ENCYCLOPÉDIE

ENCYCLOPÉDIE. - Nella storia della cultura si saol designare con questo termine, senz'altra specificazione, l'E. ou dictionnaire raisonné des sciences,

des arts et des métiers, di Diderot e d'Alembert (Parigi 1751-72), per l'importanza che riveste nella storia del pensiero moderno.

Non mancano però i precedenti o i precorsimenti dell'iniziativa: vanno ricordati il Ramsay, che agitò l'idea in ambienti massonici; la parigina Société des arts del conte di Clermont; ma soprattutto la proposta fatta dall'inglese J. Mills nel 1745 all'editore parigino Le Breton, per tradurre, con G. Sellius, l'Enciclopedia inglese delle arti a delle scienze di E. Chambers (a voll., Londra 1728). Il Le Breton si urto col Mills a affidò nel 1746 la traduzione al Diderot sotto la direzione del matematico Gua de Malves, con il controllo del d'Alembert per la parte scientifica. A questi e al Diderot, che ebbero la direzione dell'impresa nel 1747, spetta il merito di aver data ben altra importanza all'iniziativa, convincendo l'editore ad ampliare l'opera, o dare articoli originali, ripartendoli fra vari collaboratori, e occupés chacun de sa partie et liés seulement par l'intérêt général du genre humain. (Diderot, Oeuvres, XIV, p. 421). Il Diderot svelta le imprese accademiche ed esclude la protezione diretta del potere: gli fa eco il d'Alembert, almeno in parte, nell'Essai sur la société des gens de lettres et des grands, ecc. (1753). L'E. si trasforma così in una grande impresa culturale, espressione del maturo illuminismo francese. Il modello lontano è ancora costituito dal Dictionnaire historique et critique di P. Bayle (1695-97; 5ᵉ ed., 1734) che inizialmente era stato concepito come un «registro di errori» per insegnare a dubitare. Ora, dal dubbio di Bayle sembra esser nata una nuova passione e quasi una nuova forma di certezza, che tende a farsi positivo-empirica, ma non si stacca del tutto dal cartesianesimo, attinge al Newton e al Leibniz, e insieme erige in dogma l'associazionismo del Locke.

Fin i primi collaboratori son da ricordare gli abbés Mallet - per le voci teologiche e per le belle lettere - de Prades, Yvon, Pestre, subentrati al primo per la sola teologia; il grammatico du Marsais, ateo e cartesiano, il Toussaint, il Raynal. I patriarchi dell'illuminismo francese (Voltaire, Montesquieu) s'accostarono cautamente più tardi, dopo il 1752. Collaborarono al successo dell'impresa, con il loro atteggiamento di benevola tolleranza, il cancelliere d'Aguessau, e più il Malesherbes, che gli succede nella direzione della «librairie» dopo il 1750, e fino al 1763. C'è dunque una situazione di compromesso tra l'E. e il potere: ma il Diderot è cosciente del distacco, ormai inevitabile tra illuministi e monarchi, in Francia. Il d'Alembert addita invece come modello di sovrano illuminato il protettore Federico di Prussia (ad es., nelle voci Académie, Dictionnaire). I maggiori avversari dell'E. sono, all'inizio, i Gesuiti che pubblicavano il Journal de Trévoux: essi ne avvertono subito il carattere pericoloso e contribuiscono a provocare il primo arrêt di condanna del 1752. La ripresa della pubblicazione, autorizzata dal governo, è una vittoria delle correnti favorevoli ai philosophes e avverse ai Gesuiti. Questi ultimi dovevano presto soggiacere alle ostilità convergenti dello spirito illuministico e del gallicanismo radicale dei Parlamenti. Il libello del d'Alembert Sur la destruction des fénautes en France (1765) è un grido di trionfo del philosophe e testimonia il discredito che le quinelles de religion hanno gettato sulla Chiesa (G. Goyau). L'opinione pubblica è disposta ormai ad accogliere la leggenda del gran complotto gesuitico. Nel campo dell'educazione il d'Alembert può già sostenere la tesi dell'integrale laicizzazione (dopo il La Chalotais) e affacciare l'idea di un catechismo laico di morale (Oeuvres, I, p. 231). Superate una seconda crisi del 1758-59 (nel '58 esce De l'Esprit di Helvétius che aduna le tempeste sul capo dei philosophes), l'E. si completa nel 1765 (data in cui escono gli ultimi volumi del testo) e nel 1772 (allora escono gli ultimi delle tavole). L'edizione originale completa comprende 17 volumi di testo, 12 di tavole, 4 di supplemento (1777).

