COMPILATIONES (QUINQUE) ANTI-QUAE.- Con il nome di Q. c. a. si usano chiamare le cinque più importanti delle numerose (se ne conoscono una sessantina) raccolte di fonti canoniche GRAZIA (v.) e prima di Gregorio IX (v. CORPUS IURIS CANONICI).
La prima (intitolata anche Breviarium extravaganium) è opera privata di Bernardo da Pavia (v. BALBI BERNARDO), fatta quasi certamente nel 1191. Contiene decreti di pontefici, raggruppate in titoli, distribuiti a loro volta in cinque libri, il contenuto dei quali fu ordinatamente indicato dalla scuola con l'esametro: iudex, iudicium, clerus, connubia, crimen. Questa distribuzione della materia, introdotta da Bernardo, rimase poi costante nelle altre compilazioni antiche e nelle grandi collezioni canoniche dei secc. XIII-XIV, come pure nelle opere dei decretalisti e di quasi tutti i canonisti fino al sec. XIX.
La seconda (cronologicamente terza), fu fatta da Giovanni di Galles, poco dopo il 1210: contiene decreti di Clemente III e di Celestino III, oltre a qualcuno più antica.
La terza (cronologicamente seconda) COLLEVACINO, PIETRO (v.) per ordine di Innocenzo II, che la promulgò nel 1210 come collezione autentica (v. COLLEZIONI CANONICHE): contiene decreti dei primi 12 anni del pontificato di Innocenzo III (1198-1210).
La quarta, opera forse di Alano Anglico o di Giovanni Teutonico, contiene decreti degli ultimi anni del pontificato di Innocenzo III (1210-16) e i canoni del IV Concilio Lateranense (1215), e fu scritta intorno al 1217. Non si sa se essa abbia avuto o no valore di collezione autentica.
La quinta è una raccolta di decreti di Onorio III, fatta per ordine dello stesso Pontefice, che la promulgò come collezione autentica il 2 maggio 1226.