DELIRIO. - Errore morboso dell'apprezzamento e del giudizio non modificabile da sensazioni ed esperienze contrarie, ragionevole critica altrui, evidenza di fatti opposti. Organizzato in un saldo complesso ideativo-emozionale, il d. diviene invincibile per l'esaltato tono affettivo, le alterazioni psico-sensoriali (illusioni, allucinazioni), i disturbi della memoria, la deficiente maturità intellettiva e critica del soggetto. Presente in molte malattie mentali, assume una costruzione organica sistematizzata nella paranoia, costituendo un edificio saldo, coerente e logico a determinate premesse irreali.
Giuseppe de Ninno