CORSI, COSIMO

CORSI, COSIMO. - Cardinale, n. a Firenze il 10 giugno 1798, m. ad Agnano il 7 ott. 1870. Paggio di Elisa Bonaparte, entrò poi nel clero; nominato uditore di Rota, vi divenne decano, finché nel 1842 fu da Gregorio XVI creato cardinale e vescovo di Jesi (1845) donde, nel 1853, fu prescelto per arriccivescovo di Pisa.

Durante i moti dell'apr. 1859 mantenne un atteggiamento risoluto e capeggiò la resistenza dell'episcopato toscano contro il governo provvisorio. Nel 1860, in occasione della visita di Vittorio Emanuele II a Pisa, ordinò che le porte del Duomo venissero chiuse e, per questo gesto di protesta, fu condotto a Torino ed ivi sorvegliato per due mesi in un istituto religioso. Convinto e ardente difensore dei diritti ecclesiastici, si distinse per la bontà del carattere e per la pietà cristiana. Morì quasi subito dopo aver partecipato al Concilio Vaticano del 1870.

BIBL.: F. Ercole, Il Risorgimento Italiano, II, Gli uomini politici, I (Enc. biogr. e bibl. italiana, 42), Roma 1941, p. 387; L. Mordini, s. V. in Dix. del Ris. Nuz., II, p. 753. Mario Zazzetta