COMO, DIOCESI di. - Nella Lombardia fa parte della provincia di C., comprende tutta quella di Sondrio (provincia kmq. 3123) e ancora le valli Marchirolo e Cuvio con Saltrio della provincia di Varese: in origine anche Poschiavo del cantone dei Grigioni e tutto il canton Ticino, quest'ultimo distaccato nel 1886.
Nel 1858 la diocesi era costituita con 507 parrocchie (178 in C. e provincia, 140 in Sondrio e provincia, 186 nel canton Ticino e 2 nel cantone dei Grigioni), 2122 sacerdoti, 360.089 fedeli: attualmente (1948) ha 360 parrocchie, 605 sacerdoti diocesani e 260 regolari per 379.600 fedeli su 380.000 ab. Ordini e Congregazioni maschili 15, Congregazioni femminili 35, seminari 2, prosseminari 2. Il vescovo ebbe il titolo di conte; patrono della diocesi è S. Abbondio, festa il 2 apr.; titolare della Cattedrale: S. Maria Assunta.
I. STORIA
C. si affaccia alla storia ca. l'a. 196 a. C., nell'87 godette del diritto latino, con Giulio Cesare prese la denominazione di *Novum Comum*, fu colonia romana.Narsete (m. nel 568) ne fece un propugnacolo di difesa; successivamente fu contea e con il vescovo a capo del nuovo ente politico; verso il 1100 sorse il comune.
C., distrutta nella lotta contro Milano (1118-27) fu tosto riedificata, riconosciuta indipendente nella pace di Costanza (1183). Seguirono le lotte quelle e ghibelline, acuite dalle fazioni Rusconi e Vittani con ripercussioni dei Visconti e dei Torriani; Franchini e Rusconi a cedette (1335) ad Azzone Visconti; nel 1447 fu proclamata repubblica di S. Abbondio; nelle contese franco-spagnolo-ducali venne messa a sacco (1521) dal Pescara. Per due secoli C. rimase sotto il dominio spagnolo, assegnata poi (1714), con la pace di Radstad, all'Austria; unita alla Cisalpina nel 1789, ritornò all'Austria nel 1814 e nel 1859 fu incorporata al Piemonte; nel 1927, toltote il circondario di Varese, rimase con 224, comunì e 456.988 ab. nella superficie di ca. 2668 kmq. (Grande illustraz., 111, Milano 1859, p. 746).
Tra le molte celebrità connessi eccellono: Caio Pilino naturalista (23-79), Cecilio Pilino letterato (64-118), Paolo Giovio storico (1483-1552), Benedetto Giovio storico e poeta (m. nel 1544), Alessandro Volta (1745-1826).
II. STORIA ECCLESIASTICA
Le origini del cristianesimo in C. sono oscure; il protovescovo s. Felice fu consacrato nel 379 da S. Ambrogio, convertì alla fede parecchi cittadini ed inaugurò la prima chiesa al colle Baradelle, dove costituì la sua sede. La diocesi fino al 1945 ebbe 110 vescovi, dei quali 4 onorati della porpora, 8 appartenenti ad Ordini religiosi.Degni di nota fra loro s. Provino e s. Amanzio (450-89); s. ABBONDIO, SANTO (v.) che diede sistemazione alla diocesi, distrusse i culti pagani sulle rive del Lario e nell'isola Comacina, estese la sua azione sulla Valtellina, per cui fu dichiarato patrono. Con Agrippino la diocesi, per la sua adesione alla scisma dei Tre Capitoli, passò dalla provincia ecclesiastica di Milano a quella di Aquileia, dalla quale prese il rito patriarchino. Cessato lo scisma, C. rimase ancora soggetto ad Aquileia. Titoli e privilegi furono concessi ed aumentati da Carlomagno, da Lodovico il Pio, da Lotario ecc. Pietro III assisté al Concilio Romano del 998; Guido Grimoldi (1096-1126) ebbe per avversario il pseudovescovo enriciano Landolfo Caracono; sotto il b. Guglielmo della Torre e Umberto Sala, furono introdotti in diocesi i Domenicani ed i frati Minori, sotto Benedetto da Asinago gli Agostiniani. Durante lo scisma d'Occidente (1378-1415) la diocesi stette con il Papa romano fino alla nomina del pontefice pisano Alessandro V (1409-1410); a Martino V il vescovo Turconi rassegnò la sede; Giannantonio Volpi (1559-88) oppose con i frati Minori di Milano forte resistenza agli eretici nella Valtellina; e là colse la corona del martirio (4 sett. 1618) l'arciprete di Sondrio, Niccolò Rusca. Paolo Cernuschi (1739-46) eresse il seminario di S. Orsola, Carlo Romano il seminario di S. Abbondio.
Durante il medioevo, fino al 1223, il vescovo veniva nominato dai canonici della Cattedrale con gli abati delle tre badie comensi, S. Abbondio, S. Carpoforo, S. Giuliano.
Il rito patriarchino cedette al rito romano durante l'episcopato di Filippo Archinti (1595-1621); Benedetto XIV nel 1751 riportò la diocesi a suffragante di Milano.
La sede episcopale rimase a S. Carpoforo fino verso il 480; s. Abbondio la trasferì ai SS. Apostoli (dall'818 S. Abbondio), dal 1093, in città a S. Maria dove sorge l'odierna Cattedrale.
La diocesi ha celebri santuari, meta di frequenti pellegrinaggi: basilica del S. mo Crocifisso in C., la Madonna di Tirano, S. Maria del Soccorso a Lento, Gallivaggio sopra Chiavenna, S. Maria delle Lagrime di Dongo.
