MEDIUM

MEDIUM. - Indica la persona capace, per le sue particolari facoltà, di fungere quale intermediario tra noi e i morti. Ma essendo l'ipotesi spiritica grauita o, forse in qualche caso, soltanto probabile (v. METAPSHICICA; SPIRITISMO), logicamente, tale vocaboloso dovrebbe essere abbandonato; tuttavia non solo è rimasto nell'uso, ma, prescindendo, o meno, dalla interpretazione spiritica, viene generalmente adoperato a designare quei soggetti che, per le loro particolari caratteristiche, sono ritenuti agenti indispensabili alla produzione dei fenomeni metapsichici.

Si è molto discusso sulla pretesa necessità dei m. nelle esperienze di metapsichica; alcuni ne legano, ritenendo assurdo parlarne quando nemmeno si conosce la natura del medianismo e, perfino, non si sa se questo esista. Un fatto è però sicuro: i fenomeni metapsichici non avvengono che in presenza dell'uomo; anzi, quelli più straordinari si verificano normalmente soltanto mediante la partecipazione di determinate persone annoverate fra i grandi m.». Se quindi, almeno in alcuni casi, l'uomo ne è agente necessario, dobbiamo concludere sulla esistenza di facoltà speciali, produttive dei fenomeni, in maniera, se non adeguata, certo indispensabile; a parte la scelta della denominazione «m.» o di altre differenti.

L'ammissione del fatto, però, niente ha da vedere con la natura e con l'azione intrinseca del medianismo, delle quali si deve confessare finora la più assoluta ignoranza. Teorie e ipotesi di lavoro proposte dagli autori non hanno avuto sicura conferma sperimentale, ma si presentano solo probabili e limitatamente a qualche caso. Così, p. es., si è pensato che i fenomeni medianici siano causati da una particolare energia e materia (ectoplasma) emesse dal m. nel cosiddetto stato di «transe»; ma, a parte la natura ipotetica e quindi sconosciuta di tale quindi rimane sempre nella più profonda oscurità il come ciò si verifichi, cioè perché il m. sia capace di simili operazioni e come realmente le effettui. Per cui tutto appare un complesso di misteri che cerca appoggio su altri misteri. Vanno tuttora il tentativo di penetrare nell'intimo meccanismo dell'azione mediana. Si è cercato, almeno, di fissare qualcuno degli elementi estrinseci della personalità del m.; anche qui, però, senza frutto, perché in contrapposto a evidenti note di suggestionalità e psico-neurosis riscontrate in parecchi soggetti, altri ne appaiono completamente indenni (v. G. C. Barnard, Il supernormale, Roma 1949, p. 113 e sgg). Anche la «transe», particolare stato di «assenza» psichica e di «autonomia», non sempre totale, dall'ambiente circostante, congiunto spesso a particolari manifestazioni neurovegetative (rossore, pallore, sudorazione, ecc.), in cui il m. verrebbe a trovarsi durante le esperienze, non è comune a tutti i soggetti e sembra DESPOTISMO (v.) e al meccanismo suggestivo che li provoca.

Concludendo, pur ammesso il medianismo come fatto

empirico, è impossibile a tutt'oggi determinare le caratteristiche d'azione intrinseca, e perfino quelle esteriori di temperamento e di personalità in quelli che ne sono i soggetti più evidenti e più rappresentativi. Né a tale scopo ha significato importante, in ordine all'intima ragione dei fatti e delle cause che li producono, la distinzione pratica, proposta da alcuni autori, in «m.» a effetti fisici» e «m.» a effetti psichici»; egualmente altri sistemi di classificazioni ancor più complicate (Ch. Richet, W. Mackenzie, F. Palmés, H. Price, ecc.).

Dal punto di vista etico e cattolico, l'esercizio della medianità deve essere giudicato alla stregua dei principi enunciati alla voce METAPSICHICA, cui si rimanda anche per la descrizione dei fenomeni medianici. In particolare, il medianismo è moralmente vietato quando si attua nel campo dello spiritismo; non così invece, in linea generale, se i fenomeni non riguardano che la metapsichica quale oggetto di ricerche scientifiche. Tuttavia, l'attività mediana può e deve essere proibita ogni qualvolta, come spesso avviene, risulti gravemente dannosa alla salute, soprattutto mentale, soggetto che la effettua.

BIBL.: oltre le opere citate alle voci CHIAROVEGGENZA e METAPSICHICA, v.: A. Kardec, Le livre des mediums, Parigi 1861; C. Richet, Les hallucinations télépathiques, ivi 1892; E. Boira, Le psychologie innocue, ivi 1912; A. Gemelli, Spiritismo e spiritisti, Milano 1920; G. Giovannozzi, Spiritismo, Torino 1921; A. Zucchi, Lo spiritismo e la sopravvivenza dell'anima, Roma 1922; F. Koehler, Geist und Wunder, Berlino 1927; G. Calligaris, Telepatia e radio-odecerebrali, Milano 1934; G. Trespioli, Spiritismo moderno: i fenomeni, ivi 1934; id., Spiritismo moderno: rimaranzione, ivi 1936; id., Ultrafania, ivi 1936; A. Pappalardo, Dizionario di scienze occulte, ivi 1939; H. Thurston, La Chiesa e lo spiritismo, ivi 1939; F. Palmés, Metapsiquia e spiritismo, 2a ed., Barcellona 1950; vers. it., Roma 1952. Alighiero Tondi