PROGRESSO

PROGRESSO. - Senza riferimento a particolari attività (p. economico, spirituale, industriale, giuridico, ecc.), la parola riassume correntemente due concetti convergenti: la incessante conquista di verità scientifiche e pratiche; il raggiungimento di maggiori comodità e di più esteso automatismo nella vita degli uomini, onde questi, gradualmente sollevati dai lavori più pesanti e dalle preoccupazioni di maggiore fastidio, possano dedicarsi a forme più elevate di attività e di godimento.

A differenza del concetto più completo e solenne di civ. lità (v.) con il quale viene spesso confusa, l'idea di p., almeno nella comune accezione del termine, riguarda soprattutto la soddisfazione di necessità e aspirazioni pratiche, e non la visione integrale della vita, del mondo e del destino degli uomini. Perciò, mentre le civiltà nascono, si sviluppano e si spengono, e si può parlare di crisi e di involuzioni della civiltà, il p. è unico e indefi

nito. Esso è un elemento della civiltà, ben lungi dall'esaurirla: nei secoli, però, che vanno dal razionalismo al materialismo, la confusione fra i due è stata così intima, che nel reagirsi si è posto talvolta il p. in contrasto con la civiltà ed alcuni, anche cattolici, per difendere la civiltà credettero di doversi scagliare contro il p., reso responsabile di squilibri in realtà imputabili soltanto allo sfasamento tra p. scientifico e p. morale.

Per tale sfasamento hanno sofferto due settori vitali della civiltà; quello morale e quello economico, rimasti ambedue arretrati e trascurati di fronte ai successi e alle seduzioni del p. scientifico e industriale. Non manca, anzi, chi afferma un netto regresso morale, giudicando da alcune persistenti manifestazioni di immoralità e di insensibilità, particolarmente legate ai fenomeni della guerra e della grande politica internazionale; e un regresso economico, sulla base degli attuali ordinamenti, assolutamente scambio (v.).

Non v'ha dubbio che il p. scientifico e tecnico, da solo, materializzati la vita e ponga una crescente potenza di bene e di male, quindi una crescente responsabilità, nelle mani di uomini dei quali contemporaneamente non rafforza il carattere e deprime le virtù: sottopone inoltre la vita sociale a forze centrifughe, e perciò disgregatrici, quali l'edonismo e la divisione del lavoro (unilateralità, concorrenza, rivalità, spirito di lotta e di sopraffazione), senza riuscire a neutralizzarle con equivalenti forze centripete quali la carità, una morale omogenea e un ordinamento economico che alla divisione del lavoro produttivo opponga scambio (v.).

Al deficiente p. morale ed economico si deve l'eccessiva fiducia nella forza in genere e nella forza politica in particolare, diffondendosi la convinzione che ogni problema della vita associata diverrebbe facilmente risolubile, pur senza studio e senza esercizio di virtù, quando si disponesse delle leve del potere politico. Di qui l'arrembaggio al governo e il generale orientamento, nelle questioni sociali, verso soluzioni di forza: e di qui l'ingiuditari si l'aggrovigliarsi di problemi derivati e secondari, quali sono in realtà i cosiddetti problemi sociali e politici, i quali, considerati invece come principali, appaiono insoliti nell'ambito della razionalità.

L'ineguale ritmo del p. nei vari settori e direzioni, e l'ineguale capacità di assimilazione da parte di individui, classi e popoli, fanno sì che il p. scientifico, e la cultura che ad esso unicamente si ispira, disturbino i più lenti processi evolutivi del pensiero riflesso, delle coscienze, delle consuetudini e dei sistemi d'interessi: onde, scatenando gli appetiti prima di avere i mezzi idonei per soddisfarli, sono stati talvolta occasione e strumento di lotta, fonti di ingenui entusiasmi e di feroci illusioni.

Soltanto un p. integrale, corredato di carità generosa e intelligente, può salvare l'equilibrio e la pace.

BIBL.: mancano studi sullo sviluppo dell'idea di p.: ma la storia delle scienze e delle applicazioni scientifiche istruisce efficacemente circa la meccanica di tale sviluppo e le forze d'inerzia che vi si oppongono. Istruttivo, nonostante il grosso materialismo storico: C. Dawson, Progrès et religion, Parigi 1933; A. Ribard, La prodigiosa storia dell'umanità, Torino 1950. Mario Baroni