III. PERSONAGGI ILLUSTRI
Comasco fu il ven. Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi, m. nel 1689); 13 cardinali fra i quali Tolomeo Gallio (m. nel 1607); Antonio Rusconi, generale dei frati Minori (m. nel 1449), il martire Nicolò Rusca, Daniele Cassomo O. F. M., ministro di Stato in Spagna (m. nel 1654), Primo Luigi Tatti, somasco (m. nel 1676), e Giuseppe Rovelli (m. nel 1813), storici insigni; frate Emma-nuele da Como, pittore (sec. XVII), d. Santo Monti, insigne storico recente, ven. Luigi Guanella (m.nel 1915, fondatore dei Servi della Carità e delle Figlie di S. Maria della Presentazione.
IV. ABBAZIE E MONASTERI
C. è illustre per le sue antiche abbazie, monasteri e conventi maschili e femminili. In città: le abbazie benedettine di S. Abbondio (1010), di S. Carpoforo (1040), di S. Giuliano (1055), il monastero di S. Michele delle Benedettine a Monte Olimpino (1164), la prepositura degli Umiliati (1134), detta Rendiconto, madre di altre case; il monastero forense di S. Benedetto del Monte Oltreone in Valle Perlasca (1083), S. Maria a Torello (Lugano) dei Canonici regolari (1217), S. Maria di Acquafredda dei Cistercensi sopra Lento (1142 ca.); priorati cluniacensi: S. Pietro di Vallate (Cosio) in Valtellina (1078), S. Nicola di Piona sul Lario (1110); ebbe fama la collegiata di S. Eufemia all'isola Comacina, eretta nel 1031; conventi e monasteri di quasi tutti gli Ordini religiosi, scomparsi per le leggi eversive alla libertà della Chiesa.V. ISTITUTI DI CULTURA
C. nel 1474 ebbe la prima tipografia di Ambrogio de Orchi, dal Cinquecento in poi diede storici, letterati, teologi, oratori, scienziati. Nella metà del sec. XVIII il vescovo Cernuschi fondò l'accademia Innocenziana, che preluce al museo Civico di archeologia (1873), al tempio Voltiano ed alla società storica politico-civile ed ecclesiastica, con Rivista storica e Raccolta storica connesse e la Società archeologica la quale pubblica dal 1871 una Rivista archeologica della provincia e antica diocesi e suo territorio. La biblioteca Civica (sec. XVII) è ricca di codici, incunaboli e più di 100.000 volumi, aperta agli studiosi; la biblioteca del seminario è pure importante per codici, ecc. Il vescovo Macchi inaugurò in episcopio il museo Innocenziano e riordinò l'archivio vescovile con la preziosa raccolta di codici e atti autentici della diocesi. L'archivio notarile connesse conserva registri del sec. XIV ed altri di notai ecclesiastici.VI. MONUMENTI
C. conserva molte epigrafi cristiane che vanno fino al sec. XI. Sussistono ancora parti delle antiche mura della città del 1192 e tre delle torri antiche e quella quadrata, detta Porta Torre che è a
due aperture, secondo l'uso romano. Nel 1931 vennero in luce avanzi dell'antico episcopio del 1015. Ben conservata la basilica di S. Abbondio, consacrata da Urbano II nel 1095: l'abside interna conserva dipinti del sec. XIV; così la basilica di S. Carpoforo con la torre quadrata del 1040; l'abside e la cupola di S. Giacomo del periodo romanico; la chiesa di S. Fedele ed il Broletto a forma gotica del 1215; la splendida cattedrale di S. Maria Assunta del sec. XIV sgg. rappresenta la sintesi della vita artistica di C. dal periodo trecentesco ai tempi nostri. La diocesi possiede sacri monumenti di antichità sulle rive del Lario, all'Isola Comacina; i Battisteri di Gravedona, di Lento, di Chiavenna, la chiesa di S. Maria di Dongo del 1110, la badia di Piena, restaurati, e così nella Valtellina monumenti antichi.
V. Barelli, Notizie storiche sulle chiese di C
Monumenti comaschi, 1888; F. Niguarda, Comensis descriptio Ecclesiarum civit. Novocenensis a. 1592, in Raccolta storica di C., Como 1892-98; P. Toesca, La pittura e miniatura in Lombardia, Milano 1912, passim; P. Kehr, Italia Pontificia, VI, I, Berlino 1913, pp. 397-418; U. Monneret de Villard, Iscrizioni cristiane della provincia di C., anteriori al sec. XI, Como 1912; id., Isola Comacina, 1914; F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia dalle origini al 1300, La Lombardia, parte 2, I, C., Bergamo 1918, pp. 267-287; F. Ballarini, Compendio delle cronache della città di C., Como 1919; R. Majocchi, I vescovi di C., Milano 1920; M. Monti, Storia di C., Como 1920-32; G. Turazza, La successione dei vescovi di C. dal 379 al 1930, Como 1930; Cottineau, I, coll. 848-49; A. Silvagni, Monumenta epigraphica christiana saeculo XIII antiquiora quae in Italiae fabibus adhuc extant, II, Città del Vaticano 1943 (v. indice); Periodico della società storica di C., a.a. 1878-1943; Rivista archeologica della città e antica diocesi di C., cit., Paolo Sevesi(1st. Enti)
Como - Facciata del Duomo (fine sec. XIV-XV).
