ENCEFALITE

ENCEFALITE. - In senso assoluto, il termine dovrebbe indicare esclusivamente i processi morbosi di natura infiammatoria che colpiscono la massa dell'encefalo, sia nella sostanza grigia (polioencefaliti) che in quella bianca (leucoencefaliti o c. demichinizzanti). In pratica, vengono indicate genericamente con il termine di c. forme in cui l'elemento causale può non essere infettivo e le lesioni anatomopatologiche non propriamente quelle classiche dell'infiammazione; in esse operano fattori tossici, ovvero non dimostrabile, e solo presuntiva, l'azione di un virus; per esse più esatta sarebbe l'espressione di « pseudoencefaliti » o « encefalosi ».

Una tale incertezza e improprietà di termini è indice della frequente difficoltà di mettere in evidenza l'elemento causale e del presentarsi a volte l'e. come manifestazione secondaria nel corso di vari processi morbosi infettivi (azione diretta del virus e delle sue tossine), di intossicazioni esogene (alcool, piombo, medicamenti, ecc.) o endogene per alterato ricambio (diabete, nefrite, tossicosi gravidiche, avitaminosi, disendocrinie, ecc.). L'e. può svolgersi in forma acuta a acutissima, così da

provocare la morte in 1-2 giorni (e. epidemica) o con andamento cronico e sintomatologia progressiva. In rapporto all'alta dignità anatomica e funzionale del tessuto colpito, l'e. s'accompagna sempre, più o meno, e sintomatologia nervosa (anestesie e paralisi corrispondenti alla topografia dei focolai, particolarmente nelle forme circoscritte purulente degli ascessi cerebrali), o anche psichica con diminuzione o deficit completo della coscienza (v. coma), o parziale delle varie attività elementari che la costituiscono e di cui sono la manifestazione (interesse, attenzione, percezione, memoria, intelligenza, volontà, affettività), o del carattere morale. Particolari danni vengono inferti, oltre che alla funzionalità nervosa, alla personalità psichica dell'individuo, se l'e., particolarmente se associata a meningite, si svolse nel periodo fetale e infantile della vita; in tali casi, l'encefalo in via d'evoluzione subisce guasti e arresti di sviluppo a volte così lievi da essere malamente dimostrabili dal punto di vista anatomopatologico, sempre tali da produrre vere psicosi (v. PRENASTENIA). Tali « minorati psichici » sono degni della maggiore considerazione, oltre che dal punto di vista medico, da quello educativo, giuridico, morale, suscettibili di cure, parziale ricupero e utilizzazione sociale, sia pure su un piano di valori meno elevato. Negli adulti, a sviluppo encefalico ormai completo e patrimonio ideativo acquisito, possono aversi danni mentali più o meno demenza (v.), come, p. es., PROGRESSO (v.).

Particolare importanza ha dal punto di vista pratico (famigliare, sociale, pastorale) la conoscenza del quadro neuro-psichico che si sviluppa come postumo d'una particolare forma: l'e. epidemica o letargica (malattia di Economo), che, nella sua fase di cronicizzazione, assume la forma del cosiddetto « parkinsonismo post-encefalitico ». In essa, ai fenomeni oculari ed extrapiramidali (strabismo, spasmi, ipertonicità dei muscoli con movimenti lenti e inceppati), ai disturbi neurovegetativi (ricambio ed equilibrio endocrino alterati), s'aggiunge un particolare quadro psichico nevrasteniforme e isteroide, un'esagerata emotività, una particolare lentezza, difficoltà a comprendere, a volte apparenza d'incomprensione, tale da far ritenere l'individuo affetto da catatonia o demenza. Al contrario, nella maggioranza di tali infermi l'intelligenza non è sostanzialmente alterata, pressoché normale la memoria, la percezione, l'ideazione, i poteri discriminativi, pur compendosi tali attività con caratteristica lentezza (bradipsiichismo) simile a quella che rende tardi e faticosi i movimenti del corpo. Tutti gli autori sono concordi nell'ammertare che, per quanto sia accentuato il torpore cerebrale, tarde la reazione psichica e la capacità di fissare nuove percezioni, grave l'intoppo, e quindi l'estrinsecazione dei poteri volitivi e delle manifestazioni affettive, nel parkinsonismo post-encefalico non esiste un vero difetto mentale, e quindi non esiste una vera demenza post-encefalitica (G. Moglie, op. cit., p. 660).

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16a V. Reguano, Sappi sul visitabilimento dell'antico arte de' arcei a comuni pittori, I, Parma EE, inv. II ENCAUSTO - Tecnica dell'e. secondo Requeno. Incisione in rame.
BIBL.: A. Ceconi, Medicina interna, I, Torino 1936, p. 374 app.; V. ivi 1936, p. 81 app.; U. Cerletti, Riasconto delle lesioni di clinica delle malattie nervose e mentali, Roma 1946; G. Moglie, Manuale di psichiatria, ivi 1946. Giuseppe de Ninno

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“ENCEFALITE.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 223. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/encefalite.