COMPITALI.- Le c., una delle tre feste conceptuale celebrate a chiusura del ciclo della semina, cadevano tra il 17 dic. (Saturnalia) e il 5 genn., con tendenza a fissarsi a questa ultima data, che è quella registrata dal feriale filocaliano e da Polemio Silvio. Prendevano il nome dal fatto che si svolgevano nei crocicchi (compita), dove si incontrano le vie che dividono i vari poderi in campagna e le case in città (Varrone, De ling lat., VI, 25).
Le feste, come è provato dalle pitture della colonia romana di Delo, si svolgevano con il sacrificio di un porco in onore dei Lari compitati, a cura di apposite associazioni reclutate tra umile gente; ma avendo offerto il fianco alle insinuazioni dei politici, il Senato nel 64 a.C. fu costretto a sopprimere. Richiamate in vita da Clodio e di nuovo soppresse da Cesare, vennero riorganizzate da Augusto nel 10 a.C. e da lui stesso integrale con l'introduzione di un nuovo elemento, il genius Augusti. Dopo il riassetto augusteo la festa della città si svolgeva due volte all'anno in ciascuno dei 265 vici. Per ogni vico si eleggeva un magister vici assistito da quattro ministri, che curavano l'esecuzione della festa. Anche essi si eleggevano tra tenuiari, che ambivano di presiedere alla festa, avendo il diritto per l'occasione di indossare la pretesta e di farsi precedere dai littori. In tal modo il culto del genio di Augusto penetrò in tutti gli strati della popolazione romana, anche perché riproduceva gli elementi fondamentali del culto domestico.