MEDICINA. - Per m. s'intende qualsiasi espressione di difesa contro il male, sia essa basata su la conoscenza empirica o sia frutto di interpretazione e di speculazione fatta per combattere le malattie, alleviarne i sintomi dolorosi e, in un modo o nell'altro, rendersi ragione dell'entità morbosa.
Sotto tale punto di vista, l'arte salutare comprende sia il più crudo empirismo, proprio dei popoli primitivi e di quelli delle nostre campagne, sia le pratiche stregonesche, sia il ricorso al preternaturale e al soprannaturale, sia, infine, quel corpo di cognizioni, che forma il patrimonio della scienza attuale. Qui ci

In origine l'interpretazione dei fenomeni patologici e del conseguente sforzo di allontanarli è stata inquadrata in un concetto religioso ed animistico. Così le malattie furono interpretate come effetto di punizione o di ira divina, quando non furono personificate in entità misteriose, invisibili, ma sensibili nei loro tristi effetti.
L'interpretazione naturalistica dei fenomeni biologici e fisio-patologici ha inizio nel sec. VI a. C. nelle scuole italiane (Bruzio, Sicilia) e specialmente per opera di Alcmeone di Crotone e Empedocle di Agrigento. Nasce allora il principio dell'esperimento biologico e nei primi tentativi d'indagine (v. ANATOMIA; FISIOLOGIA) si formula la prima legge biologica dell'isonomia, che stabilisce la base della salute nell'armonia e proporzione delle parti costituenti l'organismo. Anche la m. pratica ha in Crotone un notevole impulso con Democede. Il dottrinario medico biologico, attraverso il concetto dell'elemento empedocleo, si trasforma nel principio umorale nella scuola di Coo dove Ippocrate (v. 460 a. C), delineando la perfetta figura del medico, moralmente e professionalmente getta le basi della vera m. Nasce la clinica e con essa la semeiotica; si scrivono i primi libri medici raccolti poi sotto la denominazione complessiva di Corpus Hippocraticum. Dalla Grecia la m. passa in Alessandria dove Erofilo ed Erasistrato fondano due celebri scuole. Dedicate queste prevalentemente allo studio anatomico e fisiologico, si ebbe, quale reazione, il sorgere della scuola empirica (sec. III a. C.) per opera di Fillino di Coo e di Serapione di Alessandria, scuola che, abbandonando
ogni dottrinario, si basò sul celebre tripode: autopsia, analogia, historicon. Le scuole alessandrine dopo qualche tempo degenerarono inquinandosi di magismo.
La m. in Roma si riallaccia, per la cronologia, all'epoca greco - alessandrina. Sorta con elementi autoctoni di empirismo e di interpretazione magica e religiosa, Roma per seicento anni non ebbe medici riconosciuti, aiutandosi con la m. domestica, con le invocazioni agli dèi indigeni (etruschi, laziali), con le disposizioni di legge riguardanti la salute pubblica. Esponente della m. domestica è Catone il Vecchio. Nel 290 a. C. venne introdotto il culto di Esculapio dalla Grecia e dopo poco si ebbero le prime im-


La fondazione di queste scuole si aggira dal 50 a. C. al 100 d. C. L'elemento romano è rappresentato da Celso, autore del De re medico (25-35 d. C.) e da Plinio, naturalista più che medico. La massima espressione della m. in età romana è data da Galeno (v. 138-201), eclettico che riunì quanto c'era di buono nei vari dottrinari e ne costituì uno che rimase inattaccabile per 15 secc. e più. Mentre in Oriente si prosegue con le scuole bizantine di cui furono esponenti Oribasio, Ezio, Alessandro e Paolo (secc. IV-VII).
