GEMELLI. - Si dicono g. i figli nati in uno stesso parto e dalle uova di una stessa deposizione. In casi particolari possono nascere più individui anche da un sol uovo; si distinguono pertanto g. plurivoluri e monovuluri; nel caso dei mammiferi, in cui l'uovo è avvolto dal corion, si parla di g. monocoriai e pluricoriai (nel caso di gemellanza doppi, bicoriai). I g. plurivoluri possono essere anche di sesso diverso, mentre i g. monovuluri sono sempre dello stesso sesso e, nella specie umana, sono estremamente somiglianti, spesso con somiglianza speculare. Ciò è dovuto al fatto che, derivando dallo stesso uovo, hanno lo stesso corredo ereditario.
La condizione di figliolanza unipara e pluripara è specifica dei vari animali; la specie umana è generalmente unica ed eccezionalmente pluripara (da m a g.). Secondo statistiche desunte da Chiarugi la percentuale dei parti plurimi nella specie umana è:
- nella gemellarietà doppia di uno su 84,6 parti semplici;
- nella gemellarietà quintupla di uno su 23.608,5 parti semplici.
Nei casi di gemellanza monovulare si parla di poliebionia. È questo un fenomeno normale in alcuni animali, come, p. es., tra i mammiferi nella taurus (un armadillo) con 4-12 g. In certi insetti da un solo uovo possono essere originati migliaia di individui (casi studiato da Marschall e da Silvestri negli inneotteri).
La poliebionia è stata studiata anche sperimentale mentre negli anfibi. Se si separano i due primi blastomeri di un uovo in segmentazione o due gruppi di blastomeri si formano due individui distinti. Negli invertebrati (reduse) si sono potuti ottenere anche 16 embrioni. Con queste ricerche si è potuta dimostrare l'origine delle mostruosità duplici (fratelli siamesi, mostri bicipiti e
altre condizioni teratologiche) provocando separazioni incomplete tra i blastomeri dell'uovo. Si è discussa altrove (v. ANIMAZIONE) il problema della individualità a proposito di questi fatti.
La tendenza a parti gemellari nella donna è dipendente alla costituzione della madre ed è quindi di natura ereditaria.
PSICOLOGIA. — La questione dei g
concluse che l'influenza dell'ambiente è scatse a l'intelligenza, il sentimento, la volonta so
. può essere studiata da numerosi punti di vista: storico, iconografico, nei suoi fattori causali, nel meccanismo embrionogenetico, nelle manifestazioni e nei mutui rapporti di vita tra i membri della piccola società gemellare, tra loro e la società che li accoglie; in particolare, i g. possono esser studiati in riguardo alle manifestazioni della loro vita psichica, sia per vedere un eventuale caratteristico comportamento, sia per valersi di essi come testi di studio di psicologia sperimentale, per cui possa servire la felice combinazione di individui perfettamente simili su cui far agire cause differenti.
Il primo studio di psicologia sperimentale su g. si deve al Galton (1882), il quale mise in evidenza l'enorme somiglianza della psiche dei g. monozigoti (MZ) o monovulari, cioè nati dallo stesso uovo. Su 80 coppie di gemelli, così simili da esser scambiati tra loro, il Galton trova che in 11 casi essi fanno i medesimi rilievi nelle medesime occasioni, si mettono a cantare la medesima canzone nello stesso momento così via; l'uno incomincia una frase, l'altro la finisce...».
Nel 1905 Thorndike introdusse nello studio psicologico dei g. il sistema dei reattivi mentali, svolgendo le sue ricerche su un gruppo di 50 coppie di g. ricavati dalla popolazione scolastica di Nuova York. Egli, dalle sue ricerche, giunse alla conclusione che la rassomiglianza dei g. non aumenta con l'età, anzi diminuisce; che sempre assai minore (ca. la metà del coefficiente) nei fratelli anche se separati tra loro di pochi anni (3-4); che la rassomiglianza è assai più stretta nei riguardi di quelle attitudini più particolarmente esercitate nella vita scolastica. Da ciò concluse che i fatti trovano spiegazione nell'influenza predominante delle cellule germinali, quindi della eredità.
L'antebrach (1925) studiò 212 coppie di g. oltre che dal punto di vista biologico anche da quello psicologico, per mezzo di svariati reattivi (tassi d'intelligenza, di artici, di metà, di calligrafia, di abilità specifiche, ecc.); poté così confermare che la correlazione è più alta presso i g. che presso i fratelli unigeniti, più presso i g. dello stesso sesso che quelli di sesso differente. Nei riguardi della calligrafia, solo in pochi casi trovò uguaglianza tale da non permettere la individualizzazione.
L'Halton (1926) vide in una coppia (MZ) di 8 anni; visuata prima in ambiente differente e poi riunita, di scordanze nel carattere poi scomparso, per cui insiste sull'influenza dell'ambiente sulle caratteristiche psichiche.
