsso di Aristotele è palese specialmente nella sua logica (è nota la 4ª figura del sillogismo che G. trasse dall'analisi dei modi della 1ª figura di Teofrasto e di Eudemo), nella fisica e metafisica; mentre in psicologia (ad es., nella questione della divisione dell'anima) inclina al platonismo. La filosofia, identificata con la religione, è per lui il sommo fra i beni.

G. conobbe il cristianesimo e di esso parla in due passi dell'opera Sul polso a proposito della tenacia con la quale taluni medici affermano le loro opinioni senza giustificarle, a somiglianza di quelli che si mettono alla scuola di Mosè e di Cristo (De pulis, VIII, 579 Kühn); sarebbe anzi più facile, aggiunge, far cambiare opinione ai discepoli di Mosè e di Cristo che non ai medici e ai filosofi fedeli alle loro consorterie (ibid., p. 657).

Dei cristiani fa un elogio in un passo, che non si trova nelle opere di G., ma è citato come suo dallo scrittore arabo Ibn al-Ajir, riportato a sua volta da Abū 'l Fidā' (Historia Anteislamica, ed. Fleischer, p. 109). Accennando all'utilità delle parabole per la comprensione dei concetti e rilevando l'uso che ne fanno i cristiani afferma che questi «agiscono di tanto in tanto come veri filosofi. Abbiamo sotto gli occhi il loro disprezzo della morte. Una specie di pudore ispira loro l'allontanamento dall'uso dell'amore. Vi sono tra loro donne a uomini che si sono astenuti durante tutta la vita dall'unione sessuale. E vi sono altri che grazie alla direzione e disciplina dell'anima e una rigorosa applicazione, non la cedono ai veri filosofi».

Questo passo, di cui non v'è motivo di negare l'autenticità, dimostra l'equità di giudizio di G. intorno alla nuova religione fatta oggetto di attacchi tanto ingiustificati e violenti. - Vedi tav. CXXVI.

BIBLI: Le opere sono edite nel Corpus medicorum Graecorum (vol. 1-20). Lipsia 1821-33, a cura di C. G. Kühn, con trad. latina a fronte. E. Clauvet, La psychologie de G., Caen 1867; id., La théologie de G., ivi 1873; Th. Meyer-Steineg e K. Sudhoff, Geschichte der Medizin in Überblick, Jena 1921, pp. 135-45; M. Meyerhof, Über echte und unechte Schriften Galens nach arabischen Quellen, in Berichte, Ab. Berlin, 28 (1928); G. Bilancini, G., Milano 1930; A. Castiglioni, Storia della medicina, ivi 1936, p. 168 sgg.; A. Pazzini, Storia della medicina, I, ivi 1947, p. 68 sgg. Ampia bibl. in Überweg, I, pp. 558 e 177-78.

Nicola Turchi

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“GALENO, CLAUDIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 1112. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/galeno-claudio.