In Occidente, dopo la breve parentesi del Regno di Teodorico, in cui, CASSIANO (v.), anche la m. fu in auge, la cultura si disperde. La si ritrova però ancora nelle scuole monastiche dove si coltivano orti di semplici, s'istruiscono monaci infirmari, si aprono infermerie ed ospedali. Anche nelle scuole cattedrali si studia la «fisica», cioè anche la m. Tale movimento di m. monastica (v. MONACHISMO) e chiericale non ha lunga vita (sec. VII-X) e si conclude con il sorgere della m. laica, di cui esempio più noto fu la scuola salernitana, chiericolaicale sul principio, laica in seguito. Essa dà sue prime notizie intorno al sec. X, ed il suo periodo di splendore si chiude nel sec. XIII con il sorgere delle università. Ogni disciplina medica e chirurgica vi fu coltivata con grande onore; tra i migliori suoi esponenti: l'arcivescovo Alfano, Guarimpeto diacono, Pietro chierico, il monaco Costantino l'Africano, la famiglia dei Plateri, dei Ferrari, i chirurgi Ruggero e Rolando, gli oculisti Zaccaria, Benvenuto Grafeo, gli urologi Ursone, Gille di Corbeil e Mauro.
Né mancarono donne: l'ostetrica Trotule, Abella, Calenda, ecc. L'opera più nota fu il Regimen Salernitanum. Coeva alla scuola salernitana fu quella di Montpellier che ne fu rivale ed ebbe anch'essa ottimi cultori se pure minor fama.
Parallelamente si sviluppava in Oriente la scuola araba continuatrice anch'essa della cultura classica attraverso le scuole che i nestoriani e la scuola di Atene, chiusa da Giustiniano, avevano fondato in Siria, Menopotamia, Persia. Gli Arabi dettero incremento alla terapeutica e all'alchimia, che dette origine alla farmacia, e scissero notevoli opere diventate fondamentali in Occidente, quando l'arabismo vi fu introdotto specialmente per opera di Costantino l'Africano. Principali esponenti ne furono Mesue il Vecchio e Sempione il Vecchio (secc. IX-X) per il primo periodo, Rhazes (850-923), Avicenna (980-1037), Abulcasis (1013-1106) per il secondo, Averroë (1126-98), Avenzoar (1113-62), Maimonide (1135-1204) per il terzo. L'arabismo si introdusse in Europa specie nelle scuole di Montpellier e di Padova.
Con il sorgere delle università, la m. trovò la più naturale e sicura espansione. Fu celebre la scuola di Bologna, dove insegnò Taddeo degli Alderotti (1223-95) instauratore del metodo clinico; Torrigiano dei Torrigiani (m. nel 1327); Buono, Dino e Tommaso del Garbo. L'anatomista Mondino de' Liuzzi (1270-1326) vi introdusse lo studio anatomico sul cadavere; Ugo e Teodorico de' Borgognoni (1205-98) vi insegnarono e praticarono la chirurgia introducendo importanti modifiche nella cura delle ferite.
Al pari della bolognese, ebbe fama la scuola di Padova, di tendenze averroistiche; vi insegnavano Pietro d'Abano (1250-1316), i S. Sofia, i Dondi dell'Orologio, ecc. La chirurgia in Italia ebbe i massimi esponenti in Guido Lanfranchi (secc. XIII-XIV) e Guglielmo da Saliceto (1210-77), oltre il già citato Teodorico.
All'estero si resero famose le scuole di Montpellier dove insegnò Arnaldo da Villanova (1235-1315), uno degli assertori della libertà del pensiero scientifico al pari di Ruggero Bacone (1214-92). Chirurgi stranieri furono Henry de Mondeville, Guy de Chauliac (n. nel 1300), Jean Yerman, ecc.
Il Rinascimento si annuncia con la anatomia (v.) e con la scoperta della circolazione del sangue (v. FISIOLOGIA). In m. Teofrasto Paracelso (1493-1541) rivoluziona il vecchio pensiero instaurando il concetto chimico-biologico e G. Fracastoro (1478-1553) dà la prima notizia del mondo microbico nel suo De contagion et contagiosis morbis. Sono da ricordare inoltre F. Ingrassia (1510-80), G. B. Codronchi (1547-1628) e F. Fedele per la m. legale; G. Cardano (1501-76) per la psichiatria e criminologia, G. Mercuriale, G. Trunconi, O. F. Ferrari, ecc. per la pediatria. La chirurgia vanta i nomi di A. Paré (1510-90), di M. Santo (n. nel 1488) per l'operazione della pietra; di C. Bartisch per l'oculistica (1583); di B. Maggi per le amputazioni, ecc. In ostetricia si introduce la cesarea su donna viva.