Il famoso Discours préliminaire del d'Alembert, premesso al primo volume, contiene molte delle idee direttive dell'opera: alla semplice erudizione si deve sostituire una scienza filosofica dei principi; bisogna

« risalire fino all'origine e alla generazione delle nostre idee » (e qui si utilizza la classificazione baconiana delle scienze, che si riempie di un nuovo significato e si lega al caratteristico dogmatismo delle dottrine associazioniste); è necessario, d'altra parte, « accumulare dei fatti » e cioè passare attraverso un'analisi storico-positiva, per liberare l'originaria verità dalle erronee tradizioni dell'ignoranza e della superstizione. Così la fede nell'osservazione sperimentale, éclairée par l'esprit de méthode, si sposa all'assoluta fiducia nella razionalità universale che agisce, immanente, nelle leggi del cosmo e nella natura dell'uomo (v. DIDEROT, DENIS; nella voce Cosmologie il d'Alembert accoglie l'idea leibniziana della continuità universale: il Turgot la trasporta nel campo storico e rivaluta in parte il medioevo, deprezzato radicalmente dagli altri enciclopedisti). Il d'Alembert parte dalla « rigenerazione delle idee » del Rinascimento: esalta la fecondità del pensiero moderno contro la scolastica, elogia il metodo di Bacone, la parte negativa e critica del pensiero cartesiano, la « filosofia » di Newton, la metafisica di Locke, che definisce come una « fisica sperimentale dell'anima ». Concludendo accenna alla polemica aperta dal Rousseau sul progresso delle arti e delle scienze (il Rousseau dà all'E. le voci sulla musica, e la voce Economie politique, prima di rompere con l'empia « setta » dei filosofi). Nella voce Encyclopédie il Diderot contrappone apertamente alla visione teocentrica del cosmo una visione antropocentrica (Oeuvres, XIV, pp. 452-53 a Pensées sur l'interprétation de la nature [1754], ibid., II, p. 53). Dalle idee baconiane trae una concezione organica a « trasformista » della natura: il « genio » creatore a sinserisce, vitalisticamente, in questo crescere cosmico. Il « genio » vivifica la pratique aveugle delle arti meccaniche, che il Diderot rivaluta ancor più radicalmente del d'Alembert: nel mondo delle tecniche, tout est en action et vivant (voce citata sopra, e voce Art). Anche nel campo etico-religioso, il criterio di valutazione deve esser pratico-utilitario: « l'utile circoscrive tutto ». Si svalutano le virtù « anti-sociali » (Célibat, Macération, Population, ecc.); la pura contemplazione (Malabar); la morale fondata sulla S. Scrittura (Masaique et chrétienne, philosophie: la natura è il libro del filosofo, la Bibbia del teologo). Nella voce Christianisme, sotto le apparenze del rispetto, riduce la religione ad una funzione sociale, ed afferma che « si potrebbe talora misurare il grado di verità di una religione dal grado di utilità che ne traggono gli Stati » (Oeuvres, XIV, pp. 143-45). Il d'Alembert è più reticente: afferma però, negli Éléments de philosophie (VII), che la morale nasce con la società, e altrove lascia intuire che l'elemento universale, utile e vero insieme, delle religioni consiste nelle verità morali (Oeuvres, pp. 224-34 a Opuscules: Sur la véritable religion, pp. 6-8). Nell'articolo Genève, che per le polemiche costo suscitate contribuì a fargli abbandonare l'impresa enciclopedistica, nel 1758, d'Alembert esalta una costituzione ecclesia stica « puramente presbiteriana », e una professione di fede sociniana: nelle voci Hiérarchie, Société, Théocratie, Diderot va anche più oltre. Per l'idea di tolleranza, il maggior maestro è Locke.