Nel 1931 Lortig dagli studi di 10 coppie gemellari concluse che l'influenza dell'ambiente è scarsa. L'intelligenza, il sentimento, la volontà sono determinati dall'ereditarietà.
Nel 1931 Looft, studiando l'intelligenza dei g., rilevò che la tardività mentale è concordante nei cogemelli, per cui non dubito che momento determinante siano fattori ereditari.
Vanno segnalati per la loro importanza gli studi successivi condotti, sempre in coppie di g. nei riguardi delle facoltà psichiche, da Lenz (1932), Kuhlmann (1932), Miercke (1934), Brecken (1936) e altri ancora. Nel 1950 Gedda e Miglio studiaron l'atteggiamento dei g. MZ nei riguardi del vestiario in 12 coppie tra i 7 e i 20 anni, concludendo che i g. MZ, pur essendo fisicamente così simili da potersi scambiare i vestiti, è pur desiderando nella quasi totalità dei casi (91,9%) d'endossare vestiti uguali, non usano indifferenzia mente l'abito dell'altro o il proprio, preferendo per la massima parte (87,05%) questo, assai bene riconoscibile da questi.
Elementi importanti per lo studio delle rassomiglianze psichiche dei g. possono esser tratti dal comportamento della loro scrittura che, in una certa percentuale di casi non molto elevata, è simile al punto da non esser distinguibile neppure da periti; sembrerebbe inoltre che la rassomiglianza calligrafica nei cogemelli MZ divenga sempre maggiore con il crescere, dopo i 14 anni di età.
Un'ulteriore valutazione della somiglianza psicologica dei g. può esser tratta dal loro curriculum vitae. Così si vede rassomigliare in modo straordinario la carriera dei g. MZ. Si ricordi l'esempio di Giovanni Ambrogio Bach (padre del famoso Giovanni Sebastiano) e di Giovanni Cristoforo Bach, cogemelli, entrambi famosi musicisti, perfettamente simili, cosicché le stesse mogli non erano capaci di distinguerli, identici nel giuoco, nella pronunzia, nel pensiero, nelle manifestazioni artistiche, che contemporaneamente s'ammalavano e morirono presto uno dopo l'altro. Altri g. vanno ricordati in cui la vita si svolse similisima nelle manifestazioni esterne sociali; così in Augusto e Giovanni Picard, famosi per la loro carriera stratosferica, e in molti altri, di cui non si può trattare diffusamente, ma che anche se per le circostanze della vita vennero a trovarsi separati ebbero egualmente in comune un somiglianza "curriculum vitae". Numerose segnalazioni di tal genere fanno rilevare la importanza dello studio psicologico dei g. attraverso la valutazione globale della loro vita; un tale studio può mettere in rilievo le reali attitudini dei g. l'esistenza della loro concordanza, così frequente nei MZ, molto meglio di quanto non possa un confronto soltanto morfologico sporadicamente eseguito; la dinamica della loro vita nella comunità sociale permette di stabilire un profilo psicologico di ben maggior valore e che spesso sfugge quanti limitano il loro esame alle batterie di test.
La psicologia dei g. può esser studiata da tre particolari punti di vista: 1) dal lato della singola entità individuale che costituisce il gruppo della società gemellare, in confronto tra la psiche del g. e quella dell'unigenito; a) in rapporto alle particolari
condizioni create dalla convivenza nella minuscola
« società intrageminale », nei propri rapporti interni
ed esterni; 3) quale mezzo sperimentale di analogia
per lo studio generico della psiche umana.
Nei riguardi del primo punto, le conclusioni più
importanti nei riguardi della psicologia dei g. pos-
sono sintetizzarsi in quattro leggi: a) la particolare
situazione psicologica determinata dal concepimento
gemellare non diminuisce, dal punto di vista assoluto,
l'efficienza psichica dell'uomo gemello; b) il g. MZ
possiede un'individualità psichica sua personale;
c) l'individualità psichica del g. MZ rispetto al co-
gemello non è sempre proporzionale all'individualità
fisica; d) meccanismi diversi vengono postulati dai
vari autori come determinanti le differenze intrage-
minali che individuano il g. MZ (embriogenetici,
psichici, ecc.).
Nei riguardi del secondo punto, cioè della psico-
logia sociale che riunisce in società intrageminale i
singoli cogemelli, si giunge alla conclusione che:
a) i membri di ogni gemellanza costituiscono una
minuscola società che spontaneamente si manifesta
sopra un fondamento naturale che produce una
sfera psicologica caratteristica, la quale si interpone
fra la sfera psicologica individuale e le altre sfere
psicologiche famigliari, nascendo così una vera «so-
cietà intrageminale»; b) la società intrageminale offre
dal punto di vista psicologico due varietà: la mono-
zigotica e la polizigotica; c) la società intrageminale
non è uniforme, ma realizza una differenziazione
psicologica della società intrinseca ed estrinseca (dif-
ferenziazione dei compiti tra un g. rappresentante
verso l'esterno e uno comandante in seno alla so-
cietà intrageminale); d) i conflitti tra i membri della
società intrageminale obbediscono, per così dire,
alla legge del tutto o niente, futili o, assai di rado,
estremamente gravi; e) la società intrageminale pos-
siede usi e costumi caratteristici (linguaggio erme-
tico, ecc.).