Il vero rinascimento scientifico ha inizio nel sec. XVII per opera principalmente di G. Galilei con l'instaurazione del metodo sperimentale. L'anatomia allarga i suoi confini nell'indagine microscopica (v. ANATOMIA) e la fisiologia getta le sue prime basi. In m. si profilano i due orientamenti iatrochimico e iatromecanico con a capo, rispettivamente, G. B. von Helmont (1577-1644), F. de la Boe (1614-72), S. Santorio (1561-1636) e A. Borelli (1608-79), mentre l'indirizzo clinico ipocratico viene ripreso da T. Sydenham (1624-89). Medici degni di ricordo sono G. Baglivi (1668-1707), L. Bellini (1643-1704), G. M. Lancisi (1654-1720) ed altri. Ha inizio l'anatomia patologica; la chirurgia si rinnova nella cura delle ferite per merito di C. Magati (1579-1647). Chirurgi degni di ricordo sono pure M. A. Severino (1580-1656), P. E.
Dionis (m. nel 1718), F. Hildanus (1560-1634). In ostetricia si hanno l'invenzione del forcipe per merito di P. Chamberlen (1647) e l'opera di F. Mauriceau (1637-1709), di S. Mercuri ed altri. In psichiatria va ricordato P. Zacchia (1584-1659) che fu prevalentemente medico legale, autore del primo trattato organico in tale materia. Nella dermatologia D. Cestoni (1637-1718) e G. C. Bonomo scoprirono l'origine parassitaria della scabbia (acaro); in terapia, l'azione antipiretica della corteccia della china (1640) sul quale argomento F. Toti scrisse la sua celebre opera. B. Ramazzini (1633-1714) fu instauratore dell'igiene professionale. F. Folli ideò il sistema della trasfusione del sangue (1654) e venne introdotta in pratica la tecnica dell'iniezione endovenosa.
Il vecchio pensiero medico, non ancora vinto, nel sec. XVIII riaffiora nell'opera di G. E. Stahl (1660-1734), animista, e in parte in F. Hoffmann (1660-1742). Da questo, attraverso W. Cullen (1712-90) e G. Brown (1735-88), prende vita il concetto dell'importanza del sistema nervoso nella determinazione dei fenomeni vitali, fino a giungere alla teoria sovvertitrice di G. Rasori, dello stimolo e del contro stimolo (1766-1837), che si oppone all'umoralismo ipocratico. Così esplode il conflitto che è la crisi tra il vecchio pensiero e quello moderno. Un ritorno ad antichi concetti si ha nell'astrologismo di F. Mesmer (1734-1815) mescolato a intuizioni di magnetismo, mentre S. Hahnemann (1755-1843) crea l'omeopatia (v.) in netto contrapposto alla m. ufficiale. Per merito di G. B. Mongagni l'anatomia patologica si pone a fianco della clinica.
