PROHÁSZKA, OTTOKAR

PROHÁSZKA, OTTOKAR. - Uno dei più grandi scrittori ungheresi del sec. XX, n. a Nyitra il 10 ott. 1858, m. a Budapest il 2 apr. 1927. Compi gli studi a Roma, nel Collegio Germanico-Ungarico, e fu ordinato sacerdote nel 1881. Nel 1884 divenne professore di teologia nel Seminario di Esztergom, nel 1904 ebbe la cattedra di teologia dogmatica all'Università Pazmány di Budapest e nel 1905 fu nominato vescovo di Székesfehérvár (Alba Regia).

Membro, dal 1909, dell'Accademia delle scienze, dal 1920 al 1922 divenne socio dell'Assemblea nazionale degli oratori, poeti e scrittori ungheresi. Ardente fautore del movimento sociale, s'adoperò per una più equa ripartizione della ricchezza e particolarmente del latifondo in favore dei più poveri. Molto estesa fu la sua produzione a sfondo filosofico, teologico, storico e pastorale. Delle sue opere (25 voll., Budapest 1929, a cura di A. Schütz) le principali sono: Dio e il mondo (1890); Terra e cielo

(1901); La concezione trionfale del mondo (1903); Verso le altezze (1911); L'anima della guerra (1915); Luce nelle tenebre (1916); Civiltà e terrore (1918); Sorgenti d'acqua vive (1927).

BIBL.: E. Némethi, O. P., Budapest 1927; J. V. Lutter, in Katholische Kirchenzeitung, Salisburgo 1936, nn. 11-13; C. Greinz, s. V. in L'ThK, VIII, coll. 487-88; G. Maggi, Un grande mutico ungherese: O. P., in Tabor, 5 (1950, 11), pp. 357-66.

Vito Zollini