CONDORCET, MARIE-JEAN-ANTOINE CARITAT, MARCHESE DI

CONDORCET, Marie-Jean-Antoine Caritat, marchese di. - Cultore di scienze e filosofia, uomo politico, n. a Ribemont in Piccardia il 17 sett. 1741, m. a Bourg-la-Reine il 29 marzo 1794. Si diede allo studio delle matematiche e all'età di soli 27 anni fu ammesso all'Accademia delle scienze.

Parteggiò per gli enciclopedisti (v. ENCYCLOPÉDIE), il cui spirito si palesa nelle sue Lettres d'un théologien (1772) e nella sua edizione di Pascal. Nel 1782 entrò a far parte dell'Accademia francese. Pubblicò nel 1786 la Vie de Turcot e nel 1787 la Vie de Voltaire. Eletto deputato, propone un famoso Rapport sur l'instruction publique e lavorò alla Costituzione. Caduto in disgrazia all'avvento della Comune, si dovette nascondere ma fu denunziato. Preso ed incarcerato a Bourg-la-Reine, fu trovato morto nel carcere. Non si esclude che si sia dato la morte con veleno.

Durante la sua latitanza compose il piano di una grande opera che si proponeva di redigere. È l'Espiguse d'un tableau historique des progrès de l'esprit humain. In essa si propone di dimostrare che la perfettibilità dell'uomo non ha limiti e che il progresso potrà bensì venire rallentato, non mai però arrestarsi o indietreggiare. Egli distintivo dieci epoche. Dopo aver considerato come i primi uomini si unirono in popoli, dallo stato di pastori si elevarono a quello di agricoltori e poi inventarono la scrittura, seguendo lo sviluppo dello spirito umano nei Greci, assiste al costituirsi delle scienze, al loro progresso, alla loro decadenza, causata principalmente dalla difficoltà di moltiplicare i manoscritti e dalla negligenza dei Romani. Gli Arabi ripresero la marcia del progresso, accelerata con l'invenzione della stampa, nemica dei re e dei preti. Con Cartesio, con l'indipendenza americana, con la Rivoluzione Francese, il C. vede il regno della ragione prodigiosamente esteso, e contempla l'avvenire, la decima epoca, a cui è riservato di realizzare l'uguaglianza dei popoli tra di loro, l'uguaglianza dei cittadini in ciascun popolo, ed il perfezionamento delle facoltà umane.

Il libro scritto in bella lingua è un inno alla ragione e

Article illustration
(1st. Enc. Cati.)
Condorcet, Marie-Jean-Antoine - Ritratto pubblicato in Condorcet-Turgot, Correspondance inédite (1770-1772), edito da C. Henry, Parigi 1882 (cav. tra p. xii e xiii) - Roma, esemplare delle biblioteca Nazionale.

contiene molte osservazioni giuste, suggerimenti utili; ma la passione antireligiosa lo guasta e ne fa sviare l'ispirazione, in sé nobile. I giudizi sul cristianesimo, in particolare, sono ingiusti fino al ridicolo e manifestano un'ignoranza ed un partito preso, che solo l'ambiente di quegli anni tempestosi può in qualche modo spiegare. L'opera è all'Indice (decreto del 10 sett. 1827).

Bibl.: Opere: Oeuvres complètes, pubblicate da A. Condor O'Connor e M. F. Arago, 12 voll., Parigi 1847-49. Studi: F. Picavet, Les idéologues, ivi 1891, pp. 101-18; L. Cahen, C. et la Revolution Française, ivi 1904; E. Codignola, La pedagogia rivoluzionaria, 2a ed. Firenze 1925; K. Breysig, Die Meister der entwickelnden Geschichtsforschung, Breslavia 1936, p. 104 sgg.; J. M. Allison, C. in Essays in honor of Albert Feuillera, Nuova Haven 1943, p. 183 sgg.