DIDEROT, DENIS

DIDEROT, DENIS. - Filosofo, n. a Langres (Champagne) il 5 ott. 1713, m. a Parigi il 30 luglio 1784. Destinato dal padre allo stato ecclesiastico, frequentò il collegio dei Gesuiti, nella città natale, ma ne fu ritirato per troncare alcune velleità di noviziato. Finiti gli studi a Parigi e rifiutata ogni professione, si diede allo studio, principalmente della matematica e delle scienze. Aveva soltanto lavorato ad alcune traduzioni, quando, a 33 anni, fu scelto come editore di una pubblicazione che divenne, nelle sue mani, e con la collaborazione del D'Alembert, la famosa Enciclopedia (v.), uno dei più considerevoli avvenimenti del '700. Lo spirito rivoluzionario ed antireligioso dell'opera, che già trovava corrispondenza nello stato delle menti, contribuì potentemente a preparare l'esplosione del 1789. Il D. vi lavorò fino alla fine, cioè dal 1746 al 1772. Fu pensionato da Federico II e da Caterina II.
L'attività di scrittore del D. non si esaurì nell'Enciclopedia. Oltre alle varie opere da lui pubblicate, molti suoi scritti, destinati all'estero, furono editi postumi: per lo più brevi saggi, racconti e dialoghi, scritti con brio e ripieni dello spirito dell'Enciclopedia. Lo stile del D. è un modello di vita e di spontaneità, ma manca di sobrietà: una fra le sue opere più originali, Le neveu de Rameau, fu tradotta da Goethe. I suoi Salons rappresentano un valido contributo alla critica d'arte.

Notevoli, fra le sue opere filosofiche: Pensées philosophiques (1746); Lettre sur les aveugles (1749); Interprétation de la nature (1759); e, postume, Le rêve de d'Alembert; Supplément au voyage de Bougainville. Inizial-

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(fot. Alinari) DIDEROT, DENIS - Busto di D. D. Opera di J. B. Pigalle. Parigi, Louvre.
mente il D. aderì ad un vago deismo, ma passò presto ad un puro materialismo, impugnando l'esistenza di Dio, senza però superare ogni dubbio (« O Dieu, je ne sais si tu es »). Il D. confessava che nel suo sistema, senza obbligazione e senza libertà, non poteva trovare alcun posto la morale. Il D. comunque sembrò aver superato il puro determinismo meccanicistico per un cosciente determinismo vitalistico (Venturi).

BIBL.: Oeuvres complètes, ed. J. Assézat e M. Tourneux, 20 voll., Parigi 1875-79; J. A. Naigeon, Mémoires historiques et philosophiques sur la vie et les ouvrages de D., ivi 1821; J. Morley, D. and the Encyclopaedists, 2 voll., Londra 1891; J. Reinach, D., Parigi 1894; L. Ducros, D., ivi 1894; L. Brunel, D. et les encyclopédistes, in Histoire de la langue et de la littérature française des origines à 1900, VI, Parigi 1898, cap. 7, pp. 320-71; P. Hermand, Les idées morales de D., Parigi 1923; M. D. Busnelli, D. et l'Italie, ivi 1925; J. Le Gras, D. et l'Encyclopédie, Amiens 1928; F. Venturi, Jeunesse de D., Parigi 1939; D. Mornet, D. L'homme et l'oeuvre, ivi 1941; D. H. Gordon-N. L. Torrey, The censoring of Diderot's Encyclopædia and the reestablished text, Nuova York 1947; H. Lefebvre, D., Parigi 1949. Carlo Boyer
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“DIDEROT, DENIS.” Enciclopedia Cattolica, vol. IV (1950), p. 907. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/diderot-denis.