FRENOLOGIA. - Da φρήν = mente e λόγος = discorso. Teoria dovuta a F. J. Gall e al suo allievo e
collaboratore J. K. Spurzheim (1808-1809), che sosteneva la corteccia cerebrale esser topograficamente divisibile in ben determinate aree di localizzazione dei vari fenomeni psichici, più o meno sviluppate in rapporto al vario prevalere di questi e capaci di modellare la soprastante superficie ossea, cosicché si potessero, dall'ispezione cranica (cranioscopia) dei corrispondenti rilievi e bozze, diagnosticare le caratteristiche psicologiche del soggetto e determinarne con precisione le particolari attitudini intellettuali e tendenze morali.
(per cortesia del 1870). G. de Nixon
FRENOLOGIA. - Le localizzazioni cerebrali del Gall. Modello di un cranio in cui sono sviluppate le bozze per l'inclinazione alla musica. Le bozze corrispondono ai lobi temporali. Da Gall e Spurzheim.
Già prima, G. Gaspare Lavater (1741-1801), capò dei « fisionomisti », ammettendo un rapporto di correlazione tra le caratteristiche esterne dell'individuo e il suo valore morale, in qualche maniera aveva preparato il concetto e lo sviluppo della f. Il Gall giunse alla formulazione della sua teoria in seguito a lunghe osservazioni condotte sulle varie forme del capo e sul prevalere di questa o quella facoltà istintiva o intellettuale, fin dagli anni della scuola (condiscepoli con memoria robusta, che avevano occhi sporgenti a fior di capo); in seguito completò gli elementi di costruzione, raccogliendo e studiando un gran numero di crani umani e animali. Il Gall volle determinare ed elencare sulla superficie del cranio 27 zone di localizzazione e corrispondenti bozze; Spurzheim perfezionò il sistema portando il numero a 35, classificando le facoltà e le inclinazioni in due ordini, il primo delle facoltà effettive (1° genere: istinti; 2° gen.: sentimenti), il secondo delle facoltà intellettuali (1° gen.: sensi esterni; 2°: facoltà intellettuali che percepiscono l'ente; 3°: facoltà intellettuali che percepiscono le relazioni degli oggetti esterni; 4°: facoltà riflessive che paragonano, giudicano e distinguono). Le aree, progressivamente numerate, venivano così ciascuno a corrispondere, p. es., all'amatività, alla filogenitura, alla combattività, alla stima di sé, alla circospezione, alla venerazione, alla fermezza, ai vari sensi esterni, all'ordine, alla comparazione, ecc. secondo l'una « l'altra delle 35 possibili accidentalità esterne del cranio.
La teoria e le applicazioni pratiche della f. sollevarono da un lato fanatici entusiasmi, dall'altro critiche, ridicolo, lotte, particolarmente in Francia ove il Gall, nato nel 1758 nel Württemberg, si era trasferito nel 1807,

FRENOLOGIA - Localizzazioni craniche secondo Gall e Spurzheim. Da un disegno originale dell'epoca conservato nel Museo di storia della Medicina dell'Univ. di Roma.
dopo esser stato costretto ad abbandonare Vienna a peregrinare due anni per l'Europa settentrionale. Fu accusato, oltre che dai dotti del tempo sul terreno scientifico, dai moralisti di sostenere dottrina antisociale e tendente al materialismo; da tale accusa si difese scrivendo con il suo allievo Spurzheim: Delle disposizioni innate dell'anima e dello spirito, ossia del materialismo, del fatalismo e della libertà morale.
Attualmente, si devono considerare fantastiche le illazioni della f., ma non può negarsi al Gall e al suo allievo il merito di fondatori della dottrina delle localizzazioni cerebrali. Infatti, in primo tempo la f. cadde sotto i colpi del Flourens (1823) che, con le sue ricerche sulla fisiologia del sistema nervoso e con il metodo delle demolizioni sperimentali progressiva degli emisferi cerebrali, sembrò dimostrare che l'azione del cervello è uniforme, mantenuta nella intera complessità delle sue funzioni anche solo da una piccola porzione dell'organo, solo risultandone diminuita proporzionalmente l'intensità. Ma le esperienze posteriori di G. B. Bouillaud (1825), P. Broca (1861), Hitzig e Fritsch (1870), Ferrier (1873-1875), L. Luciani (1878), H. Krause (1884), Beavor e Horsley (1890), Grünbaum e Sherrington (1901-1903), ecc., usando il metodo dell'osservazione clinica congiunta a quella anatomopatologica nell'uomo o eccitando direttamente le varie zone della corteccia cerebrale negli animali superiori (cane, scimmia) e fin'anche nell'uomo, dimostrarono «che tutte le parti del cervello propriamente detto non hanno le stesse funzioni, che il complesso delle circonvoluzioni non costituisce un solo organo, ma molti organi o gruppi di organi, e vi sono nel cervello grandi regioni distinte, corrispondenti alle grandi regioni dello spirito» (P. Broca, in L. Luciani, op. cit. in bibl., p. 674).
In tal guisa, nel giro di poco più di un secolo, naufragata nel ridicolo della «Craniomania» (produzione teatrale satirica di Kotzebue a Berlino) la topografia cranica della f., si vede risorgere tutta una nuova architettura di localizzazioni cerebrali, cosicché oggi si parla di «are «carte geografiche» della corteccia cerebrale, suddivisa in 109 campi citosarchitettonici da Von Economo, in 50
da Brodmann. Né può dirsi che si tratti soltanto di localizzazioni motorie, come dalle ricerche dei primi sperimentatori, ma di funzioni che per la loro complessità di meccanismo e finalismo assumono un contenuto a un portato psicologico (v. LOCALIZZAZIONI CEREBRALI).