DILTHEY, Wilhelm. - Filosofo tedesco, n. il 19 nov. 1833 a Biebrich, m. il 10 ott. 1911 a Siusi (Bolzano). Fu professore a Basilea, Kiel, Breslavia; nel 1882 successe al Lotze a Berlino.
L'opera speculativa del D. mira alla fondazione di una critica della ragione storica che, escludendo ogni base metafisica delle scienze dello spirito, si ponga come visione concreta del divenire della ragione umana nelle varie e successive forme individuali, sociali, culturali. Quest'idea, accennata nel saggio su Novalis (1865), si afferma nella Einleitung in die Geisteswissenschaften, opera di cui appare solo il primo volume (Lipsia 1883) e che ebbe un tardo completamento in Der Aufbau der Geschichtlichen Welt in den Geisteswissenschaften (1910). Insoddisfatto del metodo analitico dei sociologi e filosofi della storia positivista, ai quali è pur vicino nel suo atteggiamento spirituale, egli intende mettere in luce la totalità nell'animo (Totalität des Gemütes). Il procedimento delle scienze dello spirito differisce interamente da quello delle scienze della natura: il mondo spirituale storico non viene dischiuso né dalla percezione sensibile, né dal pensiero puro: i suoi oggetti sorgono nell'intendere (verstehen), particolare atto spirituale che presuppone come sua condizione una esperienza immediata (Erlebnis). In questo modo la psicologia descrittiva, mezzo ausiliario delle scienze dello spirito, differisce grandemente dalla psicologia esplicativa di carattere naturalistico. Il suo ufficio, come D. mostra nello scritto Ideen über eine beschreibende und zergliedernde Psychologie (1894), è di enucleare i singoli tipi degli uomini e delle loro opere. Solo una considerazione tipologica, individuale e storica, consente di comprendere le condizioni filosofiche del mondo, alle quali non si può riconoscere un valore assoluto. Quest'idea ampiamente svolta in Typen der Weltanschauung (1911), fa decisamente piegare la concezione del D. verso un relativismo teoretico, che lascia insoluto il problema umano.
D. si occupò anche di estetica con le opere: Das Erlebnis und die Dichtung (1895, 10a ed. 1930) e Die Einbildungskraft des Dichters (1887); e di pedagogia nel lavoro: Über die Möglichkeit einer allgemeingültigen pädagogischen Wissenschaft, in Sitzber. d. Berliner Akad. 2 (1888), pp. 807-32.

(da C. Decold, Vintra und Behalten, Beiträge Lipsia 188, p. 10) Diluvio - Frammento di tavoleria d'argilla di Quü̈ndia contenente un brano del racconto labilonese del d. - Londra, British Museum.
lavoro: Über die Möglichkeit einer allgemeingültigen pädagogischen Wissenschafl, in Sitzber. d. Berline