LETARGIA. - Stato ipnoide che si può osservare nel decorso di malattie organiche del sistema nervoso (encefalite epidemica, malattie del sonno), nell'isterismo (v.) PSICONEVROSI (v.), nell'isteria in particolare; in questa è talora in rapporto con le crisi convulsive, ma spesso da queste indipendente.
Nelle forme spontanee, dopo una fase iniziale di mal di testa, non costante però, il paziente all'improvviso cade in un sonno profondo (apoplessia isterica di Debove e Achard) oppure va incontro a sonnolenza e apatia che progressivamente crescono d'intensità fino allo stato letargico. A un esame superficiale, l'individuo sembra semplicemente addormentato; in realtà il rilasciamento muscolare non è completo, i muscoli della masticazione sono leggermente ma nettamente contratti, frequente è un fine tremore palpebrale; in alcuni casi, stati catatonici schizofrenici sono stati scambiati per l. Il volto può esser pallido o addirittura livido, vi è in genere polso e respiro lenti, potendosi giungere fino a un arresto respiratorio per interi minuti (morte apparente degli isterici); in un caso di Pfendler, citato da Binswanger, il respiro si arrestò per 48 ore, con la scomparsa di ogni segno di vita: in tali casi, può incorrersi in tragici errori (v. MORTE). L'esame della sensibilità mostra anestesia completa, talvolta, però, la stimolazione delle zone iperestesiche provoca movimenti riflessi di difesa, che possono interrompere la crisi; d'altronde, durante il letargo, si osservano anche movimenti spontanei, probabilmente automatici; i riflessi cutanei e il corneale possono essere aboliti, quelli tendinei abitualmente conservati.
L'individuo di solito deglutisce i cibi posti in bocca; a volta invece, i riflessi faringe ed esofagei mancano, rendendo difficile l'alimentazione. Il risveglio è improvviso o graduale, con riso, pianto, frasi sconnesse; frequente è l'amnesia per tutto quel che è accaduto nell'ambiente durante il periodo letargico, ma non raramente i pazienti riferiscono con esattezza quanto si è svolto intorno a loro. La durata della I. può variare da ore a giorni; nel caso di Krauss si raggiunsero 32 giorni; Jolly parla di sonno isterico protrattosi per mesi, Pfendler per anni. Gli autori della seconda metà del secolo scorso (Briquet, Charcot, Richer) distinguevano tre stati ipnoidi (catalessi, l., sonnambulismo) e diverse varietà di l.: oggi tali suddivisioni sembrano troppo artificiose e si tende ad un inquadramento unitario nelle vegetopatie ipotalamiche. L. si ha classicamente nella forma oculoletargica dell'encefalite epidemica di von Economo, in cui l'infermo è in preda a netta sonnolenza, da cui però può esser destato con relativa facilità; al risveglio si mostra
orientato, ma, lasciato a sé, cade di nuovo nello stato letargico; spesso si riaddomenta non appena cambiata posizione, a volte mentre sta mangiando. Talora, in tale malattia, la l. può alternarsi con stati di agripia (insonnia ostinata), con notevole irrequietezza specie durante la notte. Nel secondo stadio della malattia del sonno (tripanosomias africana, dovuta al tripanosoma gambiense trasmesso dalla puntura della mosca (zè-tzè), è frequentissimo uno stato letargico, in genere intenso, spesso irreversibile e resistente alle cure.