ETÀ DELLA VITA. - Dallo stadio di ovo-cellula
secondata all'estrema vecchiaia, l'individuo passa per
una serie graduale e concatenata di trasformazioni.
Pur nella immutabile identità dello spirito che lo
anima, fenomenicamente l'individuo varia, adeguan-
dosi nelle strutture organiche, negli atteggamenti
funzionali, negli svolgimenti delle sue attività psi-
chiche, attraverso una curva di evoluzione dall'in-
zio della vita alla piena virilità e d'involuzione da
questa quel grado di vecchiaia che gli sarà dato
raggiungere; ciò regolarmente secondo ben deter-
minato «leggi auxologiche».
La legge dell'autoguismo del Viola mostra come l'or-
ganismo, nel suo accrescimento, sia sottoposto a due ten-
denze opposte di cui l'una promuove l'accrescimento
della massa (sviluppo ponderale), l'altra il differenzia-
smo morfologico; la legge della alternanza o di Godin illustra
il fatto che le due tendenze suddette si svolgono alternan-
dosi tra loro regolarmente in successivi periodi di sviluppo,
cosicché all'aumento in larghezza massa (fase di tur-
gor) segue uno in lunghezza e perfezionamento morfo-
logico (fase di procarietà), così via; soltanto da un
armonico susseguirsi e agire delle due spinte può aversi
un regolare sviluppo normotipico (v. NORMOTIPO), equi-
librato sia dal lato ponderale che morfologico.
Considerando come l'ovo-cellula secondata nasce dal-
l'unione dei due elementi sessuali di struttura e carat-
ristiche funzionali opposte, è suggerito pensare che le
leggi di antagonismo e di alternanza, secondo cui l'indi-
viduo si sviluppa, siano legate al periodico alterno pre-
dominio ontogenetico delle caratteristiche, brevilinee, ve-
getative, di massa proprie dell'ovulo e di quelle longilinee,
volte alla vita di relazione, di differenziazione morfo-
logica caratteristiche dello spermatozo.
Nel susseguirsi delle e. della v., mentre l'organismo
ora accresce la massa, quasi concentrando a pie' d'opera
materia bruta da elaborare, ora si perfeziona nella dif-
ferenziazione organica, chiaramente si scorge il mani-
festarsi fenomenico delle leggi del Viola e del Godin,
il cui intimo meccanismo in funzione dell'equilibrio
endocrino (v. ENDOCRINE, GLANDOLE, GLANDOLE) predominante in
ciascuna fase della vita dell'individuo, cioè del modo di
comportarsi di gruppi di associazioni endocrine ad azione
anabolica o catabolica, a stimolazione vegetativa o di
relazione (legge dell'attività ritmica ed equilibrata delle
due sostellazioni ormoniche morfogenetiche o del Fende).
Da ciò, in rapporto al periodico equilibrato prevalere
dell'una costellazione (tiroide, ipofisi, midollo-surreale,
glandola endocrina sessuale) o dell'altra (timo, cortico-
surreale, paratiroidi, insule del pancreas, ecc.), le ca-
ratteristiche morfologiche, funzionali, neuropsichiche
delle varie e. della v.; il definitivo equilibrio armonico nel-
l'adulto come normotipo, etiopo megaloprannico bre-
vilino ipervegetativo o microsplannico longilino ipo-
vegetativo.
Le e. della V. si svolgono attraverso un periodo pre-
natale e uno post-natale. Il primo comprende la fase
dell'uovo fecondato, prime due settimane di vita con
preponderante sviluppo di massa (intror): la fase del-
l'embrione; terzo-nona settimana inclusa, fervido di
organogenesi e differenziazione morfologica (procarietà);
la fase del feto dalla decima settimana di vita alla na-
scita, con ulteriore perfezionamento organico e pieno
sviluppo della massa (turgor).
