ENRICO II, re di FRANCIA. - Figlio secondogenito di Francesco I e di Claudia, figlia di Luigi XII, n. il 31 marzo 1519. Per il trattato di Madrid fu nel 1527 trattenuto come ostaggio a Madrid fino al riscatto, nel 1529. Salì al trono il 31 marzo 1547. Fin dal 1533 aveva sposato Caterina de' Medici che ebbe però durante tutto il regno scarso rilievo rispetto alla favorita del re, Diana di Poitiers. E. governò tra i due influssi del contestabile Anne di Montmorency e di Francesco di Lorena duca di Guisa. Ricordando la sua prigionia, serbava in cuore suo estremo rancore per Carlo V, ed anelava alla guerra: già nel 1548 si ebbe il preannuncio del conflitto con il viaggio del re in Borgogna ed in Piemonte e con il breve contrasto con l'Inghilterra che procurò alla Francia, mediante riscatto, la riconquista di Boulogne (1550).
Nel 1551 i principi tedeschi protestanti collegati contro l'imperatore chiesero l'aiuto del re di Francia, autorizzandolo ad occupare Metz, Toul, Verdun, Cambrai, di cui fu fatto vicario dell'Impero (in cambio il re si impegnò a sussidiarsi nella guerra). Nel 1552 E. II con un grande esercito invase l'Impero ed occupò Metz, Verdun, Toul, a titolo di protezione. La reazione di Carlo V nel 1553 non riuscì a ricuperare Metz nonostante un aspro assedio. Dopo l'abdicazione di Carlo V la tregua di Vaucelles (5 febbr. 1556) la guerra riarse in conseguenza della spedizione del duca di Guisa su Napoli. Le operazioni di guerra ebbero una fase tragica per la Francia: la grande sconfitta subita a S. Quintino (10 ag. 1557). La pace con la Spagna fu ristabilita con il trattato di Catecu-Cambrésia (3 apr. 1559). In una giostra celebrata per le feste E. II fu ferito ad un occhio gravemente e m. 10 luglio 1559.
Disilluso della politica papale, si mostrò favorevole alla Chiesa gallicana e contrario al Concilio; ad un certo momento minacciò anzi uno scisma. - Vedi tav. XXVIII.