DISTIMIA. - Anormale variazione della vita affettiva d'individui psicopatici oscillante tra l'esaltazione maniacale (v. MANIA) e la depressione melanocitica (v. MELODIA) non motivata dalle circostanze esterne (cause endogene). Le d., costituiscono in modo particolare gli elementi di costruzione della psicosi maniaco-depressiva. Possono aversi, d'altra parte, quadri distimici nel corso delle più differenti malattie nervose e mentali in cui le variazioni dell'umore dell'individuo rappresentano uno dei sintomi o episodi transitori e non specifici della malattia.
Così nell'epilessia, con tendenza all'irritabilità, alle forme cupe, tristi, pessimistiche, ansia, durature, assunendo l'inferno un contegno sospettoso e violento; nella demenza paralitica progressiva, con esaltamento maniacale, euforia, eccitabilità psicomotoria; nella demenza senile e dell'età climatica (v. CLIMATERICA, ETÀ), con tendenza alle forme depressive melanocitiche; nell'alcolismo (v. cronico; nella demenza precoce o schizofrenia (v); nell'isterismo. Di alcune forme distimiche può rimanere il dubbio di quanto appartenga a cause esterne di ambiente familiare e sociale oppure a cause endogene costituzionali; spesso scorgiamo negli individui una variabilità quasi seriale tra l'indole cicloidale (v. INDULTO) con facile instabilità, malamente motivata, dell'umore e le vere e proprie forme di d., da classificarsi tra i quadri patologici morbosi.