Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Filosofia Filosofi

SCHELER, MAX

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SCHELER, MAX. - Filosofo, n. a Monaco di Baviera il 22 ag. 1875, m. a Francoforte sul Meno il 19 maggio 1928. Insegnò prima come Privatdozent a Jena e a Monaco, quindi (1919) quale professore a Colonia.

È il principale continuatore della scuola fenomenologica di Husserl (v.) nel campo etico-sociale. La sua posizione teoretica rispetto al maestro è così definita nell'opera Die transzendentale und die psychologische Methode (Lipsia

1900): l'unità della forma o categoria è superiore ai processi o attività da essa unificati; questi formano oggetto della fenomenologia; le categorie vengono contemplate, nel loro aspetto trascendentale, con procedimento induttivo dal mondo inferiore dell'esperienza, che le riconosce come soprammondo della coscienza, il mondo dei valori; e quindi si presentano con aspetto inverso alla loro vera natura, sì che, per rivalutarle ontologicamente, questo deve essere rovesciato (non i valori contemplativi in sé, come proponevano e le formule nitziane e il socialismo). A tali criteri sono ispirate le due opere fondamentali dello S.: Der Formalismus in der Ethik und die materiale Wertetida, nuovo saggio di fondazione di un personalismo etico (negli Jahrbücher dello Husserl, 1913-16; 2ª ed. Halle 1921) e Vom Umsturz der Werte (= Del rovesciamento dei valori, memorie e saggi, 2 voll., Lipsia 1915; 2ª ed. 1919). La definizione dei valori come una realtà oggettiva, platonica, permette di assegnare alla coscienza fenomenica la formalità kantiana della morale come sua unità, e a quelli la metafisica dell'etica, in quanto essi sono qualità reali e hanno una propria materia secondo la quale sono da noi riconosciuti. Il mondo psicologico viene interamente a dipendere da questi valori, e a staccarsi dal mondo fisico, di cui S. nega il parallelismo. La concretezza empirica della psiche si distingue per gli sviluppi positivi di principi negativi, come il risentimento (Über Resentiment und morale Wertetida, Lipsia 1912) e la simpatia (Wesen und Formen der Sympathie, Bonn 1923). In ciò, come tutti i fenomenologi, si riavvicina al positivismo (v.). Invece torna ad allontanarsene con la sua teoria della religione come avente un fondamento assoluto e contemplativo nell'intuizione di Dio. La fenomenologia della religione studia però atti e oggetti di culto e di fede e la conoscenza empirica dell'essenza della religione. Religione e morale si postulano reciprocamente e giustificano una metafisica teistica (quale è, secondo S., a priori e precedente rispetto alle forme panteistiche) e una storia dell'umanità conforme alla storia sacra e all'esistenza di un principio mondano del male e della ribellione. Queste geniali e paradossali dottrine vennero più volte però piegate dallo S. a interessi nazionalistici, sia in occasione della prima guerra mondiale (Krieg und Aufbau, Lipsia 1916; Deutschlands Sendung u. d. kathol. Gedanke, Berlino 1918; ecc.) e sia in favore del nazional-socialismo e neopaganesimo (Vom Ewigen im Menschen, I, 1928).

Bibliografia3 opere
BIBL.: P. Ludwig, M. Sch. a versuch einer neuen Begründ. d. Ethik, in Phil. Jahrb., 31 (1918); G. Pedrioli, S. e l'intenzionalità della sua emozionale, in Filosofia, 2 (1951), pp. 253-72; Überweg, IV, pp. 519-23.

Santino Caramella

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Di Santino Caramella

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 36–37.

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Caramella, Santino. “Scheler, max.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 36–37. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/scheler-max.

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Caramella, Santino. “Scheler, max.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 36–37. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/scheler-max.

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