Nei riguardi del terzo punto, lo studio e le speri-
mentazione della psicologia gemellare offre la pos-
sibilità di valutare quanto vi sia d'ereditario nella
psiche umana e quanto da riferirsi all'ambiente. Ri-
guardo a questo argomento si espongono le seguenti
conclusioni: a) l'eredità assume anche nel settore
psichico una parte di grande rilievo; b) il determinismo
ereditario delle attività psichiche è più o meno grande
a seconda delle funzioni considerate; l'influenza ere-
ditaria si fa sentire con una scala di valore decre-
cente sull'intelligenza, il sentimento, la volontà, il
temperamento; c) la quarta dimensione, cioè il tempo,
determina modificazioni nella psiche individuale, la
quale appare contraddistinta da diversi successivi
equilibri nel senso che il poligono delle forze attive
(eredità, ambiente) registra, con il tempo, una rela-
tiva attenuazione della componente ereditaria e un re-
lativo aumento della componente ambientale; d) non
solo la psicologia generale, ma anche la psicologia
applicata all'educazione è interessata a tener conto
delle qualità psichiche costituzionali, onde valutare
i metodi di maggiore efficacia; servendosi della so-
cietà gemellare il metodo è stato usato (America,
Russia) influendo con i mezzi in esame soltanto su
un membro, tenendo l'altro come controllo; e) carat-
teri psichici diversi dimostrano di esser fortemente
tributari dell'impostazione ereditaria di ciò della co-
stituzione; f) il determinismo ereditario della psiche
umana non è assoluto, cioè, pur fornendo l'eredita-
rietà le pietre di costruzione della fabbrica della perso-
nalità individuale, questa sottosta anche ad altri mo-
rimenti causali, tra cui principalmente la libera volontà.
La questione dei g. apre il campo inoltre allo studio
di importanti problemi d'ordine filosofico e teologico, e
contribuisce alle soluzioni di gravi controversie dettrali.
Sin dal passato filosofia e teologia si occuparono dei
g.; così Diogene, Cicerone, s. Agostino, s. Gregorio, ecc.,
spesso con concetti quanto mai imprecisi dal punto di
vista biologico.
Lo studio dei g. potrà portare argomenti ANIMAZIONE (v.) nella dibat-
tura questione dell'influenza immediata dell'anima ra-
zionale al momento del concepimento del nuovo indi-
viduo, o piuttosto dell'influenza mediata o ritardata nel
momento in cui il corpo ha raggiunto quel grado d'or-
ganizzazione tale da renderlo, almeno in potenza, adatto
a una vita intellettuale. Tale concetto di filosofia tomista
segue il Settimane e a tale tesi d'influenza ritardata si
attiene il testé defunto mons. A. Lanza in una mono-
grafia (La questione del momento in cui l'anima razionale è
influenza nel corpo) edita nel Bollettino filosofico (4 [1938],
pp. 211 sgg.; 335 sgg.; 5 [1939], pp. 36 sgg.; 206 sgg.).
Il campionato vesco si esprimeva in tali termini: «Può
ritenersi, pertanto, con una qualche probabilità, che ai
termine del periodo embrionale, che per l'uomo dura otto
settimane circa, quando il processo di accrescimento
acquista già una prevalenza decisa sui processi di for-
mazione, il corpo sia sufficientemente organizzato per
ricevere l'anima razionale; a meno che un processo tera-
tologico non abbia arrestato il comunque deformato lo
sviluppo... Se l'anima umana è infusa da Dio nel corpo
solo dopo che questo ha raggiunto, nella sua organizza-
zione, quel grado di sviluppo che gli conviene perché
possa dirsi specificamente perfetto, è evidente che ogni
qual volta, per qualsiasi motivo, dei processi teratologici
arrestino codesto sviluppo o influiscano comunque sul
medesimo, si dà farlo terminare a un organismo radical-
mente inetto alle funzioni della specie, l'individuo che
ne risulterà non sarà informato dall'anima razionale.
Se dubbio, talvolta, potrà ancora sussistere, esso sarà
prevalentemente di natura fisiologica ed avrà come og-
getto il grado di vitalità dell'embriogene e la sua indipen-
denza funzionale, ove si tratti di mostruosità doppia».
Bral.: Per un'esposizione più ampia di tutta la questione
dei g. e dei problemi che possono sorgere dal loro studio, come
pure per l'ampia bibl. che li riguarda V. L. Gedda, Studio dei
g., Milano 1950.