L'indirizzo ipocratico è seguito da E. Boerhaave (1668-1738) e da von Swieten (1700-72), mentre in Italia si distinguono D. Cotugno e G. B. Borsieri (1725-87). Nella semeiotica va ricordato che per opera di L. Auenbrugger si ebbe l'introduzione della percussione (1781). La chirurgia progredì per merito di A. Scarpa (1752-1832), di G. A. Brambilla (1728-1800) che fu chirurgo militare, di J. e W. Hunter, P. Port, L. Heister, ecc. L'ostetricia si sviluppa specialmente in Francia per merito di N. Puzos (1686-1753), A. Levret (1703-80), G. Palfyn (1650-1730). In Italia sono da ricordare P. Assalini (1759-1840) e F. Asdrubali (1756-1832); in Inghilterra W. Hunter e W. Smellie. L'oculistica si perfeziona specialmente nella operazione della cataratta (G. Daviel e A. Maitre Jean). Il trattamento degli alienati diventa umanitario per merito di V. Chirurgi (1759-1820) mentre F. Pinel (1745-1826) studia più teoricamente la pazzia e G. Gall (1758-1828) frenologia (v.). L'organizzazione dell'igiene pubblica trova un tenace assertore in P. Frank (1745-1821) autore di un trattato di m. politica. Si diffonde e si afferma la idroterapia, mentre la elettroterapia fa i primi passi. La m. preventiva acquista un'arma preziosa contro la epidemie di vaiolo, nella vaccinazione scoperta da E. Jenner (1749-1823) nel 1796. In tal modo la m. si avviava verso la definitiva sistemazione che doveva verificarsi nel sec. XIX.
Lo sviluppo dell'anatomia patologica sempre più intimamente collegato con la clinica, la instaurazione della scienza microbiologica modernamente intesa, i progressi della semeiotica, l'applicazione cosciente dell'antisepsi e la scoperta dell'asepsi, l'attuazione della narcosi chirurgica, il raffinarsi della tecnica, il moltiplicarsi dello strumentario, lo sviluppo delle scienze collaterali e molte altre ragioni ancora fecero sì che la m. finalmente, nel sec. XIX, riuscisse a emanciparsi da un passato cui era ancora, a sua stessa insaputa, tanto vincolata.
A parte gli sviluppi della biologia, della fisiologia, della anatomia che moltissimo contribuirono a quello della m., due principalmente furono gli artefici della sua nuova vita: l'anatomia patologica e la microbiologia. La clinica, per suo conto, ebbe a trarre vantaggi preziosi dalla ascoltazione, introdotta da G. Laënnec (1781-1826) con lo stetoscopio e con i vari esami di laboratorio che, iniziati con il Cotugno nel secolo precedente, ebbero nascita ufficiale con il Bright e con il Fehling. Nel 1895 G.
Roentgen (1845-1923) scopre i raggi X, aprendo un nuovo campo alle indagini. La batteriologia viene elevata a scienza da L. Pasteur (1822-95) su le precedenti scoperte di microbi, di cui A. Bassi (1773-1856) ebbe la priorità. A R. Koch (1843-1910) si dovette il perfezionamento della tecnica e la scoperta di numerosi agenti patogeni, tra cui quello della tubercolosi. L'anatomia patologica ebbe assertori come il Laënnec, R. Virchow (1821-1902), instauratore della patologia cellulare, il Cruveilhier, lo Charcot, ecc.
Da E. Metchnikoff (1845-1916), H. Buchner, E. Behring (1854-1917) hanno inizio gli studi sull'immunità che, per merito di quest'ultimo, conducono alla scoperta della sieroterapia. Intanto la clinica medica vanta i nomi gloriosi: G. Laënnec, G. Skoda, G. N. Corvisart, F. Broussais, R. Bright, M. Bufalini, S. Tommasi, G. Baccelli, A. Cardarelli, A. De Giovanni, A. Murri, C. Forlanini, al cui nome è legata la cura del pneumotorace (1882); la neuropsichiatria moderna riconosce in M. Charcot (1845-93) il principale instauratore, mentre C. Lombroso, (1836-1909) fonda la moderna criminologia; la dermatologia nasce nelle scuole di F. Hebra (1815-80) e di P. Unna (1850-1929), mentre F. Ricord (1799-1880) pone la classica differenza tra blenorragia e sifilide. La chirurgia si avvantaggia della scoperta dell'antisepsi, attuata da E. Bottini (1837-1905) e G. Lister (1827-1912), ma già precorsa in ostetricia da J. F. Semmelweis (1818-65), e dalla narcosi attraverso i tentativi di O. Wells (gas esilarante), Jackson e Morton (etere), Simpson (cloroformio). Conseguenza degli studi di Pasteur, l'antisepsi cede il posto all'asepsi, mentre la farmacologia entra in un campo nettamente sperimentale; viene ideata la siringa per iniezioni da Pravaz nel 1851 e G. Baccelli nel 1890 riprende l'uso delle iniezioni endovenose. Gli studi di P. Ehrlich sugli arsenobenzoli aprono la via al nuovo campo della chemioterapia di cui i sulfamidici sono la più recente conquista. L'endocrinologia, assurta a tanta importanza attualmente, ebbe origine nel 1889 con le esperienze di Brown-Séquard di ringiovanimento delle cavie mediante iniezione di estratti testicolari. Lo sviluppo dell'idroterapia si ricollega al nome di V. Prassnitz (1799-1851); nel 1898 i coniugi Curie scoprono il radium, mentre l'elettro-roentgen-terapia assumeva maggiore e migliore sviluppo. La m. preventiva si sviluppò nel campo della profilassi antimalarica con la scoperta di G. B. Grassi dell'agente trasmettitore, la zanzara anofele, e con la descrizione del ciclo vitale del parassita malarico degli uccelli (R. Ross) e dell'uomo (Grassi).
