MELOTERAPIA. - Terapia per mezzo della musica. Il principio che ha fatto sorgere questo soccorso terapeutico è stato quello generale, impropriamente ritenuto magico, del « similia similibus », e cioè che, come la musica è indice di perfetta armonia, così lo stato morboso ne è quello di rottura; perciò applicare la terapia musicale a chi è ammalato vale a ricondurre in lui quell'armonica proporzione che egli aveva perduto, e quindi ricondurlo in stato di sanità.
L'idea meloterapica si fa risalire a Pitagora, ma esempi se ne trovano sparsi ovunque (ricordare il benefico influsso calmante che aveva il suono della cetra di David sulle crisi violente di Saul). Per il suo effetto ora eccitante, ora calmante, si dice che molti si siano giovati della musica per eccitare analoghi stati in individui isolati o su intere comunità. Asclepiade di Bitinia (secc. 1-11 a. C.) la consigliava nella psicopatie. Nel Rinascimento era così diffusa che Rabelais, satireggiando, immagina una

Il '600 e il '700, nonché il secolo scorso, si valsero della
m. e se ne raccontarono mirabilia. Mesmer nelle sue
« sedute » faceva suonare della musica; Lichtenthal, nel
sec. XIX, scrisse il Medico musicale. Una speciale menzione
va fatta per quella particolare musica con la quale si cu-
ravano nel '600 (e oltre) coloro che erano stati morsi
dalla tarantola (onde il nome di « tarantella » alla musica
stessa). A parte il lato psicologico del suscitare per sim-
patia stati d'animo nell'individuo, analoghi a quelli
espressi dal « pezzo », sembra che la musica abbia un'azione
anche su gli animali (maggiore secrezione lattea nelle
mucche) e su processi nei quali la suggestione non ha
valore (cicatrizzazione delle ferite, ecc.).