ENRICO VI, IMPERATORE

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ENRICO VI, IMPERATORE - Figlio di Federico Barbarossa e di Beatrice di Borgogna, n. nel 1165, m. a 3 anni, fu associato all'Impero con il titolo di Cesare nel 1184. Il 27 genn. 1185 per mitte politiche sposò a Milano Costanza di Altavilla, crede al Regno di Sicilia. Il papa Urbano III, che vedeva in quel matrimonio un pericolo per la Chiesa, si rifiutò di intronarlo, ed allora E. per ordine del padre invase il territorio pontificio saccheggiandolo; solo quando il successore di Urbano, Gregorio VIII, gli promise che non avrebbe ostacolato le sue pretese sulla Sicilia, sospese le ostilità. Alla morte del padre, avvenuta il 10 giugno 1190 in Siria durante la Crociata, E. fu proclamato imperatore.

Ambizioso ed ostinato, avido di dominio e di grandezza, dopo aver sistemato le cose di Germania dove erano scoppiati dei torbidi fomentati da Enrico di Baviera, nella primavera del 1191 scese in Italia. Per ottenere la contesa imperiale non esitò a tradire la ghibellina Tuscolo, che fu consegnata ai Romani e da questi poi distrutta. Subito dopo l'incoronazione, nonostante le ammonizioni del Pontefice, E. si recò nell'Italia meridionale per sottomettere il regno della moglie, ma trovò forte ostacolo in Tancredi d'Altavilla e dovette in seguito desistere dall'impresa a causa di un'epidemia scoppiata nell'esercito. Ritornò perciò in Germania nel sett. e contro i patti sanciti a Worms nel 1122 nominò ed investì vescovi. Votre Tancredi (1194) ritornò in Italia per la conquista del Regno siciliano; molte città gli si arresero, altre furono prese con le armi. Assicuratosi il potere (1196), commise le più atroci erudità contro ecclesiastici e laici, accusandoli di congiura a facendoli morire tra spaventosi supplizi, mentre i suoi soldati si abbandonavano alle più inquinate violenze. Fece accedere il giovane figlio di Tancredi e condusse prigionieri in Alsazia la moglie e la figlia di lui. Sollevatisi i siciliani, E. soffocò la ribellione ferocemente. Con blande promesse intanto lusingava il Papa a preparare una Crociata. La morte di Saladino (1193) e la conseguente sparizione del suo Regno tra i figli offriva nel termine un'occasione propizia a tale impresa. Sollecitato anche dai principi orientali, E. si decise alla spedizione, ma con la mira di estendere i suoi domini. Nel 1196, nel 1197, mentre in una dieta a Bari e ricevette la Croce dal vescovo di Trani, mentre in Germania promuoveva assemblee allo scopo di arruolare soldati. L'inizio della spedizione avvenne nel sett. del 1197, ma E. rimase in Italia, e la morte sopravvenutagli poco dopo fece fallire ogni cosa.

Bibl.: T. Toesch, *Fahrbücher der deutschen Geschichte unter Heinrich VI*, Lipsia 1867; F. Chalandon, *Histoire de la dominazione romande en Italie et en Sicile*, 2 voll., Parigi 1907; A. Carlileiri, *Heinrich VI und der Hohenpumk der staatlichen Kaiser Politis*, Lipsia 1914; J. Haller, *Kaiser Heinrich VI*, Berlino 1915; V. Pfaff, *Kaiser Heinrich VI hochstes Angebot an die römische Kaiser*, Heidelberg 1923; W. Cohn, *Das Zeitalter der Hohenstaufen in Sicilien*, Breslavia 1923; V. Pfaff, *Kaiser Heinrichs hoheits Angebot an die römische Kaiser*, Heidelberg 1927; E. Pechris, *Der Erbrechtspfahn Heinrichs VI*, Berlino 1937; G. Falco, *La Roma Repubblica*, Napoli 1943, p. 341 seq.

Agostino Amore