MELODIA

MELODIA. - È l'essenza della musica, la sua vita sostanza che si organizza in discorso e in esso svolge un pensiero musicale.

Poiché un allineamento orizzontale di suoni non può non suggerire armonie, anche se queste restano sottintese, ogni m. è portatrice delle relazioni sonore inerenti al suo stesso complesso di suoni (al suo campo). E poiché ognuno dei suoni formati la m. nel doppio ordine della successione e della simultaneità ha una sua durata (precisa o imprecisa), la m. è anche necessariamente ritmo. Ma nessuna successione e simultaneità di suoni esiste in realtà, indipendentemente da un corpo vibrante che produca i suoni stessi: la m. perciò è anche timbro. Essa unifica tutti gli elementi del discorso musicale.

È universalmente ammesso che l'essenza della musica è vocale: pertanto il carattere di vocalità è fondamentale anche nella m. (si ricordi però che vocale non coincide con cantabile, nel senso corrente di facile ed evidente simmetria lineare).

Le principali forme della m. sono le seguenti.

1) Forma strofica. - Le forme strofiche di poesia musicata determinano (però non sempre) analoghe strutture strofiche della musica ad esse associata. Tale stroficità della musica raggiunge il più elementare ordine simmetrico nella m. «quadrata», in cui i 2 primi incisi, di 2 battute ognuno, formano la prima semifrase, che aggrappandosi alla seguente di eguale ampiezza forma la frase di 8 battute: 2 frasi costituiscono il periodo quadrato (16 battute). Contrazioni, dilatazioni di incisi o di frasi possono produrre una quadratura irregolare. Il tipo quadrato si riscontra nelle forme di canzone, di Lied, di inno, e, indipendentemente da un testo poetico, nelle forme di danza (m. strofica strumentale). Ma stroficità non significa sempre quadratura, come strofa non significa sempre verso. Anche un testo non versificato può avere stroficità, e così il discorso musicale è strofico se procede per periodi chiusi ma non perciò di 16 battute.

2) M. multipla (o tematica). - Nella polifonia, il discorso è intessuto di temi che si agganciano fra loro, si riproducono, si modificano, ne generano altri, passano dall'una all'altra voce, impregnando di sé tutte le parti.

3) M. infinita. - Libera da simmetrie cadenzali e da conclusioni di natura strofica, non perciò procede senza una sua logica, ma quest'ultima si riduce a una pura necessità di effusione in continuo rinnovamento. I più luminosi esempi son dati dal canto melismatico nella liturgia (graduali e alleluia gregoriani; psalmi e alleluia ambrosiani). Edgardo Carducci Agustin