La m. attuale segna un ritorno alla tendenza ippocratica, tanto da esser detta neo-ippocratica. D'altra parte, l'alto perfezionamento della tecnica e delle scienze collaterali alla m. forniscono tali ausili alla clinica da renderne assai facilitato e più ridotto il compito. Le basi fondamentali della m. del sec. xx sono ancora quelle della fine del secolo precedente, con l'aggiunta di una più ampia conoscenza dei fenomeni fisio-patologici; una minuziosa investigazione dei reperti anatomopatologici, una sottile sperimentazione nel campo della patologia generale e della clinica permettono una più esatta interpretazione della patogenesi dei fenomeni morbosi; intanto i progressi della batteriologia e gli studi ancora in atto sugli ultravirusi aprono nuovi orizzonti alle conoscenze biologiche generali, ampie probabilità di modificare taluni concetti classici etiologici e patogenetici, efficaci mezzi di cura con sieri e vaccini. Intanto la parassitologia illumina sempre meglio punti oscuri sulla trasmissione di alcuni morbi e sulla conoscenza dell'agente causale e dell'ospite intermedio, rendendo più facile ed efficace la lotta contro la parassitosi.
Su tali basi, un balzo innanzi hanno fatto le conoscenze patologiche e i mezzi curativi delle malattie del sangue, dei suoi elementi morfologici, degli or-
gani emopoietici (midollo osseo, milza, glandole linfatiche), prima assai limitate. Similmente le malattie dell'apparato renale divengono assai meglio note per merito delle progredite conoscenze chimicobiologiche e del perfezionato esame funzionale. Inquadrate nel moderno concetto di «allergia», l'asma bronchiale, la pollinosi, le intolleranze alimentari, l'urticaria, le crisi anafilattiche e le malattie da siero, le idiosincrasie mostrano una base patogenetica comune; le malattie degli organi a secrezione interna (v. ENDOCRINE, GLANDOLE, GLANDOLE) hanno aperto un nuovo orizzonte allo studio della patologia e della costituzione. Collateralmente, sempre più vasta importanza assumono le cosiddette malattie da carenza, vitamine (v.) la cui conoscenza, giorno per giorno, si estende, scoprendo insospettati orizzonti.
La chirurgia, per l'elevata perfezione raggiunta dallo strumentario d'indagine e di lavoro e dalla raffinatezza tecnica, si slancia ai più arditi interventi nel campo neurologico, polmonare, circolatorio.
La profilassi e l'igiene, ricche degli aiuti della microbiologia, della parassitologia, della climatologia, dell'epidemiologia, riescono ad evitare il diffondersi delle malattie infettive; mentre la terapia, agguerrita di mezzi sempre più efficaci, fino agli antibiotici (penicillina, streptomicina, cloromicetina, ecc.) in continuo perfezionamento riesce vittoriosa su un largo raggio di malattie infettive.