FOBIA. - Dal gr. φόβος = paura, particolare forma di idea che intempestivamente, ostinatamente, a dispetto della volontà del soggetto, s'incastra nel corso del pensiero deviandolo a sé, satura d'intensa carica emotiva e di esagerato timore che la deprecata rappresentazione mentale possa divenire reale o tradursi in azione. La f. o ossessione emotiva, accanto all'ossessione impulsiva e all'ossessione intellettiva, rappresenta elemento di costruzione del quadro della «psicosi ossessiva» (v.) o psicastenia.
Il dubbio e il timore irragionevole possono avere come oggetto la paura d'insudiciarsi (τυφόφοβια), o di ammalarsi, genericamente o d'una ben determinata malattia (πατόφοβια), l'ansia di dover morire (ταπατόφοβια), o d'esser seppelliti vivi (ταφόφοβια), o lo sgomento d'avventurarsi in vasti luoghi aperti (αγοράφοβια), o angusti (ελαστροφοβια), o d'arrossire fuor di luogo (ερευτοφοβια) e così via; l'importanza psichica, frequente nella neuropsicastenia, può esser legata a un meccanismo fobico e rivestire tutta la penosa sintomatologia psichica.
La lucidità del soggetto, l'incapacità sua a liberarsi da solo dalla schiavitù dell'idea ossessiva, l'investire questo, di solito, un campo a lui scrupolosamente caro, determinato spesso la carica emotiva che normalmente dà tensione alla f. e la rende dolorosissima.
L'individuo affetto da f. ha coscienza dell'ammalità del complesso ideo-affettivo che con esasperante costanza l'avvince o periodicamente l'assale; ciò nettamente distingue questa specie di «follia lucida» delirio (v.) proprio delle psicosi degenerative, paranoia (v.), in cui la mancata coscienza dell'anormalià dell'idea parassita svela il difetto delle facoltà più elevate della mente e pone il carattere di malattia mentale (v. MALATTIE). Al contrario, le attività psichiche del fobico si svolgono ordinatamente ed efficaci, senza subir danni per il doloroso parassitismo della sua particolare f.
Per la valutazione morale e giuridica, V. PSICOSI OSSESSIVA.