Grande influenza ha esercitato il naturalismo diderotiano su quegli abbés, collaboratori dell'E., che potrebbero esser definiti illuministi cattolici. Nella voce Certitude il de Prades polemizza contro lo « scetticismo storico » dei deisti e dello stesso Diderot (riferendosi alle Pensées philosophiques del 1746): perviene ad una sorta

di sperimentalismo acoristico, condiviso dall'abbé Yvon. Questi sottolinea però lo sforzo creativo, antiantematico della ragione nella genesi dello spiritualismo cristiane, alle voci Ams e Immaterialisme: i primi Padri cristiani mostrarono una déférence trop soumise pour les systèmes reçus: bisogna aspettare Cartesio e i moderni per trovare ce courage de raison qui se cherche une voie même où il ne voit point de trace. Un consimile motivo diderotiano ritorna alla voce Charité, dove si esalta una virtù attiva contro il puro amore quietista del Fénelon. Contro l'eudemonismo più banale si leva però nella voce Monichisme, con spunti quasi romantici. Nella voce Abbés, infine, è evidente il fascino che esercita su di lui il Bayle, che pur combatte. L'ideale illuministico dell'Immanité, verso cui tendono anche questi incerti cattolici è tuttavia così ricco di residui religiosi e cristiani, da legittimare certi equivoci: religiosa è l'attesa di un'imminente révolution... dans l'esprit des hommes et dans le caractère national (voce Encyclopédie); il mito razionalistico dell'originaria innocenza e verità da « liberare » dagli errori storici; la beneficenza e la sociabilità naturale che lasciano virtù cristiane, ecc. I motivi giusnaturalistici, ormai del tutto laici, non escludono un animus riformistico religioso (voce Droit des gens, del de Jaucourt, ecc.; Liberté, del Diderot, dove si citano J. A. Turretini e Fénelon, ecc.). Per la genesi naturale della religione si vedano le voci Oeconomie politique, Boulanger (v.); Cirémonies, Polytheisme del Diderot.

Disc.: Del d'Alembert cf. Oeuvres compl., 8 voll., Parigi 1821-22 e le Oeuvres et corresp. incid., a cura di Ch. Henry, ivi 1887 (cf. Opuscules); di confrontare la corrispondenza in Oeuvres, 18 voll., ivi 1802; Voltaire (v.) Rousseau (v.). Del Diderot cf. Oeuvres, a cura di J. Azezaz e M. Tourneur, 20 voll., ivi 1875-78; da confrontare Corresp. littéraire, philosophique et critique par Grimm, Diderot, Raynal, Meister, etc., notices, notes, table gén., a cura di M. Tourneur, ivi 1884; l'éléva sur le liberté de la presse, di M. Lamagnon de Malesberbes, n° 1814; F. Venturi, op. cit. per altri opuscoli editi di recente (v. sotto). Ivi pure la bibliografia degli abbés enciclopedisti. Per i problemi del testo dell'Encyclopédie (alcento talvolta dal cauto editore): H. Dieckmann, Le philosophes, tests and interpretation, St-Louis 1945; D. H. Gordon e N. L. Torrey, The reasoning of Diderot's Encyclopédie, Nuova York 1940. Per una bibliografia generale sull'Encyclopédie: M. Roustau, Les philosophes et la société française au XVIIIe siècle, Leone 1906; R. Hubert, Les sciences sociales dans l'Encyclopédie, specialmente parte I, ivi 1923, capp. 1 e 4; e parte 2, ivi 1923, capp. 1-3; id., Rousseau et l'Enc., ivi 1920; D. Morret, Les origines intellectuelles de la Récol. Française (1713-87), Parigi 1933; C. Becker, The heavenly city of the XVIII century philosophers, New Haven 1932; F. Venturi, Jeunesse de Diderot, ivi 1939; id., Le uricini dell'Enciclopedia, Firenze 1946; id., L'antichità recitata e l'idea del progresso in N. A. Boulanger, Bari 1947; P. Hazard, La pensée européenne au XVIIIe siècle, III; Notes et références, Parigi 1946, pp. 91-94. Sul d'Alembert: L. Brunel, Les philosophes et l'Académie, Parigi 1884; M. Müller, Essai sur la philosophie de J. d'Alembert, ivi 1925. Sulla concezione della storia: K. Löwith, Meaning in history. The theological implication of the philosophy of history, Chicago 1940. Sul successo dell'E. cf. già Voltaire, Questions sur l'Enc., 9 voll., Parigi 1771; B. Grothuyse, L'Enciclopédie, in Tableau de la littérature française de Corneille à A. Chénier, ivi 1939. Sulla edizione italiana: A. Bédarida et P. Hazard, L'influence franç. en Italie au XVIIIe siècle, ivi 1934. Per la storia religiosa in generale: G. Guyau, Histoire religieuse, in Histoire de la nation française, a cura di G. Hanotaux, VI, ivi 1922. Da confrontare anche N. N. Schargo, History in the E., Nuova York 1947. Ettore Passerin

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“ENCYCLOPÉDIE.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 227. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/encyclopedie.