Il periodo post-natale comprende tutta la vita extra-
uterina dell'individuo; in esso l'organismo percorre tutta
la parabola vitale, fino all'ultima tappa che a lui sarà
concessa dalla particolare sua essenza biologica ereditaria,
in collaborazione con il contrasto con le cause ambientali
capaci di permettergli il pieno sviluppo del proprio de-
stino biologico o di spezzarlo anzi tempo.
Per prima la fase neonatale (neonato) in cui il nuovo
organismo, nel corso di due settimane, va adattandosi
al nuovo stato di vita extrauterina, riacquista il peso per-
duto nei primi giorni, perfeziona l'istinto del poppare,
e i propri meccanismi termo-regolatori. INFANZIA (v.)
nei suoi tre periodi che accompagnano l'individuo, circa
il settimo anno, fanciullezza (v.) o puerizia; ADOLESCENZA (v.) o età prepubere che, tra il 13°-15°
anno nelle femmine il 15°-18° nei maschi, raggiunge
nuovo particolare equilibrio organico nella pubertà (v.).
Nella fase post-pubertaria o interrubilio-pubertaria propria
della giovinezza (v.) può dirsi che ormai l'organismo, tra i
20 e i 23 anni (secondo N. Fende, non prima dei 25-30)
abbia raggiunto il completamento e il perfezionamento
delle proprie strutture fisiche, il pieno sviluppo razionale
della propria intelligenza. Da questo momento la vita
va subendo, nella virilità (v.) o maturità, un rallentamento
nel suo slancio evolutivo, indi un arresto, in fine, verso,
i 48-50 anni nella donna, i 50-55 nell'uomo, un declinare
progressivo che, vecchiaia (v.) e la decre-
pitnessa, sfocia nella morte.
Questo il corso della vita nella sua interezza, cui è
apposta la figura di parabola, in una fase ascendente
evolutiva si discende involutiva, sia per l'aspetto or-
ganico che per le funzioni vitali vegetative, di relazione,
che per le manifestazioni più elevate dell'intelligenza;
sulla sostanza del fenomeno, possono variare gli attributi
della nomenclatura e, entro determinati confini, i punti
militari delle singole tappe. Così, da alcuni si denomina
la infanzia e il periodo che va dalla terza settimana di vita
al termine del primo anno, «fanciullezza» quello dal se-
condo al decimo anno, divisa in prima fanciullezza e
seconda fanciullezza, con taglio circa al sesto anno. I
Romani (Varrone) comprendevano la vita in cinque gradi
di quindici anni ciascuno (pueri, adolescentes, juniores,
seniores, senes).
Le c. della V. contrassegnate, come s'è detto, dall'alter-
narsi delle fasi di turgor e di procarietà, d'incremento
della vita vegetativa di relazione, sono contrappunte
dalla comparsa di particolari caratteristiche biologiche,
somatiche psichiche; tra le prime, p. es., il succes-
sivo presentarsi o sostituirsi dei differenti tipi di denti
lunghi, taglienti o acuminati (incisivi, canini), o larghi
piaggeggianti (molari), di latte permanenti; tra le seconde,
i predominante svolgimento delle facoltà istintivo-affet-
tive o delle intellettivo-volitive, il prevalere dello sviluppo
mentale in forma sensoriale animistica evasiva o imitativa
finalistica extroversa o intuitiva individualistica introversa
o più compiutamente razionale.
Si ritiene impossibile un'opera veramente intelligente
da parte dell'educatore che ignori le caratteristiche soma-
tiche, funzionali, mentali proprie delle singole e. della V.
Dal punto di vista puramente etico l'influsso esercitato
dall'età negli atti umani è notevole soprattutto nelle cosid-
dette età critiche. Per i rilievi relativi V. FANCIULLEZZA;
PURETTA; VECCHIAIA; VIRILITÀ.
BUL.: N. Fende, Le debolezze di costituzione. Roma 1928;
decreta e ortogenesi, Milano 1936; id., La scienza ma-
derna della persona umana, ivi 1947; C. Mildura, La crisi pube-
rale, ivi 1938, pp. 12-14; M. Barbera, Ortogenesi e biotipolo-
gia, Roma 1943. Giuseppe de Ninno